Innanzitutto vorrei
ribadire, perché in molti non l’hanno capito, che stiamo scegliendo il
Segretario del Partito Democratico e non il candidato leader per le elezioni
politiche. In questa complicata fase della vita del Paese e del PD abbiamo
bisogno di un Segretario a tempo pieno e non Part-time, che profonda tutto il suo impegno
per portare avanti quel processo di cambiamento di cui, da ogni parte, si sente
profondamente bisogno.
C’è da dire però che,
se vinciamo noi, a marzo prossimo si andrà a votare; infatti, Pippo è l’unico
candidato che non ha votato la fiducia a questo governo poiché nato da accordi
di palazzo senza consultare gli elettori e senza definire con chiarezza e trasparenza obiettivi e durata. Il
risultato è che ogni giorno ci sono problemi sulle cose da fare; si va avanti a
piccoli passi, nemmeno tutti nella direzione giusta, mentre si dovrebbe
correre. In Germania le larghe intese funzionano ma solo perché le forze in
campo, costituite per lo più da politici seri,
discutono per mesi definendo punto per punto il programma di legislatura. Noi
le larghe intese le abbiamo fatte in un paio di giorni, tra l’altro con una
destra vergognosa, e dopo aver silurato Rodotà e Prodi con la famosa “carica
dei 101”. A proposito con noi di 101 non ce ne sono. Non è questo il governo che volevamo, bisogna
al più presto restituire ai cittadini la sovranità che gli appartiene!
Quella di Pippo è senza
dubbio la mozione migliore in quanto tratta con profondità tantissimi temi su
cui da tempo si è smesso di discutere. Una mozione corposa, non calata
dall’alto ma realizzata in maniera partecipata con il contributo sia di
iscritti sia di simpatizzanti, che non vuole essere un punto di arrivo ma bensì
un punto da cui partire per ripensare il PD ed il centrosinistra nel suo
complesso. "Per noi il Congresso non dovrebbe essere solo un momento di campagne
ma soprattutto di discussione, informazione e studio; è si un patto che si
rinnova con gli iscritti ma è anche un processo con cui ci si confronta tra noi
e con tutto quanto si muove al nostro esterno ed è animato dai nostri stessi
valori di riferimento". Un processo, interno ed esterno, di ascolto, confronto,
contaminazione e crescita che non dovrebbe concludersi mai e che invece troppo
spesso, nel corso di questi anni, si è preferito ridurre al minimo
sindacale. Troppi palazzi e caminetti e
pochi circoli e piazze. "Un Partito forte non deve temere di chi dissente, cresce nel conflitto; deve aver paura di chi va via perché non si sente ascoltato." Unità non vuol dire unanimità. Io mi chiedo: non è meglio fare le larghe intese
con i propri elettori e simpatizzanti piuttosto che contaminarsi con Brunetta,
Alfano, Santanchè, Cicchitto, Gasparri,
ecc. che nulla hanno a che vedere con i nostri valori? A Schifani preferisco, senza neanche un millisecondo di esitazione, Rodotà.
Il nostro paese sta
vivendo la più grande crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Si tratta di una
crisi europea e mondiale che in Italia però sta assumendo dimensioni
catastrofiche. Diciamocelo, perché bisogna dircelo, la grave situazione in cui
ci troviamo non è il risultato di leggi naturali o sovrannaturali, ma è il
frutto di scelte politiche ed economiche precise. Scelte, prese anche dai
nostri, che non hanno fatto altro che aumentare le disuguaglianze sociali,
economiche e culturali tra l’1% dei ricchissimi ed il restante 99% della
popolazione.
Ebbene, uno dei
concetti centrali della mozione Civati è proprio la necessità di abbattere le
disuguaglianze sia per far ripartire il paese sia per restituire ai cittadini
la dignità e centralità della loro persona. Un passo dell’art. 3 della
Costituzione recita:
È compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando
di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana…
"Uguaglianza significa
lotta alla disoccupazione e aumento dei redditi da lavoro ma anche dare
sostegno a quanti il lavoro l’hanno perso e a chi non lo trova con
ammortizzatori sociali degni di questo nome", come accade in quasi tutta Europa.
Uguaglianza significa
incentivare e premiare chi rischia investendo il proprio denaro per creare
lavoro e non finanziare i “capitani coraggiosi PRENDITORI”.
Uguaglianza vuol dire
diritti e pari opportunità. "Diritti al sapere, alla salute, ai tanti modi
diversi di intendere la propria felicità personale, in uno schema laico senza
eccezioni." Diritto all’essere donna senza essere per questo sottopagata,
esclusa, mobbizzata, violentata. Io credo che se il mondo fosse più “DONNA”
funzionerebbe sicuramente meglio.
Uguaglianza significa
anche non privatizzare selvaggiamente i beni comuni. "Non ci arrendiamo all’idea
che “gestione pubblica” significhi per forza i vecchi carrozzoni statali amministrati,
spesso malamente, dalla politica."
Abbiamo una
Costituzione bellissima, bisogna solo attuarla. A chi affidare questo
difficilissimo ed ambiziosissimo progetto? Sicuramente non alla classe
dirigente degli ultimi venti anni che o con colpa o con dolo ci ha condotti al
disastro.
In Campania basta
guardarsi intorno: trasporti allo sfascio, disoccupazione a livelli drammatici,
gestione rifiuti disastrosa per non parlare dei veleni che la Camorra ha
seppellito nelle nostre terre. Dov’erano e cosa facevano tutti? E dove sono adesso? Non dietro Pippo sicuramente, tutto il vecchio apparato è diviso tra gli altri due candidati e menomale che c'era chi voleva rottamare mezzo mondo....
Serve un radicale
cambiamento di cui ognuno di noi deve essere protagonista. Cambiamento che non
è una mera questione anagrafica ma di visione del mondo e del modo di fare
politica. E’ giusto però che i più “maturi”
diano spazio ai più giovani perché il futuro appartiene a loro ed è
fondamentale che ne siano loro i
principali artefici.
Come dice lo slogan di Pippo le cose cambiano,
cambiandole. L’8 dicembre, le Primarie sono aperte a tutti e tutti possono con
una semplice X contribuire al cambiamento. E’ meglio se #CIVOTI!
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