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giovedì 5 dicembre 2013

Perché è meglio se CIVOTI?

Innanzitutto vorrei ribadire, perché in molti non l’hanno capito, che stiamo scegliendo il Segretario del Partito Democratico e non il candidato leader per le elezioni politiche. In questa complicata fase della vita del Paese e del PD abbiamo bisogno di un Segretario a tempo pieno e non  Part-time, che profonda tutto il suo impegno per portare avanti quel processo di cambiamento di cui, da ogni parte, si sente profondamente bisogno.
C’è da dire però che, se vinciamo noi, a marzo prossimo si andrà a votare; infatti, Pippo è l’unico candidato che non ha votato la fiducia a questo governo poiché nato da accordi di palazzo senza consultare gli elettori e senza definire con chiarezza e trasparenza obiettivi e durata. Il risultato è che ogni giorno ci sono problemi sulle cose da fare; si va avanti a piccoli passi, nemmeno tutti nella direzione giusta, mentre si dovrebbe correre. In Germania le larghe intese funzionano ma solo perché le forze in campo, costituite per lo più da politici seri, discutono per mesi definendo punto per punto il programma di legislatura. Noi le larghe intese le abbiamo fatte in un paio di giorni, tra l’altro con una destra vergognosa, e dopo aver silurato Rodotà e Prodi con la famosa “carica dei 101”. A proposito con noi di 101 non ce ne sono.  Non è questo il governo che volevamo, bisogna al più presto restituire ai cittadini la sovranità che gli appartiene!
Quella di Pippo è senza dubbio la mozione migliore in quanto tratta con profondità tantissimi temi su cui da tempo si è smesso di discutere. Una mozione corposa, non calata dall’alto ma realizzata in maniera partecipata con il contributo sia di iscritti sia di simpatizzanti, che non vuole essere un punto di arrivo ma bensì un punto da cui partire per ripensare il PD ed il centrosinistra nel suo complesso. "Per noi il Congresso non dovrebbe essere solo un momento di campagne ma soprattutto di discussione, informazione e studio; è si un patto che si rinnova con gli iscritti ma è anche un processo con cui ci si confronta tra noi e con tutto quanto si muove al nostro esterno ed è animato dai nostri stessi valori di riferimento". Un processo, interno ed esterno, di ascolto, confronto, contaminazione e crescita che non dovrebbe concludersi mai e che invece troppo spesso, nel corso di questi anni, si è preferito ridurre al minimo sindacale.  Troppi palazzi e caminetti e pochi circoli e piazze. "Un Partito forte non deve temere di chi dissente,  cresce nel conflitto; deve aver paura  di chi va via perché non si sente ascoltato." Unità non vuol dire unanimità. Io mi chiedo: non è meglio fare le larghe intese con i propri elettori e simpatizzanti piuttosto che contaminarsi con Brunetta, Alfano,  Santanchè, Cicchitto, Gasparri, ecc. che nulla hanno a che vedere con i nostri valori? A Schifani preferisco, senza neanche un millisecondo di esitazione, Rodotà.
Il nostro paese sta vivendo la più grande crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Si tratta di una crisi europea e mondiale che in Italia però sta assumendo dimensioni catastrofiche. Diciamocelo, perché bisogna dircelo, la grave situazione in cui ci troviamo non è il risultato di leggi naturali o sovrannaturali, ma è il frutto di scelte politiche ed economiche precise. Scelte, prese anche dai nostri, che non hanno fatto altro che aumentare le disuguaglianze sociali, economiche e culturali tra l’1% dei ricchissimi ed il restante 99% della popolazione.
Ebbene, uno dei concetti centrali della mozione Civati è proprio la necessità di abbattere le disuguaglianze sia per far ripartire il paese sia per restituire ai cittadini la dignità e centralità della loro persona. Un passo dell’art. 3 della Costituzione recita:
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…
"Uguaglianza significa lotta alla disoccupazione e aumento dei redditi da lavoro ma anche dare sostegno a quanti il lavoro l’hanno perso e a chi non lo trova con ammortizzatori sociali degni di questo nome", come accade in quasi tutta Europa.
Uguaglianza significa incentivare e premiare chi rischia investendo il proprio denaro per creare lavoro e non finanziare i “capitani coraggiosi PRENDITORI”.
Uguaglianza vuol dire diritti e pari opportunità. "Diritti al sapere, alla salute, ai tanti modi diversi di intendere la propria felicità personale, in uno schema laico senza eccezioni." Diritto all’essere donna senza essere per questo sottopagata, esclusa, mobbizzata, violentata. Io credo che se il mondo fosse più “DONNA” funzionerebbe sicuramente meglio.
Uguaglianza significa anche non privatizzare selvaggiamente i beni comuni. "Non ci arrendiamo all’idea che “gestione pubblica” significhi per forza i vecchi carrozzoni statali amministrati, spesso malamente, dalla politica."
Abbiamo una Costituzione bellissima, bisogna solo attuarla. A chi affidare questo difficilissimo ed ambiziosissimo progetto? Sicuramente non alla classe dirigente degli ultimi venti anni che o con colpa o con dolo ci ha condotti al disastro.
In Campania basta guardarsi intorno: trasporti allo sfascio, disoccupazione a livelli drammatici, gestione rifiuti disastrosa per non parlare dei veleni che la Camorra ha seppellito nelle nostre terre. Dov’erano e cosa facevano tutti? E dove sono adesso? Non dietro Pippo sicuramente, tutto il vecchio apparato è diviso tra gli altri due candidati e menomale che c'era chi voleva rottamare mezzo mondo....
Serve un radicale cambiamento di cui ognuno di noi deve essere protagonista. Cambiamento che non è una mera questione anagrafica ma di visione del mondo e del modo di fare politica.  E’ giusto però che i più “maturi” diano spazio ai più giovani perché il futuro appartiene a loro ed è fondamentale  che ne siano loro i principali artefici.

Come dice lo slogan di Pippo le cose cambiano, cambiandole. L’8 dicembre, le Primarie sono aperte a tutti e tutti possono con una semplice X contribuire al cambiamento. E’ meglio se #CIVOTI! 

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