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lunedì 23 luglio 2012

Se invece dei compiti a "casa" copiassimo in "aula" dai cugini Francesi?


Sono mesi ormai che Monti ed i suoi sostenitori (per me quasi tutta gente con il fondo schiena al riparo) ci propinano la storiella dei compiti a casa. A parte che trovo un po' infantile e ridicolo andare in giro per il mondo dicendo "l'Italia ha fatto i compiti a casa quindi ora premiateci", visto che dall'altra parte non abbiamo genitori comprensivi pronti a perdonarci le marachelle, ma bensì degli sciacalli affamati che da tempo hanno scommesso sulla nostra bancarotta e non aspettano altro che fiondarsi sulla "carogna Italia".
Oggi lo Spread è di nuovo a 520 punti, Piazza Affari affonda, il debito pubblico ha toccato i massimi del 1995, la disoccupazione è alle stelle, i poveri  sono in aumento (sfiorano quota otto milioni), i suicidi non accennano a diminuire, molti Comuni sono sull'orlo del dissesto. Sicuro che servono i compiti a casa e non sarebbe meglio invece copiare dai cugini francesi?

Federico Rampini sul suo blog di Repubblica titola: Hollande fa cose di sinistra. Lo spread scende.

"Soffermiamoci su questo apparente mistero. Lo spread tra i titoli di Stato francesi e quelli tedeschi si è ridotto, da quando c’è un socialista all’Eliseo. Il quale fa cose di sinistra: assume insegnanti, alza le tasse sui ricchi (patrimoniale aggiuntiva). Eppure questo non mette in fuga i capitali, anzi a giudicare dallo spread la Francia di Hollande è considerata oggi più solida e solvibile. Dunque: i mercati non impongono per forza il “pensiero unico” dell’austerity anti-sociale. Del resto, più in piccolo, anche il Belgio è tornato nell’alveo dell’Europa “germanica” secondo il giudizio dei mercati, pur avendo un premier socialista (Elio Di Rupo) e malgrado la fragilità della coesione fiamminghi-valloni. La lezione è che i mercati premiano la stabilità delle prospettive politiche a medio-lungo termine (la Francia ha una maggioranza socialista blindata per 5 anni), e i “saldi” della finanza: se il risanamento si fa a spese dei ricchi come a Parigi, va benissimo."

I fans del Rigor Montis sicuramente obietteranno che l'Italia non è la Francia e che le situazioni economiche di partenza dei due paesi sono totalmente differenti. Vero. E' anche vero però che le ricette di austerity "montiane", che le si condividano o meno (io quasi per niente), non stanno dando frutti nonostante i pesanti sacrifici imposti agli italiani, soprattutto alle fasce deboli. Sacrifici di durata pluriennale/generazionale che vengono bruciati in meno di una giornata dal mercato senza regole degli speculatori. Monti dice che le sue manovre avranno effetto nel medio e lungo periodo, ma il suo compito non doveva essere quello di rianimare un malato in fin di vita per poi consegnarlo ai "medici"del reparto di lungodegenza?
Se a questo si aggiunge che la campagna elettorale per le prossime politiche del 2013 è ormai cominciata tant'è che i tatticismi politici sono l'unica attività espletata quotidianamente dai nostri politici e politicanti, credo che l'ipotesi di una crisi pilotata con elezioni in autunno, preferibilmente con la nuova legge elettorale, sia la migliore strada da seguire. Anche perchè chi ci garantisce che in primavera 2013 la situazione sarà migliore?
Un governo politico o tecnico/politico di una sola "parte", quella Sinistra naturalmente, scelto dai cittadini ai quali dover dar conto, senza giocare continuamente allo schiaffo del soldato o allo scaricabarile come accade ora, potrebbe sicuramente dare maggiore stabilità sia interna sia esterna. Sia chiaro che ciò non risolverebbe la situazione di crisi in quanto il problema è di natura mondiale ma, potrebbe aiutare ad attenuarne gli effetti nel frattempo che la Germania della Merkel decida se salvare o meno l'eurozona. Magari insieme ad Hollande si riesce anche ad indirizzarne e velocizzarne le scelte.
Il condizionale è d'obbligo poichè se in parlamento ci vanno sempre le stesse mummie autoreferenziate e quei "loschi figuri" che non sanno nemmeno cos'è il fiscal compact (che poi hanno votato) la musica difficilmente cambierà, ma almeno sapremo con chi prendercela.
Il mondo ci chiede serietà e credibilità e non credo che queste siano caratteristiche esclusive di Monti e del suo governo!

lunedì 9 luglio 2012

Monti e lo Spread tra miti, leggende e realtà!


Ebbene sì, il Dio Spread ci ascolta e ci osserva.  Guai a pronunciare parole che possano alimentare la sua sete di denaro e la sua implacabile fame di potere!
Secondo  super Mario Monti, tecno-profeta in terra Italica dell’insaziabile e potente Dio, le dichiarazioni del Presidente di Confindustria Squinzi (noto seguace della setta satanica che venera la dea Camusso) contro la spending review e l'operato dell'esecutivo in materia economica (ha parlato di "macelleria sociale"), suscitano pericolosamente le ire della divinità, vanificando l’effetto “calmierante” ottenuto con le varie manovre: “Salva Italia”, “Cresci Italia”, “ma dove stiamo andando italia?”. 
Manovre che hanno richiesto dei veri e propri sacrifici umani, così atroci da ridurre in lacrime persino la “ninfa/parca/arpia” Fornero al varo della prima sulle pensioni. Nessuno osò opporsi, decisivi furono i richiami alla responsabilità del vecchio saggio Napolitano Gandalf: la patria, messa in ginocchio dalle forze del male di Papi Bunga Bunga Ultimo (si spera), doveva immolare le vecchie generazioni per salvare le nuove… così si disse, ma il bund teutonico se ne fregò altamente e lo Spread continuò ad “elevarsi” a padrone dell’universo.
Ricordo le parole di allora (dicembre 2011) del Profeta che più o meno recitavano così: la turbolenza sui mercati ormai non dipende più dalla politica economica del governo: dietro c’è la speculazione che agisce in un mercato poco limpido.
Ma nonostante ciò, si decise di provare di nuovo ad imbonirsi il Dio Spread, che nel frattempo aveva allentato la sua morsa letale sugli italioti per dedicarsi ai fratelli greci, ormai giunti al punto giusto di recessione.
Dopo gli esodati e i pensionati si decise, dunque, di portare sull’altare sacrificale gli “sfigati” (così il “vice ninfa” , figlio di papà Martone definì coloro che si laureano dopo i 28 anni).
Eh già, dopo aver timidamente tentato di “incastrare” le caste, popolazioni care ai lobbisti (semidei cortigiani del sanguinario Spread) si provò con la distruzione dell’art.18, lo scudo magico che protegge i lavoratori dalle angherie, soprusi e razzie del popolo oscuro dei Prenditori, parenti stretti dei lobbisti.
La durezza dell’attacco sferrato dalla  “ninfa” e dal suo esercito fu senza precedenti, una vera e propria crociata a cui partecipano inaspettatamente anche le truppe fedeli al “sinistro”/“maldestro” Ichinus; generale disobbediente (?) dell’esercito di Bersani I, re dei piddini (strane creature per metà “comunista” e metà “democristiana”) sostenitori (ma anche no, dipende dai giorni,  dai generali e dai piddini) del profeta Monti.  Il popolo piddino è momentaneamente (?????) alleato (brrrr un brivido mi corre lungo schiena) con le forze del male di Papi Bunga Bunga Ultimo (si spera sempre e faccio anche gli scongiuri) e con i mutanti (va dove ti porta la poltrona) dell’eminenza grigia/brizzolata Cardinal Casini.
Tutti insieme appassio-natamente, ma non tutti spassionatamente,  per sottrarre le italiche genti dalle fauci del feroce Spread.
Ma torniamo alla battaglia. In difesa dello “scudo magico” si schierò dal primo istante “l’ultimo dei comunisti”, il mitico Landineracle della setta Camusso, che con le sue tute blu armate di ”falce e martello” riuscì, dopo aver sconfitto il mostro Marchionne (metà "pecora cashmere" e metà omino michelin), a far fronte agli attacchi e a costringere Bersani I a schierarsi dalla parte dei lavoratori: “Non morirò monetizzando il lavoro” esclamò in una sala del castello del Transatlantico. Lo spirito di un suo stimatissimo antenato era “entrato” in lui (sempre grazie Berlinguer) . Lo scudo magico fu salvo, scalfito ma non distrutto!
Intanto, il Dio Spread, nauseato dalle “carni” greche di cui aveva avidamente ingurgitato quintali e quintali ed ebbro di sangue ellennico, decise di ritornare in terra Italica per il caffè e l’ammazza caffè.
Ma i discepoli del tecno-profeta non esitarono un secondo ad attribuire questo ritorno al salvataggio dello scudo magico… proprio come si sta facendo oggi dopo le parole di Squinzi!
… to be continued… maybe!
Morale della favola: al profeta ed ai suoi numerosi adoranti discepoli,  avete rotto con questa stupida strumentalizzazione dello spread, basta con la sindrome di Stoccolma per difendere le vostre minchiate e basta con queste politiche neoliberiste che salvano il culo solo a chi una “poltrona comoda” già ce l’ha!