L'Unione Europea ha emanato già da tempo una serie di direttive riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti e più in generale l'impatto sull'ambiente delle attività umane.
Le linee guida sono le seguenti:
1. Prevenzione: Riduzione della produzione e della pericolosità;
2. Riutilizzo: reimpiego del prodotto -non rifiuto- per lo stesso scopo;
3. Riciclaggio: recupero di materia;
4. Recupero di energia: (impianti di compostaggio, termovalorizzatori, ecc...);
5. Smaltire in discariche solo il rifiuto non recuperabile.
E' evidente a tutti che, più si riescono ad avere comportamenti virtuosi in merito ai punti da 1 a 4 e meno rifiuti saranno portati in discarica, eliminando così anche il problema della giacenza per strada degli stessi.
Pensiamo prima di comprare e di buttar via. Inizialmente risulterà faticoso, ma pian piano questo modo di essere e di fare risulterà naturale ed i benefici saranno notevoli per tutti.
PENSIAMO PRIMA DI COMPRARE!
1. Compriamo preferibilmente prodotti ottenuti da materiali riciclati e riciclabili! Si ridurrà così l’impatto ambientale legato alla produzione di prodotti nuovi che richiede il prelievo di altre materie prime. Esempio sono tutti i prodotti fatti con carta riciclata: agende, giornali, riviste, diari, ecc. Contribuiremo così a tenere in vita qualche albero in più!
2. Cerchiamo di evitare l’acquisto di alimenti confezionati. Se proprio dobbiamo, scegliamo quelli il cui packaging sia a minore impatto ambientale (alcune aziende stanno dando importanza a quest’aspetto). Ricordiamoci che l’unica vera legge che governa i mercati è quella della domanda e dell’offerta. Se la nostra domanda è di prodotti e servizi più “ecosostenibili”, l’offerta non potrà che adeguarsi.
3. Cerchiamo di comprare sempre cibi freschi nella quantità di cui abbiamo realmente bisogno. Proviamo a riutilizzare gli eventuali avanzi per preparare nuovi piatti. Se abbiamo la possibilità doniamo agli altri ciò che abbiamo “prodotto” in eccesso. Magari nel giro degli amici, parenti, vicini c’è chi beneficerebbe di quello che altrimenti butteremmo via. Pensiamo alla nonnina sola della porta accanto che magari non cucina per solitudine o per mancanza di soldi. Abbiamo preparato una torta per il nostro compleanno per 12 persone ma in casa siamo solo 4? Offriamola ai vicini avremo degli auguri in più!
4. Utilizziamo pile ricaricabili possibilmente di elevata qualità che durano più a lungo ed inquinano meno una volta che devono essere smaltite. Non gettiamole nei normali rifiuti, ma utilizziamo i contenitori appositi che spesso si trovano presso i tabaccai oppure portiamole nelle isole ecologiche.
5. Evitiamo di utilizzare prodotti usa e getta (rasoi, fazzoletti e tovaglioli di carta, bicchieri e posate di plastica, ecc). Il fatto di non dover lavare piatti e bicchieri di plastica ci porta spesso a consumarne in quantità esagerate. Molti di questi prodotti richiedono centinaia di anni per essere smaltiti.
PENSIAMO PRIMA DI BUTTAR VIA!
6. Riusiamo e ricicliamo il vestiario. Il bimbo è cresciuto e gli indumenti non gli stanno più? Vuoi “far pulizia” nell’armadio? Quel capo è passato di moda e non vuoi più indossarlo? Guardati intorno, sicuramente ci sarà qualcuno che sarebbe felice di avere queste cose (amici, parenti, vicini, associazioni, ecc…). Se proprio dobbiamo/vogliamo gettarli, facciamolo negli appositi contenitori. Dai vecchi vestiti possono essere ricavate tante cose utili.
7. Differenziamo scrupolosamente seguendo le indicazioni e le regole date dalle autorità. Alcuni rifiuti sono altamente inquinanti e tossici, mischiandoli a quelli “comuni” ce li ritroveremo probabilmente in quello che mangiamo e beviamo.
8. Compriamo o costruiamo una compostiera domestica. Ne esistono di diversi tipi e dimensioni sia per il giardino che per la casa. Grazie alla compostiera possiamo trasformare molti rifiuti in fertilizzante per il terreno: bucce di frutta, di patate, foglie, piccoli rami, baccelli di fave, gusci d’uova, alimenti vegetali andati a male, pose di caffè, sacchetti per tè e tisane, bucce e torsoli di frutta, fiori appassiti, foglie secche, ciocche di capelli etc. Agli scarti si possono aggiungere tovaglioli, fazzoletti di carta, carta da cucina (escludendo la carta oleata, carta plastificata e quella usata per eliminare l’eccesso d’olio nella frittura). Sono in generale da evitare carne, ossa, metalli, plastica, vetro.
9. Proviamo a regalare e/o a vendere e/o riciclare i mobili vecchi e in generale tutte le cose ancora funzionanti/utilizzabili (giocattoli, radio, tv, elettrodomestici, libri, telefoni, ecc). Magari potranno tornare utili a qualcuno tra amici, parenti, vicini e associazioni di beneficenza. Esistono anche mercatini dell’usato di tutti i tipi.
10. Se abbiamo dubbi su quello che stiamo per buttare, chiediamo ad amici/parenti/vicini o contattiamo gli organi preposti (i numeri verdi sono gratuiti). In molti comuni sono attivi dei servizi per il ritiro di materiali ingombranti.