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martedì 10 dicembre 2013

Caro Pippo, bisogna ripartire dal SUD!


Caro Giuseppe Civati sei stato un grande. Io penso che il nostro sia stato un ottimo risultato. Per le forze in campo non avresti potuto superare il 5%. Non avevamo con noi né la CGIL, né l'informazione, né l'apparato, i capibastone, la finanza, gli amministratori locali, ecc.. Non eravamo il cavallo vincente e per questo molti hanno preferito schierarsi dalla parte del sicuro vincitore. Abbiamo parlato di idee e progetti e siamo stati premiati con circa il 14%. Abbiamo riacceso una speranza sulla quale abbiamo il dovere di continuare a lavorare.
Gli errori principali che ho cercato di far presente nel corso di questi mesi, sono stati, a mio avviso due: hai trascurato la TV e la stampa (il web incide ancora poco in Italia e molti ancora oggi non sanno chi sei) ed hai trascurato il SUD (cosa che fece anche renzi alle scorse primarie)! Qui c'era (e c'è) molto spazio ma la gente aveva (ha) bisogno di vederti, sentirti parlare e sapere che ci sei. Nel tuo staff pochissime persone del SUD a cui è stata data pochissima visibilità e soprattutto pochissima attenzione. Con tutto il rispetto per tutti quelli della squadra (bravissimi), ma in pochissimi conoscono i problemi e le "dinamiche" del mezzogiorno.
Bisogna ripartire da qui se si vuole proseguire. Mi auguro che verrai presto a trovarci!
Con affetto e stima! 
Sempre forza Pippo.

giovedì 5 dicembre 2013

Perché è meglio se CIVOTI?

Innanzitutto vorrei ribadire, perché in molti non l’hanno capito, che stiamo scegliendo il Segretario del Partito Democratico e non il candidato leader per le elezioni politiche. In questa complicata fase della vita del Paese e del PD abbiamo bisogno di un Segretario a tempo pieno e non  Part-time, che profonda tutto il suo impegno per portare avanti quel processo di cambiamento di cui, da ogni parte, si sente profondamente bisogno.
C’è da dire però che, se vinciamo noi, a marzo prossimo si andrà a votare; infatti, Pippo è l’unico candidato che non ha votato la fiducia a questo governo poiché nato da accordi di palazzo senza consultare gli elettori e senza definire con chiarezza e trasparenza obiettivi e durata. Il risultato è che ogni giorno ci sono problemi sulle cose da fare; si va avanti a piccoli passi, nemmeno tutti nella direzione giusta, mentre si dovrebbe correre. In Germania le larghe intese funzionano ma solo perché le forze in campo, costituite per lo più da politici seri, discutono per mesi definendo punto per punto il programma di legislatura. Noi le larghe intese le abbiamo fatte in un paio di giorni, tra l’altro con una destra vergognosa, e dopo aver silurato Rodotà e Prodi con la famosa “carica dei 101”. A proposito con noi di 101 non ce ne sono.  Non è questo il governo che volevamo, bisogna al più presto restituire ai cittadini la sovranità che gli appartiene!
Quella di Pippo è senza dubbio la mozione migliore in quanto tratta con profondità tantissimi temi su cui da tempo si è smesso di discutere. Una mozione corposa, non calata dall’alto ma realizzata in maniera partecipata con il contributo sia di iscritti sia di simpatizzanti, che non vuole essere un punto di arrivo ma bensì un punto da cui partire per ripensare il PD ed il centrosinistra nel suo complesso. "Per noi il Congresso non dovrebbe essere solo un momento di campagne ma soprattutto di discussione, informazione e studio; è si un patto che si rinnova con gli iscritti ma è anche un processo con cui ci si confronta tra noi e con tutto quanto si muove al nostro esterno ed è animato dai nostri stessi valori di riferimento". Un processo, interno ed esterno, di ascolto, confronto, contaminazione e crescita che non dovrebbe concludersi mai e che invece troppo spesso, nel corso di questi anni, si è preferito ridurre al minimo sindacale.  Troppi palazzi e caminetti e pochi circoli e piazze. "Un Partito forte non deve temere di chi dissente,  cresce nel conflitto; deve aver paura  di chi va via perché non si sente ascoltato." Unità non vuol dire unanimità. Io mi chiedo: non è meglio fare le larghe intese con i propri elettori e simpatizzanti piuttosto che contaminarsi con Brunetta, Alfano,  Santanchè, Cicchitto, Gasparri, ecc. che nulla hanno a che vedere con i nostri valori? A Schifani preferisco, senza neanche un millisecondo di esitazione, Rodotà.
Il nostro paese sta vivendo la più grande crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Si tratta di una crisi europea e mondiale che in Italia però sta assumendo dimensioni catastrofiche. Diciamocelo, perché bisogna dircelo, la grave situazione in cui ci troviamo non è il risultato di leggi naturali o sovrannaturali, ma è il frutto di scelte politiche ed economiche precise. Scelte, prese anche dai nostri, che non hanno fatto altro che aumentare le disuguaglianze sociali, economiche e culturali tra l’1% dei ricchissimi ed il restante 99% della popolazione.
Ebbene, uno dei concetti centrali della mozione Civati è proprio la necessità di abbattere le disuguaglianze sia per far ripartire il paese sia per restituire ai cittadini la dignità e centralità della loro persona. Un passo dell’art. 3 della Costituzione recita:
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…
"Uguaglianza significa lotta alla disoccupazione e aumento dei redditi da lavoro ma anche dare sostegno a quanti il lavoro l’hanno perso e a chi non lo trova con ammortizzatori sociali degni di questo nome", come accade in quasi tutta Europa.
Uguaglianza significa incentivare e premiare chi rischia investendo il proprio denaro per creare lavoro e non finanziare i “capitani coraggiosi PRENDITORI”.
Uguaglianza vuol dire diritti e pari opportunità. "Diritti al sapere, alla salute, ai tanti modi diversi di intendere la propria felicità personale, in uno schema laico senza eccezioni." Diritto all’essere donna senza essere per questo sottopagata, esclusa, mobbizzata, violentata. Io credo che se il mondo fosse più “DONNA” funzionerebbe sicuramente meglio.
Uguaglianza significa anche non privatizzare selvaggiamente i beni comuni. "Non ci arrendiamo all’idea che “gestione pubblica” significhi per forza i vecchi carrozzoni statali amministrati, spesso malamente, dalla politica."
Abbiamo una Costituzione bellissima, bisogna solo attuarla. A chi affidare questo difficilissimo ed ambiziosissimo progetto? Sicuramente non alla classe dirigente degli ultimi venti anni che o con colpa o con dolo ci ha condotti al disastro.
In Campania basta guardarsi intorno: trasporti allo sfascio, disoccupazione a livelli drammatici, gestione rifiuti disastrosa per non parlare dei veleni che la Camorra ha seppellito nelle nostre terre. Dov’erano e cosa facevano tutti? E dove sono adesso? Non dietro Pippo sicuramente, tutto il vecchio apparato è diviso tra gli altri due candidati e menomale che c'era chi voleva rottamare mezzo mondo....
Serve un radicale cambiamento di cui ognuno di noi deve essere protagonista. Cambiamento che non è una mera questione anagrafica ma di visione del mondo e del modo di fare politica.  E’ giusto però che i più “maturi” diano spazio ai più giovani perché il futuro appartiene a loro ed è fondamentale  che ne siano loro i principali artefici.

Come dice lo slogan di Pippo le cose cambiano, cambiandole. L’8 dicembre, le Primarie sono aperte a tutti e tutti possono con una semplice X contribuire al cambiamento. E’ meglio se #CIVOTI! 

domenica 3 novembre 2013

Pronto Cancellieri, DIMETTITI!

I fatti (come da ricostruzione dei giornali: La Stampa e il Fatto Quotidiano).
17 luglio - Giulia Ligresti viene arrestata Il ministro Cancellieri telefona a Gabriella Fragni, la compagna di Salvatore Ligresti: «Sono veramente dispiaciuta. Qualsiasi cosa posso fare conta su di me». «Una umana manifestazione di affetto», dirà la Fragni.
18 luglio - Gabriella Fragni chiama sua figlia. E dice cose pesanti. “Ieri ho avuto una telefonata che poi ti dirò. Gli ho detto: ma non ti vergogni di farti vedere adesso? Ma che tu sei lì perché ti ci ha messo questa persona. Ecco capito? Ah, son dispiaciuta… No, non si è dispiaciuti! Sono stati capaci di mangiare tutti…”.
2 agosto - Giulia Ligresti chiede di patteggiare la pena.  
5 agosto - Valeria Climaco, responsabile dei servizi educativi all’interno del carcere di Vercelli, dove Giulia è detenuta, segnala alla psicologa referente, Emanuela Ghisalberti, un «peggioramento delle condizioni di salute» di Giulia. Comincia un ciclo di visite.  
6 agosto - Il gip Silvia Salvadori, nonostante il parere favorevole della procura, respinge l’istanza di scarcerazione.  
14 agosto - La direttrice pro-tempore del carcere, Giuseppina Piscioneri, riceve dalla Climaco e da Samuela Cuccolo, comandante della polizia penitenziaria, la relazione della psicologa Ghisalberti (redatta il 12 agosto) e la trasmette subito agli Uffici Giudiziari di Torino.  
17 agosto - Il «Corriere della Sera» pubblica un articolo sui problemi di salute di Giulia Ligresti. Nel pomeriggio (ore 18:54) Gabriella Fragni telefona ad Antonino Ligresti, fratello di Salvatore, e gli chiede di contattare il ministro.  
18 agosto - Antonino Ligresti tenta di contattare la Cancellieri per due volte: alle 17:19 non riceve risposta, alle 19:33 lascia un messaggio.  
19 agosto - Il procuratore Vittorio Nessi affida al medico legale Roberto Testi il compito di visitare Giulia. Alle 13:33 la Cancellieri chiama Antonino Ligresti, che alle 14:25 telefona alla Fragni: «Ho stabilito il contatto». Il ministro dirà al procuratore Nessi che il giorno stesso («a memoria, il 18 o il 19 agosto») ha «sensibilizzato» i due vicecapi del Dap, Francesco Cascini e Luigi Pagano, «perché facessero quanto di loro stretta competenza». 
20 agosto - La Fragni viene interrogata in procura a Torino per dare conto delle telefonate.  
21 agosto - Antonino Ligresti invia un sms al ministro chiedendo se ci sono novità. La Cancellieri risponde di avere segnalato la cosa.  
22 agosto - Il procuratore Vittorio Nessi va a Roma per ascoltare la Cancellieri. 26 agosto - Il medico Testi visita Giulia. «La permanenza in carcere costituisce un concreto danno per la salute del soggetto», scrive nella relazione. 
28 agosto - Su richiesta della procura di Torino, Giulia Ligresti ottiene gli arresti domiciliari.
Faccio notare che in circa venti giorni la Ligresti ha ottenuto i domiciliari, roba che un povero cristo vede forse dopo mesi.  

Perché la Cancellieri, secondo me, DEVE dimettersi?
Mettiamo da parte i cognomi delle persone coinvolte ed i rapporti che questi avevano con Cancellieri. Supponiamo pure che sia stato il Sig. Nessuno a chiamare. In un paese civile la risposta del Ministro della Giustizia avrebbe dovuto essere:
"Non ha da preoccuparsi, ho totale fiducia nel sistema giudiziario e penitenziario che IO rappresento e amministro. Tutto quanto necessario per tutelare la salute del suo caro si sta già facendo e si continuerà a farlo."
La telefonata del Ministro per "sensibilizzare" i due vicecapi del DAP dimostra invece che lei stessa non ha fiducia degli uomini che amministra e che se finisci in carcere fai bene ad avere timore per la tua vita. Questo è molto grave. Tant'è vero che il procuratore Caselli e i due pm titolari delle indagini sui Ligresti si sono precipitati a scrivere una nota in cui spiegano come la concessione degli arresti domiciliari a Giulia sia stata del tutto indipendente da “circostanze esterne di qualunque natura”. I più hanno letto la cosa come un intervento fatto per salvaguardare il Ministro, io invece la leggo come un atto teso a salvaguardare se stessi e la loro capacità di saper svolgere bene il proprio lavoro senza bisogno dell'intercessione di nessuno.
In verità, tutti sappiamo che il problema della tutela dei diritti dei carcerati esiste ed è grave:  i casi di suicidio sono tanti.
Allora mi chiedo: Ministro, a parte i 101 (numero che ricorre spesso ultimamente) casi particolari di cui dice di essersi interessata, cosa sta facendo per cambiare lo stato delle cose? Non sarebbe il caso di mettere in pratica le linee guida dell'Organizzazione Mondiale per la Salute per la prevenzione/riduzione dei suicidi  che il suo stesso Ministero ha già individuato come strada da seguire per affrontare il problema? Dal Ministro mi aspetto soluzioni generali valide per tutti e non particolari, utili ai pochi.
Veniamo ora ai Cognomi che non sono affatto un dettaglio nella vicenda. I rapporti personali del Ministro e di suo figlio con la famiglia Ligresti non lasciano dubbi sull'esistenza di un evidente conflitto d'interesse. Posso credere al fatto che Cancellieri sia intervenuta in altri casi per una "questione umanitaria" (sbagliando comunque perché occorre tutelare tutti anche quelli che non hanno possibilità e capacità per "arrivare" a lei), ma in questo caso si sente "puzza di bruciato" a mille km di distanza. Inoltre, mi chiedo: in cosa sono consistiti questi interventi umanitari? Sono state fatte eccezioni alle leggi per qualcuno e con quale potere? Sono stati corretti dei casi di malagiustizia? Qualcuno è stato punito o rimosso dal suo ruolo? Mistero!
L'altra cosa che mi lascia molto perplesso è la "naturalezza" con cui il Ministro sta affrontando tutta la vicenda, dalle amichevoli telefonate ai Ligresti, pur sapendo che c'era elevata probabilità di essere intercettata, alle giustificazioni che sta portando in queste ore. Che noi cittadini comuni avessimo una "particolare" cultura della legalità, della giustizia e dell'onestà, permissivi con noi stessi e rigidissimi con gli altri, è risaputo ed in un certo senso è comprensibile, ma che questa stessa cultura appartenga anche al Ministro della Giustizia mi preoccupa molto.

CANCELLIERI DIMETTITI!





giovedì 3 ottobre 2013

Come il Caimano vincerà la guerra

La fiducia incassata da Letta in parlamento, grazie ai dissidenti/scissionisti/traditori (chiamateli come volete), ha sicuramente segnato una sconfitta per il Caimano. La battaglia è stata persa ma la guerra, a mio avviso, è aperta più che mai. 
In molti (politici, giornalisti, opinionisti, ecc.) stanno celebrando il funerale del cavaliere e del PDL, alcuni addirittura parlano di apertura di un nuovo ciclo politico. Ma dico: avete dimenticato la scissione di Casini prima e di Fini poi? Ricordate cosa è successo dopo? Quante volte lo si è dato per morto e poi è risorto?
Il Caimano è un grande stratega e lo dimostra il fatto che, resosi conto di non avere tra i suoi i numeri per far cadere il governo, ha deciso di battere in ritirata piuttosto che andare a sbattere e perdere tutto.
Ricordo che per statuto il simbolo PDL e quindi anche i relativi finanziamenti pubblici appartengono al Segretario Angelino Alfano. Votare la sfiducia avrebbe comportato non solo la sconfitta in Parlamento ma anche la perdita della "proprietà" del PDL.
Con il suo discorso e con il sì al governo, mister B. dichiara ufficialmente di aver sbagliato eliminando così l'unico motivo che Alfano e i suoi prodi avevano addotto per giustificare la loro dissociazione: l'Italia prima di tutto. Il Caimano ha riportato in "acqua" i suoi "figli" e da buon alligatore si prepara a mangiarli.
Gli scissionisti ora hanno due strade da seguire ma portano entrambe alla "morte":
  1. Formare gruppi autonomi in Parlamento, il che sancirebbe la loro fuoriuscita dal PDL (e sarebbero loro ad andare via) perdendo così anche la "grana" associata. La macchina mediatica del Cav per fare a polpettine gli scissionisti è già partita così come quella degli "acquisti" guidata dall'inossidabile Verdini. Tempo due mesi e mister B. avrà di nuovo il PDL nelle sue mani e i numeri per far cadere il governo;
  2. Restare nel PDL ricucendo lo strappo. Questo però significherebbe perdere quel poco di autonomia conquistata ieri; la maggioranza del partito non sta con Alfano ma con mister B. I falchi continueranno con le solite storie della giustizia, Imu, Iva, ecc. trascinandosi dietro anche le colombine. Tempo due mesi e ad Alfano verrà sottratta la Segreteria e sarà ai margini insieme alla sua banda di "ribelli". Naturalmente il numero di questi "ribelli" diminuirà drasticamente, come già detto il Caimano è un maestro in queste operazioni. A dicembre farà cadere il governo.
Questa, secondo me, la strategia di mister B. Non a caso ieri in Parlamento Letta ha sussurrato ad Alfano: "E' un grande".
Il PDL è BERLUSCONI; i soldi sono i suoi così come i voti degli elettori. Gli unici tra i "ribelli" ad avere un loro seguito sono i ciellini, ma vedrete saranno i primi a ritornare sui loro passi!
Tutto questo lo farà da "martire" ai "domiciliari"....
Naturalmente spero di sbagliarmi!

lunedì 16 settembre 2013

La Borsa sale, i maroni no! cit.

Il 25 agosto scrivevo qui di come la stampa e gli analisti interpretino a loro uso e consumo i dati provenienti dai mercati. La tendenza attuale è quella di prospettare catastrofi immani nel caso di caduta del governo Letta.
Infatti il corriere della sera titolava: "Borsa, i timori sul governo affondano Piazza Affari: Milano la peggiore della piazze europee. L’incertezza politica italiana si ripercuote sui mercati e in particolar modo su Piazza Affari che arriva a sfiorare -2%".
Dato che i timori sul governo sussistono ancora, anzi risultano ancora più fondati, sono andato a vedere cosa sia successo in borsa dal 25 agosto ad oggi.


Come potete osservare tutti, il FTSEMIB è cresciuto del 3,36% in questi giorni. L'informazione ne parla poco e quando lo fa attribuisce l'aumento a fattori esterni: la Siria, la FED, le borse Asiatiche, ecc.
Ora, qualcuno può spiegarmi perché quando la borsa va male lo si attribuisce alla crisi interna e quando va bene, nonostante la crisi, tutto dipende da fattori esterni?
Come dicevo nel post del 25 agosto, l'andamento della borsa italiana sicuramente dipende da condizioni interne ma i fattori che la influenzano maggiormente sono quelli provenienti dal resto del mondo.
Per curiosità ho fatto una comparazione tra gli andamenti, nell'ultimo anno, di FTSEMIB e gli indici di borsa "HANG SENG"  che tengono conto del rendimento delle società Cinesi quotate sul mercato di Hong Kong.
Non notate una certa specularità negli andamenti?


Siamo proprio sicuri che quello che succede in Italia influenzi così tanto i mercati o questi seguono una logica molto più complessa dipendente da innumerevoli variabili di cui le sorti del governo Letta ne rappresentano solo una e nemmeno così tanto influente?
Agli esperti l'ardua sentenza!

Cuperlo: "rivoluzionario" alla feste PD e "governista" a Montecitorio

Alla festa PD di Milano Cuperlo fa dichiarazioni a mio avviso molto sconcertanti:
«Il Governo Letta è un governo necessario, che dobbiamo sostenere con forza e lealtà perchè ci sono questioni che vanno affrontate, vista la situazione italiana e quello che è successo alle elezioni, attraverso una larga condivisione parlamentare. Ma dopo aver fatto una legge elettorale che cambi il Porcellum, io penso che serva un governo che faccia scelte chiare e nette in direzione dell'equità, che guardi alla drammaticità dell'occupazione, alla situazione dei precari. Si, serve più sinistra». Cosi Gianni Cuperlo alla festa democratica di Milano.
«Per capirci, l'agenda Monti che molti hanno sostenuto non è la mia agenda - sottolinea Cuperlo - e le ricette di Ichino sul lavoro non sono le mie ricette. È ora che oltre i valori dell'efficienza, nella modernità ci sia spazio per i valori della giustizia sociale».


Da queste parole io deduco che il governo Letta non stia facendo scelte nette e chiare in direzione dell'equità (io parlerei di uguaglianza caro Gianni, son cose diverse) ma nonostante ciò Cuperlo le sta votando tutte in Parlamento! 
Insomma è un male necessario da "sostenere con forza e lealtà" fin quando non si cambia il Porcellum. Supponiamo che sia effettivamente così, per me è un male e basta che è stato scientemente voluto dai famosi 101. Dunque uno si aspetterebbe che Cuperlo e tutti i parlamentari che si sono schierati con lui (la maggioranza PD) si stiano battendo come leoni per far si che la questione della legge elettorale sia prioritaria. Aspettativa sbagliata. Ricordo a tutti che inizialmente, con buona pace di Cuperlo e dei suoi sostenitori, la legge elettorale era stata inserita nel pacchetto delle riforme costituzionali affidate al consiglio dei 35 famosi saggi che avrebbe "deliberato" dopo 15 mesi. Ricordo anche i no di buona parte del PD, Cuperlo compreso, alla mozione Giachetti che in sostanza proponeva un ritorno al Mattarellum in caso di caduta del governo.
La verità è che se Cuperlo veramente volesse cambiare la legge elettorale lo si potrebbe fare subito, visto che "D'Alemiani" e "Bersaniani" sono con lui e che anche i "renziani" ed il "solitario Civati sono da sempre favorevoli. Ma i 101 sono d'accordo?
"L'agenda Monti non è la mia agenda" dice, peccato che in Parlamento abbia sempre sostenuto le ricette "rigoriste" del ragionier Monti. A mia memoria, non ha mai fatto dichiarazioni contrarie e pare che a Montecitorio sia intervenuto 3 volte in 7 anni. Il suo lavoro alla Camera è stato per lo più incentrato sui temi etici ma oggi lo riscopriamo "economista keynesiano", ma solo alle feste PD! Dal mio punto di vista, Cuperlo predica bene (e lo sa fare) ma razzola male come molti del PD del resto. Keynes sosteneva che in recessione l'austerità genera solo altra recessione, i conti vanno messi a posto quando l'economia è in salute (come ha fatto la Germania nei primi anni 2000). Se sei Keynesiano non voti per il pareggio di bilancio in Costituzione, non voti la riforma del lavoro Fornero, non voti il "SalvaItalia" e non voti l'abolizione dell'IMU!
"Si serve più Sinistra" ma non a chiacchiere, nei fatti! Per essere credibile caro Cuperlo dovresti prendere esempio da Civati e dire: Le larghe intese non possono portare benefici al paese, occorre fare subito la legge elettorale (e quella di stabilità prevista in ottobre) in modo da poter andare alle elezioni a febbraio. Se non lo fai vuol dire che le "larghe intese" ti piacciono e magari sei anche uno dei 101. A proposito non ti ho mai sentito fare dichiarazioni in merito, come mai? Aspetto di essere smentito, nel caso mi scuso in anticipo.

giovedì 12 settembre 2013

Giugliano - I termovalorizzatori sono un affare, ma per chi? Parte Seconda

Nel post di ieri ho riportato la nota-denuncia del dott. Antonio Marfella sulla questione Termovalorizzatore/Inceneritore di Giugliano in Campania. Oggi il Mattino di Napoli pubblica i risultati dei primi studi dell'Istituto Superiore di Sanità:
-Campania avvelenata dalla camorra Dati choc: «20 chilometri quadrati morti»
Analisi nell'area ex Resit a Giugliano grande come 2600 campi di calcio: falde acquifere troppo contaminate. L'Istituto superiore di Sanità: impossibile bonificare-
Giugliano, 220 ettari di veleni senza possibilità di bonifica. Il primo studio dell’Istituto superiore di Sanità afferma: l’inquinamento è senza rimedio. Ma la falda acquifera risulta contaminata da sostanze cancerogene volatili anche nei 2mila ettari circostanti. «Realisticamente la bonifica appare impossibile -ammette il commissario di governo, Mario De Biase - Per legge, infatti, bisognerebbe raccogliere tutti i materiali, rimuoverli e trasportarli altrove. Stesso discorso vale per le acque. Un’impresa proibitiva».

Naturalmente anche oggi non si è fatta attendere la nota del dott. Marfella su Facebook..

"PER AMORE DELLA MIA TERRA NON HO TACIUTO E NON TACERO'
12 settembre 2013 alle ore 7.27
  
Su il mattino di oggi 12 settembre 2013  si confessa finalmente che non meno di 2000 ettari e altri 20mila a Giugliano nei dintorni della resit sono di fatto avvelenati pesantemente e impossibili da bonificare........la resit esiste dal 1987, come confessato dal pentito schiavone e ha ingoiato anche i fanghi tossici piu' tossici di italia , quelli dell'acna di cengio......dal 1987 ad oggi 12 settembre 2013, niente,.....assolutamente niente......e' stato fatto per impedire almeno la diffusione di un avvelenamento cosi grave....e cosi vasto...anzi , lo si e' sempre negato......io dovrei parlare da scienziato......dovrei parlare con calma di cifre, numeri e di fondi di ricerca da mettermi in tasca......per studiare....come hanno fatto tutti i miei colleghi sinora e come ancora si vorrebbe fare.....perdonatemi,......non ci riesco......dal 2006 come ho apertamente dichiarato in senato...sono diventato il professore del cavalluccio rosso...quello che racconta dovunque lo chiamano questo disastro cosi grande e cosi ancora negato.....mi hanno attaccato e offeso dal 2008. Da piu giovane tossicologo di italia sono diventato il piu vecchio igienista e il più scemo medico del Pascale....ma non ho taciuto....mai...mai ho smesso neanche per un secondo di metterci la faccia, la credibilita' e di raccontare.....raccontare.....raccontare.....sempre...dovunque.....mostrando tutte le incongruenze , le contraddizioni, le falsita'.....soprattutto di noi medici......come in molti accusano...e hanno ragione....schiavone ha trattato con disprezzo i medici......dal 2006 litigo costantemente con il mio amico angeli perche' non accuso abbastanza i colleghi e non faccio le analisi alla gente....me lo hanno impedito dal 2008....da quando hanno capito che sarebbe stato smascherato tutto....ma non ho smesso mai di girare un solo secondo, mai di tacere un solo giorno....e ho conosciuto un prete, gli ho spiegato tutto, abbiamo cominciato a piangere e a raccontare insieme.....questa tragedia negata e resa ancora piu grave proprio perche negata non gia dai camorristi, ma da chi doveva difenderci, avvertirci.....e ora siamo arrivati a piangere in europa, a denunciare "con la pancia" in senato, a farlo sapere a papa francesco. come posso parlare con calma ? come posso raccontare il piu grande disastro ambientale di italia negato con distacco? e che se non fosse per noi continuava ad essere negato....continuando imperterriti a costruire impianti attrattori di rifiuti tossici come i maxiinceneritori nelle stesse zone del disastro....adesso non possono negare piu'.....attenzione.....adesso cercheranno di sminuire il disastro e.....di togliersi le responsabilita'.......i frutti sono puliti.....quello che si e' permesso di coltivare per venti anni su discariche di rifiuti tossici tombati scientificamente in profondita' ......non fanno male......per amore della mia terra non tacero'.......non tacero'....non ho taciuto......e in questi anni non ho fatto carriera ne soldi...ma ho insegnato ad un intero popolo a difendersi......non potevo fare altro...e per mia scelta ho scelto di fare questo...anziche' cercare di fare analisi anche facendo soldi.....ho pensato che facendo analisi perdevo tempo , potevo salvare qualcuno.....ma non avvertivo tutti del disastro.......era piu importante raccontare.....raccontare ....raccontare.....avvisare.......avvisare ....avvisare......formare medici , cittadini semplici, poveri preti.....e la provvidenza ha portato quel povero prete sino a bruxelles e ai piedi di papa francesco proprio subito dopo che in senato hanno cercato ancora una volta di discreditarmi....di fermare il racconto......non ci sono riusciti....non possono riuscirci......noi ci siamo convinti che siamo stati mandati.......e' il nostro dovere.....per gli anni che resteremo su questa terra , e di cui ci verra' chiesto conto per l'eternita'....." tu sapevi, tu capivi....dimmi: cosa hai fatto per fermare il disastro?".....spero di potere giustificarmi....mi hanno raccontato che in senato si stanno domandando (come da anni) disperatamente, chi mi manda, chi mi paga, chi c'e dietro di me, perche' non mi fermo , perche' non penso alla carriera, ....ma e' possibile mai che non si crede che lo faccio solo per paura del giudizio finale? come potrei sperare di essere perdonato, se, avendone avuto talenti e capacita' , avessi taciuto?...perche' nessuno vuole credere che ho paura solo del giudizio di dio?......sono un peccatore, come essere umano come tutti, ma capisco bene che una mancanza cosi grave, non mi sarebbe stata perdonata...perche' i talenti sono stati dati a me......toccava a me...non mi ha fatto piacere scoprirlo....ma ho obbedito...e spero di riuscire non a fermare .. almeno contenere il disastro....mi hanno raccontato pure che persino in europa ora hanno paura......da caivano a bruxelles stanno cominciando a capire che il disastro e' provocato dai rifiuti industriali e non urbani....ed e' una cosa che non si doveva dire...lo sapevano benissimo ma il popolo non lo doveva capire....doveva parlare solo di raccolta differenziata....per liberare altro spazio negli inceneritori......altro spazio per i rifiuti industriali....come in trasparenza si dichiara per l'inceneritore di parma, ma che non si dira' mai per i maxiinceneritori campani.......lo sanno benissimo anche i medici e sinora....hanno accuratamente taciuto......non ho immaginato dove andavo a finire....da caivano......da acerra....ad oltre mille miliardi di euro anno stimati di affari in europa coi rifiuti industriali.....sono polvere, sono neanche un insetto.....ma ho avuto la testa per pensare, il cuore per amare, e la bocca per parlare....sempre ....con la testa, col cuore e con la pancia.....per amore della mia terra' non tacero'.......il mondo intero deve ritrovare la strada....quella che porta a gerusalemme, non a gomorra"

Cosa aggiungere? Mi sento in colpa per aver sempre trascurato il problema non credendo che fosse di una tale gravità. Non ne ho parlato e quindi sono uno di quelli che ha taciuto. Ci siamo limitati a piangere i nostri morti senza far nulla per combattere gli assassini. Oggi sono più cosciente e quindi racconto ma sono disposto anche a scendere in piazza per difendere la mia terra!
Il termovalorizzatore di Giugliano sarebbe un'ulteriore fonte di veleno. No Grazie, ne abbiamo abbastanza!

Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla. M. L. King

mercoledì 11 settembre 2013

Giugliano - I termovalorizzatori sono un affare, ma per chi?

Sul profilo Facebook dell'oncologo Antonio Marfella, noto per le sue battaglie ambientaliste e per l'istituzione del registro tumori in Campania, è stata pubblicata, oggi, una nota di denuncia che può aiutarci a far luce sugli interessi che ci sono dietro la costruzione del nuovo "termovalorizzatore" a Giugliano in Campania. Sia dal punto di vista economico sia da quello sanitario è un investimento "a perdere" fatto in una terra già ampiamente massacrata dallo smaltimento illegale dei rifiuti (tossici e non) e dai roghi tanto da guadagnarsi, a seconda della zona, diversi appellativi: "Terra dei veleni",  "Terra dei fuochi" e "Triangolo della morte". 
E' la stessa terra di cui parla il boss pentito Carmine Schiavone nell'agghiacciante intervista rilasciata a fine agosto a sky TG24 nella quale viene rivelato a noi cittadini quanto (e anche di più) Saviano ha descritto nel suo libro "Gomorra" sullo smaltimento dei rifiuti.
E' la stessa terra in cui l'incidenza dei tumori è aumentata drasticamente negli ultimi decenni anche se la "Ministra" Lorenzin (PDL) ha provato ad imputare ad altre cause il fenomeno: "Se si muore di più in un'area è anche una questione di stili di vita". NO COMMENT... sarà un caso che queste terre sono inserite dal Ministero della Salute tra i 44 siti più inquinati d'Italia e che Papa Francesco, qualche giorno fa, abbia detto a Don Patriciello, prete anticamorra della "Terra dei Fuochi" anche lui fortemente contrario all'inceneritore: "Vai avanti così".


"Oggi 11 settembre 2013 su il mattino dato ufficiale del costo di 180 euro a tonnellata per bruciare ad Acerra....sappiamo anche ufficialmente che Acerra rende alla proprietaria A2A 75 milioni di euro anno, cioè 125 euro a tonnellata grazie ai cip 6 e alla vendita di corrente elettrica che quindi finanzia direttamente i proprietari di A2A cioe' i comuni di Milano, Bergamo, Brescia e Varese..... 
Compenso ambientale per Acerra....zero euro! 
Cosi sara' pure per Giugliano...... 
A questa cifra enorme si contrappone la cifra altrettanto ufficiale di 110 euro tutto compreso per bruciare via nave in Olanda. Mandando i rifiuti via nave, e si fa ogni giorno per i rifiuti tossici legalmente, si risparmia moltissimo non solo per i costi piu' bassi ma per altri costi indiretti evitati di cui nessuno parla. 

1. costo di ammortamento impianto evitato: per acerra sarebbero circa 35 euro a tonnellata per venti anni, per Giugliano circa 30. 

2. costi sanitari evitati: gli inceneritori sono industrie insalubri di classi i e comunque producono un costo sanitario sulla popolazione circostante. sulla base dello studio della Universita' di Trieste su un piccolo inceneritore da 100mila tonnellate (trento) il costo sanitario sarebbe stato di circa 60 milioni euro per venti anni esericizio , cioe' circa 30 euro a tonnellata incenerito. riportando per Acerra e Giugliano sono altri 30 euro che si vanno ad aggiungere ai 180 dichiarati. 

3. esiste il grossissimo problema dello smaltimento delle ceneri. in base ai dati ispra 2012, Acerra ufficialmente ne produce circa 135mila tonnellate/anno. Dicono che vanno in Germania o a Brescia ma non ci troviamo coi numeri....molto più verosimile siano utilizzati per fare cemento "ecologico" come le "ecoballe" nei nostri cementifici così come suggerito da molti (esempio arpa piemonte sul suo sito...). In ogni caso smaltire queste ceneri ha un costo, che può arrivare ad essere molto alto. Se considerate rifiuti speciali sino a 1500 euro a tonnellata , se considerate materie prime seconde per fare cemento ecologico comunque costi di trasporto e gestione che non possono essere inferiori ad altre 30 euro a tonnellata. 

Somma finale: bruciare oggi ad acerra costa quindi = 180 + 35 ammortamento + 30 danno sanitario + 30 smaltimento ceneri = 275 euro a tonnellata!! E rende 125 euro a tonnellata solo alla A2A mentre zero a tonnellata per i comuni che ospitano l'impianto su cui invece ricade il certo 30 euro a tonnellata di danno sanitario! 
Smaltire tutto nei paesi bassi, in totale 110 euro a tonnellata, compreso ovviamente smaltimento ceneri e danno sanitario in loco. 
Perche' cosi poco? 
Perche' a suo tempo, venti anni fa, una scellerata politica "inceneritorista" ha prodotto un eccesso di impianti nei paesi bassi, dove oggi hanno una potenzialità di incenerito/anno pari a 340 kg/ procapite/anno, rispetto ai 100 kg/italia e 165 germania, per esempio. 
Fare 2100 milioni di tonnellate di incenerito anno in campania, come vuole il piano rifiuti urbani previsto, significa, nel 2013, riprodurre la medesima situazione gestionale con una produzione di incenerito anno procapite che arriverebbe a circa 350 kg/anno rispetto per esempio ai 280 della lombardia oggi massima espressione di incenerimento italiano. 
Cio' significa in modo inequivocabile avere scelto di rappresentare per i prossimi venti anni la piattaforma di incenerimento procapite anno maggiore di italia, costituendo quindi la regione campania come attrattore obbligato di rifiuti da incenerire. se legali e come nei paesi bassi di rifiuti urbani ma anche industriali altrui,...... 
Sappiamo ovviamente come in campania attualmente siamo da venti anni attrattori di rifiuti speciali e tossici per circa 600 mila tonnellate anno che ora avranno ampio spazio per essere non tombate nelle discariche ma incenerite negli impianti campani sovradimensionati. 
Purtroppo per i nostri assassini, grazie anche all'impegno di gente come me, la truffa assassina e' sempre piu' evidente, smascherata, spiegata, e in una regione che ancora cerca disperatamente di negare il disastro sanitario piu' grande perché più negato di italia,.....tutti noi, tutto il popolo si sta veramente arrabbiando...e tanto , tanto, tanto......
ANTONIO MARFELLA"


lunedì 26 agosto 2013

Le BALLE del Corriere della Sera per tenere in piedi Letta

Stamattina un articolo online sul Corriere della Sera - Economia titola così:

"Borsa, i timori sul governo affondano Piazza Affari: Milano la peggiore della piazze europee
L’incertezza politica italiana si ripercuote sui mercati e in particolar modo su Piazza Affari che arriva a sfiorare -2%"

Dato che sono uno che non si fida e dato che "si dice in giro" che il Corriere sia un giornale "filoLetta" sono andato a guardarmi l'andamento del FTSEMIB nell'ultimo anno.


Come si può osservare da dicembre2012 in poi (mese in cui Monti decide di rassegnare le dimissioni) il FTSEMIB cresce esageratamente fino a toccare un massimo il 29 gennaio (siamo in piena campagna elettorale). Poi c'è una fase di decrescita fino agli inizi di aprile e intorno al 20 (elezione di Napolitano) riprende la crescita. Letta diventa Presidente del Consiglio il 26 Aprile.
Dal 26 maggio, in pieno governo Letta e in piena "pacificazione", si va di nuovo giù fino a toccare il valore minimo dell'anno il 26 giugno. Si riparte poi con la crescita che non si arresta nemmeno con la condanna in cassazione (1 agosto) di Berlusconi.
In questi giorni effettivamente si è registrato un leggero calo dell'indice, ma, come tutti possono osservare, il suo valore è di moltissimo al di sopra di quelli minimi registrati nell'ultimo anno.
Su quali basi, dunque, si correla questo leggero calo con la crisi di governo in atto? Ma ci si rende conto che i mercati agiscono in base a quanto avviene nel mondo e che noi in "volume d'affari" ne rappresentiamo solo una piccolissima parte? Non sarà l' "effetto Siria"?
Il giornalista è un cattivo analista o il Corriere della Sera è effettivamente un giornale "filoLetta" che interpreta i dati di fatto a seconda di come conviene? Si ricomincia con il terrorismo psicologico dello spread e dei mercati?
Ognuno si faccia la sua idea, in ogni caso per me si tratta di cattivo giornalismo!

mercoledì 21 agosto 2013

I mercati e le bugie dei politici

Negli Usa da alcuni anni la FED ha adottato una politica economica espansiva; seguendo i principi delle teorie Keynesiane, Ben Bernanke, direttore della banca centrale americana, ha messo in campo forti azioni di quantitative easing (in parole semplici fa stampare moneta) contribuendo così a sostenere la ripresa dell'economia che si sta registrando negli ultimi tempi negli Stati Uniti.
Naturalmente le critiche degli amanti dell'austerità espansiva sono cadute a pioggia nel corso di questi anni. Il tormentone dei neoliberisti europei e dei politici che ne subiscono il fascino è: per avere la fiducia dei mercati occorre avere i conti in ordini dunque rigore, austerità, rigore, austerità, rigore.... Martellano così tanto che i più tendono a crederci.
Poi succede che ogni volta che la Fed sta per rilasciare dei "rapporti" in cui potrebbe essere annunciata una stretta ai "cordoni della borsa USA" i mercati di tutto il mondo diventano nervosi e preoccupati.
Allora uno si chiede: chi è che dice balle? I mercati vogliono l'austerità espansiva o una politica monetaria espansiva? 
A giudicare dai risultati economici la ricetta giusta sembra essere quella adottata dal governo Obama; qui in Italia si continua imperterriti con il rigore e conseguente recessione in nome del "ce lo chiedono i mercati"!
BALLE, BALLE, BALLE!

mercoledì 14 agosto 2013

La ripresa c'è ma non in Italia. Perchè?


Leggendo l'articolo si vede che tra le crescite più forti, nell'ultimo trimestre, vi sono quelle di Germania (0,7%) e  Francia (0,5%), mentre l'Italia resta in recessione (-0,2%).
"Secondo l’ufficio di statistica tedesco l’incremento registrato nel secondo trimestre deriva principalmente dall’incremento dei consumi privati domestici e dalla spesa pubblica."
Duro colpo per i fanatici del taglio selvaggio alla spesa.
Per curiosità ho estratto stamattina dal database AMECO i dati di spesa dal 2008 in poi di Italia, Francia, Germania e Grecia. 
Come avevo già ipotizzato qui si vede che in Francia e Germania c'è stato, negli anni della crisi, un costante aumento della spesa ed oggi si registra un aumento del PIL. In Italia e in Grecia dove si tende a tagliare la recessione non si arresta!
Lo ripeto per la centesima volta: Keynes aveva ragione! In recessione non si taglia la spesa serve piuttosto spendere di più e meglio, altro che conti in ordine. Occorre rivedere il fiscal compact!
"...a Bruxelles e a Francoforte si cambi "paradigma" e si orientino le istituzioni verso le vere priorità da realizzare nell'Ue. Non bisogna insistere con l'austerity. Nell'Unione serve invece un piano di investimenti pubblici in infrastrutture intra-Ue, nell'economia verde, nelle piccole opere, e serve una più equa redistribuzione della ricchezza e una seria difesa dei redditi e del lavoro, delll'istruzione. Al centro delle politiche pubbliche devono esserci innovazione e ricerca, veri spillover trasversali di crescita generale.
Sembrano metaobiettivi.. ma senza una macrovisione e una politica che si orienti verso di essi, avremo solo altra recessione e meno democrazia economica." Keynes Blog.
Ecco i grafici:


sabato 6 luglio 2013

Il populismo dei tagli alla Spesa

A conferma di quanto già scritto qui e qui ho estratto stamane, dal database Eurostat, i dati relativi all'andamento (2003-2012) della spesa pubblica pro capite delle principali economie europee.


Ebbene cari fans del taglio selvaggio alla spesa, questi dati ancora una volta confermano che in Italia non si spende troppo, ma si spende male! Siamo gli ultimi tra le grandi economie europee. Questi dati tengono conto anche della spesa per interessi sul debito che come sappiamo è molto più alta in Italia, quindi la spesa netta pro capite è in realtà ancora più bassa. Molto probabilmente il leggero e costante aumento che si registra è tutto dovuto alla crescita degli interessi sul debito. E' interessante notare come a partire dal 2008 quasi tutti gli Stati, ad eccezione dell'Italia, abbiano aumentato la spesa pro capite (probabilmente per far fronte alla crisi) e che i prime tre siano fuori dall'eurozona. Perché si guarda all'Europa solo su alcune cose e su altre no? Che lo faccia la destra è comprensibile ma che lo faccia il PD è allucinante!
In tutte le trasmissioni televisive vengono continuamente mandati in onda servizi in cui si mostra come funzioni  alla grande il welfare nei paesi del nord europa, ma nessuno dice che in quei paesi la spesa pubblica è elevata così come il livello di tassazione. E' vero, in Italia la qualità e quantità dei servizi sono spesso pessime e per niente corrispondenti a quanto sborsiamo per le tasse. Le soluzioni al problema sono due:
  1. Chiedere con forza un welfare efficiente ed efficace a parità di spesa, ciò darebbe valore ai nostri salari, soprattutto a quelli medio-bassi. Se funzionano bene trasporti, ospedali, scuole, strade, amministrazioni pubbliche, ecc. la qualità della vita sarebbe decisamente migliore. Poi se si pagasse tutti si potrebbe pagare anche meno;
  2. Tagliare la spesa pubblica per adeguarla al livello dei servizi che riceviamo. Bisogna tener presente che in Italia i tagli di spesa corrispondono quasi sempre a tagli dei servizi pubblici. In tutto questo alcuni privati ci sguazzano. Piccolo grande esempio: pensate che se tutti gli ospedali funzionassero a dovere ci sarebbe bisogno di tutta questa sanità privata? Ma forse le cose non funzionano perché chi gestisce il pubblico (politici e/o amici di politici) hanno interessi privati negli stessi settori?
Naturalmente io sono per la prima soluzione e credo che dovrebbero esserlo anche tutti quelli che si definiscono di Sinistra. La spesa non va tagliata ma riprogrammata per renderla più efficiente, bisogna eliminare sprechi e ruberie e reinvestire il risparmio in spesa produttiva. Solo così avremo servizi di qualità per tutti e non solo per quelli che possono pagarseli. Inoltre, occorre ricordare che la spesa pubblica è PIL, quindi un suo taglio in questo momento non farebbe altro che peggiorare la situazione di crisi. 

Ma allora qual è il nostro problema?
«Non siamo stati capaci di rispondere agli straordinari cambiamenti geopolitici, tecnologici e demografici degli ultimi venticinque anni. L’aggiustamento richiesto e così a lungo rinviato ha una portata storica... Le origini finanziarie e internazionali della crisi, cui si è soprattutto rivolta l’attenzione delle autorità di politica economica non devono far dimenticare che in Italia, più che in altri paesi, gli andamenti ciclici si sovrappongono a gravi debolezze strutturali..... I rappresentanti politici stentano a mediare tra interesse generale e interessi particolari: i cittadini ne ricevono segnali contrastanti e incerti..... Le imprese sono chiamate a uno sforzo eccezionale per garantire il successo della trasformazione, investendo risorse proprie, aprendosi alle opportunità di crescita, adeguando la struttura societaria e i modelli organizzativi, puntando sull’innovazione, sulla capacità di essere presenti sui mercati più dinamici.... Non bisogna aver timore del futuro, del cambiamento. Non si costruisce niente sulla difesa delle rendite e del proprio particolare, si arretra tutti». 
Parole queste del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco nelle sue considerazioni finali alla presentazione della relazione annuale 2012. L'analisi è impeccabile anche se tra le soluzioni proposte vien sempre fuori il rigore inteso come obbedienza ai folli vincoli fiscali europei, vabbè deformazione professionale dei banchieri. L'austerità non è la soluzione!

L'ultima considerazione che faccio e sulla classe politica. Nonostante le parole di Visco e quelle di Napolitano nel suo discorso alle camere per il suo secondo mandato, nonostante la situazione disastrosa in cui il paese si trova, oggi la maggior parte dei politici che sono alla guida del paese e che si ripropongono anche per il futuro sono proprio i principali attori di questo disastro chiamato Italia.

MEDITIAMO!



venerdì 28 giugno 2013

E' una goccia nell'oceano

Lasciate perdere il democristiano ottimismo di Enrico Letta che commenta con una certa soddisfazione i risultati ottenuti al vertice del Consiglio Europeo. A ricondurci alla realtà è un tweet del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, nel quale ci dice che i fondi stanziati per l'occupazione giovanile sono solo una goccia nell'oceano!


Infatti, guardando le cifre nel dettaglio, ci si rende conto che i benefici ottenuti sono veramente miseri se rapportati alla dimensione del problema.
A febbraio 2013 era stato già deciso di riservare un fondo (Youth Guarantee) di sei miliardi di euro, da utilizzare tra 2014-2020 (1 miliardo all'anno) per incrementare l’occupazione giovanile nei 28 Stati Membri. Con il vertice di ieri si è deciso che il fondo di 6 miliardi potrà essere utilizzato interamente nel biennio 2014-2016 ed in più sono stati aggiunti altri 2 miliardi da spendere dopo il 2015.
In sostanza, facendo un confronto tra le diverse notizie riportate dai giornali, l'Italia potrà usufruire nel biennio 2014-2016 di circa 500 milioni e di altri 300 circa tra il 2016-2020 (qualcuno parla di 1,5 miliardi complessivi nel periodo 2014-2020 con il maggior impiego nei primi due anni). Le modalità d'impiego e le quantità non sono ancora chiarissime.
I fondi serviranno ad offrire ai giovani con meno di 25 anni un lavoro, uno stage o un periodo di apprendistato entro quattro mesi dalla fine del periodo di studi o dalla data di licenziamento.
E' facile capire come questi interventi, anche quando condotti con la massima efficacia, siano assolutamente insufficienti anche solo per cominciare ad "aggredire" il problema disoccupazione. Qui un'analisi interessante di Peter Schwarz.
 Ma poi continuo a chiedermi: se non c'è domanda di bene e servizi, perché mai un'azienda dovrebbe, anche con incentivi, assumere giovani? A chi venderebbe il maggior numero di prodotti? Serve ridurre il cuneo fiscale!
Il bilancio europeo 2014-2020 nel suo complesso resta inchiodato al rigore, all'austerità e al consolidamento fiscale nonostante il quadro economico si faccia sempre più disastroso. 
Serve invertire la rotta ed adottare politiche di bilancio espansive, l'austerità ci ammazzerà tutti (ha già cominciato con i più "deboli"). Per far questo  abbiamo bisogno di leader coraggiosi e convintamente anti-austerità. Letta , a mio avviso, non lo è! Ricordate il bigliettino con il quale si metteva al servizio di Mario Monti neo-eletto presidente del Consiglio? Terminava con queste parole: "Per ora mi sembra tutto un miracolo. E allora i miracoli esistono! Enrico"







mercoledì 26 giugno 2013

1 Milione di Famiglie senza reddito

"Un milione di famiglie, il doppio rispetto a cinque anni fa, non può contare su alcun reddito da lavoro perché tutti i suoi componenti potenzialmente «attivi» sono disoccupati: l'impennata, fotografata dall'Istat, cresce di ritmo proprio nel 2012, quando i nuclei senza reddito sono aumentati del 32,5% rispetto a un anno prima. La tipologia più rappresentata è quella delle coppie con figli (419mila), ma il disagio cresce a vista d'occhio fra i 30mila padri single senza reddito, tre volte tanto rispetto al 2007." Il Sole 24ORE
Il reddito di cittadinanza in Italia purtroppo è un miraggio, ma un reddito di sostegno con vincolo di spesa obbligata mensile di 500€ per questo milione di famiglie senza reddito (con le dovute precauzioni per evitare imbrogli), quindi 6 miliardi di € anno, in modo da mettere subito soldi nelle tasche di chi non ha nulla è una cosa assurda? Il 20% circa ritornerebbe immediatamente allo stato ed il resto circolerebbe creando un bel pò di domanda e cosa più importante ridurrebbe il numero di disperati.
Ma uno stato può permettere che dei suoi cittadini muoiano di fame o di mancate cure? Per me questa è istigazione a delinquere. Tutti fanno i perbenisti quando accadono cose spiacevoli, ma uno in queste condizioni che deve fare?
Sinistra se ci sei batti un colpo!

martedì 18 giugno 2013

Europa in Depressione, Italia in Depressione Profonda.

In un post sul suo blog, Krugman riporta un grafico sull'andamento dell'occupazione in Europa dal 2005 ad oggi, estratto da un rapporto Eurostat pubblicato il 14 giugno.

L'economista americano ci fa notare che, dall'inizio della crisi (2008)  ad oggi, l'occupazione è costantemente calata, salvo un piccolo picco di crescita registrato a metà del 2009. Alla luce di questo dato disastroso,  tra l'altro non è l'unico, Krugman si chiede: "possibile che i leader europei non vedano in queste "prestazioni"  un segnale della presenza di qualcosa di fondamentalmente sbagliato nelle loro politiche, nella struttura del sistema euro, o in entrambi"? 
Già, possibile? In più, mi chiedo: possibile che molti cittadini italiani continuino a pensare che tutto ciò stia accadendo perché "abbiamo vissuto per troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità"? Ma passavate tutte le notti al "Billionaire"?

SVEGLIA! La politica dell'austerità espansiva è totalmente sbagliata, di espansivo ha solo la povertà! Bisogna invertire la rotta subito ("nel lungo termine siamo tutti morti") e per farlo occorre un piano straordinario europeo di investimenti. La crisi attuale è molto simile a quella del dopoguerra; vi ricordo che ne uscimmo grazie al piano Marshall! Altro che decreto del "Fare". 
La struttura dell'euro indubbiamente ha le sue criticità che potrebbero essere mitigate se non eliminate del tutto con la creazione di una banca centrale prestatrice di ultima istanza e “garante” del debito pubblico!
Attenzione, sarà difficile convincere gli italiani che serve più Europa se le cose continuano ad andare in questo modo!
P.S.
Dal rapporto Eurostat si evince che nel primo quadrimestre 2013 in Italia si è avuto un calo di occupazione rispetto al quadrimestre precedente pari a 1,2%. Peggio di noi hanno fatto solo Grecia (-2,3%), Portogallo (-2,2%), Spagna e Cipro (-1,3%). Vanno invece bene Lithuania (+2.4%), Estonia (+2.3%) e Lettonia (1.0%). Pronti ad emigrare nell'est?

domenica 16 giugno 2013

Congresso subito, aperto e non toccate lo Statuto!

In questi giorni si è "infiammato" il dibattito sul Congresso del PD. Ognuno ha una sua idea sul quando,  sul come e sul chi; pienamente legittimo. Tuttavia, sarebbe opportuno che tutti (e soprattutto gli iscritti) sapessero cosa dice lo Statuto in proposito. Qualora si volesse cambiare è necessario conoscerlo!
Allora, vediamo un po' i primi articoli.

CAPO I - Principi e soggetti della democrazia interna

                                                                          Articolo 1
(Principi della democrazia interna)

1. Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul principio delle pari opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione.

2. Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.

Articolo 2
(Soggetti fondamentali della vita democratica del Partito) 


3. Ai fini del presente Statuto, ove non diversamente indicato, per «elettori/elettrici» si intendono le persone che, cittadine e cittadini italiani nonché cittadine e cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, cittadine e cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, iscritti e non iscritti al Partito Democratico, dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori.


Articolo 9
(Scelta dell’indirizzo politico mediante elezione diretta del Segretario e dell’Assemblea nazionale) 

1. Le elezioni per il Segretario e per l’Assemblea nazionale sono disciplinate da un Regolamento approvato dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.

2. Il procedimento elettorale è articolato in due fasi. Nella prima fase, che si conclude con lo svolgimento della Convenzione nazionale, le candidature a Segretario nazionale e le relative piattaforme politico-programmatiche sono sottoposte al vaglio degli iscritti. La seconda fase consiste nello svolgimento delle elezioni.

3. Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.

8. Sono ammesse a partecipare alle elezioni, in qualità di elettrici ed elettori, tutte le persone che al momento del voto rientrino nei requisiti di cui all’art. 2 comma 3 e devolvano un contributo di entità contenuta.

Questo lo Statuto. Vediamo cosa dice il Regolamento per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale (Congresso 2009).


Articolo 11 
(Diritto e modalità di voto)
1. Possono partecipare al voto per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, rientrano nei requisiti di cui all’art. 2. comma 3, dello Statuto, ovvero le elettrici e gli elettori che sono registrati nell’Albo degli elettori e delle elettrici del Partito Democratico, o che, prima di esprimere il proprio voto, dichiarino e sottoscrivano la richiesta di registrazione.

Lo Statuto e il regolamento parlano chiaro: il Segretario e l'Assemblea vengono eletti da tutti gli elettori, iscritti e non, mentre le candidature alle varie cariche è riservata agli iscritti.
Personalmente, trovo ciò giustissimo; l'iscritto ha il "privilegio" di poter concorrere, premiando così il suo maggiore impegno nel Partito, ma agli elettori tutti (appartenenti all'Albo) spetta decidere su chi deve rappresentarli. Si garantisce così democraticità e partecipazione, gli elettori si sentiranno più coinvolti e capaci di incidere sulle scelte il che spingerà alcuni  a fare anche la tessera.
Ricordiamo che non di rado assistiamo all'acquisto di pacchetti di tessere da parte dei "capibastone" danarosi locali per cui il tesserato finisce per essere, in non pochi casi, semplicemente una "testa di legno" al servizio del "padrone", incapace di "intendere e volere" e capace solo di obbedire! 
Il Congresso finirebbe per tradursi in un "falso" confronto su idee e progetti; tutto verrà deciso altrove dall'oligarchia dei "potenti". Chissà perché ho la sensazione che ciò stia già avvenendo. Spero di sbagliarmi.
Insomma, non possono essere i 15 euro della tessera a stabilire chi ha diritto al voto e chi no! Non possiamo chiuderci in noi stessi!
L'apertura garantirà una massiccia partecipazione (a patto di fare le cose per bene) e quindi anche il tanto temuto pericolo di "inquinamento" del voto sarà minimizzato così come il fenomeno del "Signoraggio delle tessere". Non possiamo avere paura!
Veniamo alla data del Congresso. Sia nelle elezioni politiche (perse) sia in quelle amministrative (vinte in maniera schiacciante) si è avuto un forte calo degli elettori PD. Il motivo principale, a mio avviso, è la mancanza di un'identità chiara del partito. Quale idea di PAESE abbiamo? Qual è la nostra "agenda" (odio questa parola) su economia, lavoro, diritti, ecc. Vi prego non ditemi che è quella Monti perché potrei anche espatriare. Quale idea di SINISTRA abbiamo? Per dare risposte a queste domande e a tante altre serve al più presto  il CONGRESSO. Potrebbe cadere il governo delle "larghe attese" (tra l'altro non è quello per cui io e tanti altri abbiamo votato, vi prego basta con governi di emergenza, servizio, ecc... voglio un governo per il futuro!)? Potrebbe spaccarsi il PD? Sono rischi che dobbiamo correre altrimenti moriremo di strategia!
Non c'è più tempo da perdere, il Congresso va fatto entro ottobre, non possiamo non avere una linea politica chiara e condivisa dagli elettori. Quella del governo Letta non può essere la nostra (o almeno la mia).
Serve tanto coraggio e buona volontà lo so ma, parafrasando Togliatti, "da questa notte e da queste nebbie non si uscirà mai senza un nuovo Partito nuovo".

#CONGRESSOADESSO #APERTO  #NONTOCCATELOSTATUTO e che vincano le idee migliori (per me CIVATI ne ha tante ottime) ed il CAMBIAMENTO.






lunedì 3 giugno 2013

La spesa pubblica non è il problema!

Nello scorso febbraio, osservando dei dati Eurostat elaborati dal Politecnico di Milano, ho avanzato una tesi: in Italia non si spende troppo, si spende male. Su "Il Sole 24 ORE" di oggi, il prof. Riccardo Realfonzo, oltre ad avvalorare quanto da me sostenuto, ci dice che il nostro debito non dipende dall'eccesso di spesa ma bensì dalle distorsioni del meccanismo delle entrate, nella scarsa competitività dell'apparato produttivo, nell'insufficienza della domanda aggregata e io ci aggiungerei nell'incapacità e disonestà delle nostre classi dirigenti! Lasciate perdere l'austerità e i "Chigago Boys", ci riduranno alla fame!
"Non bisogna dunque stupirsi che la spesa pubblica italiana annua per cittadino, al netto degli interessi, sia inferiore di oltre 2mila euro rispetto alla spesa media dell'area euro e della Germania, e di ben 4.500 euro rispetto alla Francia. E persino considerando gli interessi sul debito, che - come è ben noto - restano più alti di quelli tedeschi e francesi, la spesa pubblica pro capite italiana è inferiore di circa 1.800 euro alla media europea. Da tutto ciò consegue che, diversamente da quanto spesso si crede, il problema del debito pubblico italiano non deriva da un "eccesso" di spesa statale. Per questo, concentrarsi sul modo in cui tagliare la spesa pubblica al fine di abbattere il disavanzo e il debito pubblico rischia di lasciare pericolosamente nell'ombra le cause di fondo dei problemi italiani, che riposano nelle distorsioni del meccanismo delle entrate, nella scarsa competitività del nostro apparato produttivo,  nell'insufficienza della domanda aggregata. Solo una politica economica che si ponesse obiettivi lungimiranti di sviluppo potrebbe ambire anche a risolvere il problema del debito pubblico."

sabato 27 aprile 2013

E' scacco matto al PD!?

Ancora una volta il Caimano fa scacco al PD ma stavolta è "matto"!? Possibile che nessuno di quelli ai posti di comando l'abbia capito? Non credo...
A proposito, mi chiedo: chi sta decidendo ora per il PD? Non ho mica votato Letta premier! Con chi si sta consultando per decidere la linea programmatica ed i ministri? La dirigenza è dimissionaria anche se dai lettiani, renziani e fioroniani partono minacce di epurazione per i "dissidenti". Siamo commissariati da loro?
Ma torniamo al Caimano e allo scacco matto.
Se oggi si andasse ad elezioni è quasi certa una vittoria del cdx, perché mai il Caimano dovrebbe essere interessato ad un "governicchio" di durata incerta con il PD che non gli permetterebbe di fare completamente i cavoli suoi? Non mi dite che credete al suo senso di responsabilità verso la nazione? E' stato lui a portarci al disastro, è stato lui a firmare l'anticipo di bilancio al 2013 nel tentativo di salvare il suo governo ed è stato sempre lui, nel novembre 2011 durante il G20, a dire che la crisi non esisteva visto che i ristoranti erano pieni...
Andreste a cena con Hannibal Lecter che dice di essere diventato vegano?
Dunque qual è il suo obiettivo? Le elezioni il prima possibile PER PRENDERE TUTTO!
Sta mettendo paletti inaccettabili per il PD sia sui punti programmatici sia sui nomi dei ministri del nascente governo. 
1) Se Letta li accetta, il PD andrà in mille pezzi. Si farà il governo, il Caimano farà passare l'abolizione dell'IMU e poi troverà una scusa per staccare la spina (qui potrebbe intervenire Grillo ma lo farebbe?). Elezioni e cdx al 40%. Napolitano si dimette e sceglieranno anche il nuovo PdR. 
2) Se Letta non accetta, o se il suo governo dovesse cadere sotto i colpi della fiducia, il PD va comunque in mille pezzi. Il Caimano dirà: noi siamo stati bravi e responsabili! Napolitano scioglie le camere e si dimette. Cdx al 40% e scelta del nuovo PdR!
In tutto questo, Grillo metterà il dito nella piaga. Proporrà subito disegni di legge contro il Caimano in modo da accentuare le divisioni all'interno del PD! Sarà una "cambogia"!
L'unico modo a mio avviso per limitare i danni sarebbe fare un governo di scopo (interventi economici urgenti, dimezzamento n° parlamentari e legge elettorale), a tempo (8-12 mesi) e poco politico.
Nel frattempo il PD dovrebbe risolvere i suoi problemi interni: mandar via la dirigenza degli ultimi 20 anni a tutti i livelli, abbattere le logiche di potere correntizie e trovare un leader in cui tutti si riconoscano. Visti i tempi stretti e la popolarità di cui gode, il candidato più accreditato al ruolo è Matteo Renzi. Cosa dovrebbe fare Matteo per essere riconosciuto come premier da tutto il csx? Imparare a parlare con la Sinistra! Dovrebbe sedersi con quelli che vogliono il cambiamento (Civati, Puppato, Orfini, Orlando, Emiliano, Serracchiani, Gozi, Mineo, ecc.) e progettare, mediando tra le diverse anime, una piattaforma programmatica comune di cui sarà il portavoce. Non abbiam bisogno di un Berlusconi nel centrosinistra. Questo se si mantiene la linea del bipolarismo.
Ci sarebbe anche un'opzione B per il PD, qualora si decidesse di andare di nuovo verso il proporzionale: dividersi in due partiti, uno socialdemocratico (magari guidato da un "Civati") ed uno liberale (guidato da Renzi). Così uno farebbe il pieno a Sinistra e l'altro al Centro per poi convergere in un governo comune in cui si media e si fa sintesi tra le diverse posizioni!
In ogni caso serve cambiamento ed il governo LETTA-BERLUSCONI non lo è!
P.S. Sappiate che finché non si svolgeranno le elezioni in Germania, la politica economica europea non cambierà. Dunque questo governo non potrà fare molto se non spostare soldi da un capitolo di spesa ad un altro!