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mercoledì 27 febbraio 2013

Governo si Governo no: FATE PRESTO

Le elezioni ci hanno consegnato un quadro politico molto complesso che pone il paese in grande difficoltà. Il centrosinistra ha la maggioranza dei seggi alla Camera ma non al Senato, il M5S è il secondo partito, la lista Monti è stata pesantemente ridimensionata tanto da risultare ininfluente ai fini della formazione di un possibile governo e il centrodestra è riuscito a "risorgere dalle ceneri" grazie alla grande capacità di Berlusconi di "parlare alla pancia" degli italiani. 
Prima di fare delle ipotesi sul come uscire da questa situazione di stallo, che potrebbe far precipitare il paese nel baratro, sarebbe il caso di chiedersi cosa veramente gli italiani hanno voluto esprimere votando in questo modo.
A mio avviso le principali richieste degli italiani sono tre:
  1. "Anti-Montismo" e "anti-austerità".
  2. Rinnovamento della classe dirigente del Paese (e non solo quella politica);
  3. Questione morale in tutte le sue declinazioni - "La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico." E. Berlinguer.
L'unica richiesta trasversale, da sinistra a destra e dall'alto in basso (così non scontentiamo il M5S), è la prima, eppure se ne parla pochissimo.
Il paese è allo stremo, i disoccupati aumentano, le imprese chiudono, il PIL cala, il debito aumenta e non si vedono prospettive di uscita dalla crisi. Berlusconi, il M5S ed anche il PD sebbene in maniera più soft, hanno fatto proposte (diverse tra loro e più o meno credibili) che vanno nella direzione opposta dell'austerity (reddito di cittadinanza; eliminazione dell'IMU, condoni vari, diminuzione dell'IRAP, ecc...). 
Molti si sono stupiti dei risultati raggiunti da Berlusconi, dato ormai per "morto" ma, in un paese in cui l'80% degli italiani possiede una casa di proprietà, in regioni in cui l'abusivismo edilizio è la norma e nessuno si è assunto mai la responsabilità di trovare una soluzione accettabile e percorribile al problema, nel paese con uno dei più alti tassi di evasione fiscale d'Europa e con numero di liti fiscali pendenti esorbitante, livello di tassazione tra i più alti ed in cambio bassissima qualità dei servizi, non c'è da stupirsi che le sue proposte facciano breccia tra la popolazione. In un momento di crisi come questo è difficile spiegare agli italiani che le colpe maggiori sono proprio di chi si è proposto come salvatore della patria.
Ma torniamo a noi e a quali sono le possibilità per uscire dallo stallo. Innanzitutto, è indispensabile che tutti i "giocatori" abbiano in mente una cosa: vince la partita chi "Salva" l'Italia e non chi fa vincere la propria "squadra". Questo per me equivale a: dotare il paese di un governo,  liberarci del berlusconismo  e far ripartire la crescita (gli speculatori finanziari ci hanno già "puntato").
Il pallino del gioco è nelle mani di Bersani. Quali sono a questo punto le possibilità?
  1. Bersani (e non altri sia perché ha vinto le primarie sia perché potrebbero "bruciarsi") presenti una squadra di governo totalmente rinnovata ed un programma con pochi punti chiari tra cui è indispensabile che vi sia una proposta di politica economica a "marchio PD" di stampo Keynesiano/anti-austerity (pare che Stiglitz sia stato un ispiratore di Grillo) in modo da alleviare le "sofferenze" degli italiani ed avere una prospettiva di uscita dalla crisi senza uscire dall'Europa (cosa che alcuni "estremisti grillini" auspicano). Sullo stesso "piatto della bilancia" occorre mettere tutte le questioni etiche e morali poste dal M5S e la legge elettorale. Tra un anno/due si ritornerà a votare. A questo punto Grillo dovrebbe assumersi le sue responsabilità. P.S. lasciate che gli interlocutori siano persone come Civati che con il M5S ha sempre dialogato senza mai "offendere";
  2. Bersani potrebbe passare il pallino del gioco subito a Grillo. Gli si da l'incarico di costituire il nuovo governo assicurandogli la fiducia per poi votare i singoli provvedimenti se si ritengono giusti. Si rimetterebbe di nuovo Grillo davanti alle responsabilità. Dopo massimo sei mesi si ritornerebbe a votare forse con una nuova legge elettorale.
  3. NO, l'ipotesi dell'inciucio con il PDL per me non è ammissibile.
La seconda possibilità è pura tattica, gioverebbe al PD e al PDL ma non al paese. Il M5S non è pronto in questo momento a governare la nazione (secondo me non lo sarà mai e in un prossimo post motiverò la cosa), soprattutto in questo momento di profonda crisi. Risultato: guai per il paese e "morte" del M5S e questo Grillo lo sa.
La prima ipotesi è l'unica percorribile se si vuole veramente il bene del paese. E' indispensabile però che Bersani si dimetta subito da Segretario del PD (lo avrebbe fatto comunque entro sei mesi) e che venga azzerata tutta la dirigenza nazionale per dare credibilità alle proposte e "costringere" Grillo ad accettare l'"accordo". Se non lo facesse il M5S comincerebbe a sfaldarsi e non escludo la fuoriuscita di alcuni parlamentari dal movimento.
Le dimissioni di Bersani servirebbero anche per rigenerare il PD attraverso il congresso, è chiaro che questa dirigenza non ha raggiunto gli obiettivi  quindi è sacrosanto che "vada a casa". Squadra che perde si cambia!
Viste le ultime dichiarazioni di Grillo, che crede ancora di essere in campagna elettorale e non ha capito che adesso è arrivato il momento delle proposte, e viste le mancate dimissioni credo che Bersani andrà avanti per la sua strada provando a formare un governo. Tra tre mesi  si  riandrà a votare con la vecchia legge elettorale e non è escluso che stavolta vincerà Berlusconi! Tra i due litiganti spesso il terzo gode!

domenica 24 febbraio 2013

La coerenza della Innocenzi


Stamattina Giulia Innocenzi pubblica sul suo profilo facebook la seguente dichiarazione di voto:
"Il mio voto: RIVOLUZIONE CIVILE alla Camera e AMNISTIA GIUSTIZIA E LIBERTÀ (Radicali) al Senato. Perché Rivoluzione Civile:
1. Il vero voto utile: è sul filo del quorum, ogni voto e' prezioso
Giulia Innocenzi candidata nel 2008
 a segretario dei Giovani Democratici del PD
2. Con un Pd alleato con Monti, saranno gli unici a battersi contro il fiscal compact, che dice che dovremo ridurre il nostro debito pubblico di 50 miliardi di euro l'anno (e come se non con manovre lacrime e sangue?) e favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere
3. Con il mega successo di Grillo, ho paura che Bersani non solo si alleerà con Monti, ma anche con Berlusconi. Una maggioranza così è destinata a durare poco, ma intanto la rabbia nel paese avrà raggiunto livelli ingestibili. La lista di Ingroia, invece, potrebbe collaborare e forse allearsi col Pd
4. Sono candidate persone di livello: insieme a Ingroia ci sarà Ilaria Cucchi, che si batterà per l'introduzione della legge contro la tortura, Sandro Ruotolo, che ha già detto che la priorità sarà la lotta alla mafia, e Giovanni Favia, capolista nella mia Emilia-Romagna, dove in Consiglio Regionale ha portato a casa ottimi risultati (vedi cancellazione vitalizi) ma che è stato ingiustamente espulso dall'M5S.
Perché Aministia Giustizia Libertà:
1. Il premio di maggioranza nella mia regione andrà sicuramente al Pd, quindi sono libera di dare il voto a chi voglio senza pensare che sto facendo un regalo a Berlusconi
2. Volevo votare Fare per Fermare il Declino, sia per il loro programma che avrebbe liberato l'economia dalla politica sia per la gente candidata - economisti preparatissimi e piccoli imprenditori che non hanno santi in Paradiso. Il problema del nostro paese e' anche che non abbiamo mai avuto una forza propriamente liberale, e oggi ci troviamo con un'economia corporativa e di poteri forti. Li avrei votati anche dopo lo scandalo master - lauree - zecchino d'oro, ma penso che Giannino abbia sbagliato. Dalla Bignardi ha detto che se eletto avrebbe rimesso il seggio nelle mani del partito, che sicuramente glielo riconfermerebbe, visto che non voleva neanche farlo dimettere da Presidente. Per dare veramente l'esempio avrebbe dovuto garantire una dimissione sicura senza se e senza ma
3. I Radicali mi hanno fatto arrabbiare più volte: dal taxi con Storace alla critica alla partitocrazia, quando comunque liste elettorali e soldi sono e resteranno nelle mani di Pannella. Ma le loro battaglie, la loro tenacia e la loro preparazione, più la loro storia che conferma tutto ciò, sono unici e inarrivabili in Italia, ed è per questo che anche questa volta confermerò a loro il voto (anche se so che non hanno speranza, soprattutto al Senato. Ma il voto e' anche testimonianza e io idealmente sono e resto Radicale).
BUON VOTO A TUTTI, L'IMPORTANTE E' NON LASCIARE SCEGLIERE AGLI ALTRI PER NOI!"
Sebbene non mi piaccia molto come giornalista, la seguo sui social. Premetto che rispetto il pensiero di tutti ma trovo che nelle sue parole vi sia o grande incoerenza o profonda ignoranza. Voglio sperare, visto che lei fa giornalismo politico, che si tratti di incoerenza.
Leggo che alla camera voterà Rivoluzione Civile perchè: "Con un Pd alleato con Monti, saranno gli unici a battersi contro il fiscal compact, che dice che dovremo ridurre il nostro debito pubblico di 50 miliardi di euro l'anno (e come se non con manovre lacrime e sangue?) ..." 
Beh fin qui ci può stare. Poi più avanti dice che al Senato voterà AGL anche se: "Volevo votare Fare per Fermare il Declino, sia per il loro programma che avrebbe liberato l'economia dalla politica sia per la gente candidata - economisti preparatissimi e piccoli imprenditori che non hanno santi in Paradiso. Il problema del nostro paese e' anche che non abbiamo mai avuto una forza propriamente liberale, e oggi ci troviamo con un'economia corporativa e di poteri forti."
Ma la Innocenzi ha letto il programma di Fare per Fermare il Declino? Ha capito che si tratta di un programma liberale di destra per non dire neoliberista e che è molto simile a quello di Monti? Rispettabilissimo per carità, ma la parte di politica economica è sviluppata partendo dal presupposto che il fiscal compact non si cambia, vengono infatti proposte "ricette" per ridurre il debito pubblico e favorire la crescita ma sempre restando nei parametri stabiliti dal trattato di Mastricth.
Insomma sia dal punto di vista della politica economica sia del Welfare (vedi ad esempio reddito di cittadinanza) Rivoluzione Civile e Fare per fermare il declino sono nettamente antiteci, inconciliabili e incompatibili. Praticamente la Innocenzi vorrebbe l'ingovernabilità?
Incoerenza o ignoranza?

...qualche giorno dopo aspettando lo spoglio....


...ha dimenticato di aver votato rivoluzione civile alla camera,  quindi se avesse vinto Berlusconi sarebbe stato anche grazie a lei....



venerdì 22 febbraio 2013

Le BALLE della Commissione Europea

Sono state pubblicate oggi, dalla Commissione Europea,  le previsioni invernali sull'andamento dell'economia europea 2012-2014. La situazione è in continuo peggioramento, anche se nel comunicato si cerca in tutti i modi di addolcire la pillola. Le previsioni di crescita per il 2013 sono state nuovamente riviste al ribasso. In particolare, in Italia si prevede un calo del PIL del 1% (rispetto al 2012) a fronte dello 0,5% della precedente stima (7-Nov-2012). ANCORA RECESSIONE o meglio DEPRESSIONE.
Voi direte: "va bene, il modello utilizzato per il calcolo non è perfetto al 100% quindi, un errore ci può stare." Sono andato perciò a guardare i rapporti della Commissione Europea dal Novembre 2011 ad oggi ed ho riportato i dati previsionali (Italia, area euro ed Europa) nella seguente tabella.

Previsioni variazione PIL della Commissione Europea

Applicandosi un minuto, ci si accorge facilmente che gli errori sono sistematici!
Consideriamo, ad esempio, la prima riga (PIL Ita 2012), che riporta le previsioni sul PIL italiano per il 2012 rispetto a quello del 2011. A novembre 2011, si prevedeva una variazione pari a +0,1%; a febbraio 2012 la variazione è stata rivista al ribasso -1,3%; a Maggio 2012 ancora più giù, -1,4%; a Novembre 2012, -2,3%. A Febbraio 2013, il valore calcolato della variazione è di -2,2% (in rosso). PREVISIONI ERRATE!
Lo stesso si ha per il PIL 2012 area euro e Europa. La dinamica si sta ripetendo anche per le previsioni 2013.
Un non esperto in materia a questo punto direbbe: "forse c'è qualcosa che non va in questi modelli". In realtà, economisti esperti, quali Blanchard e Leigh (Fondo Monetario Internazionale), in uno studio pubblicato il mese scorso, hanno dimostrato che i modelli matematici alla base della politica di austerità europea sono sbagliati, confermando quanto economisti premi nobel (Krugman, Stiglitz et al.) sostenevano da tempo e da me riportato in molti precedenti post.
Brutte notizie sono previste (sempre nel comunicato) anche sulla disoccupazione: nel 2013 in Italia si attesterà all'11,6% e continuerà a crescere nel 2014, per arrivare al 12%. Le stime sulla disoccupazione non sono negative solo per il nostro Paese, ma per tutta la zona euro e, considerati gli errori sul calcolo previsionale del PIL, c'è da attendersi una situazione ancora peggiore!
E' "AUSTERICIDIO" (e a questo punto) DOLOSO!
Chi legge a questo punto si chiederà: "come'è possibile che accada tutto ciò? Perchè la Commissione Europea, i politici e i capi di stato lo stanno permettendo?"
Dal mio punto di vista (frutto dello studio di analisi svolte da esperti in materia) i motivi sono diversi:
  1. Gli economisti "responsabili" della politica economica europea sono neoliberisti, per loro il mercato è capace di regolarsi da solo; se siamo in questa situazione è perchè abbiamo vissuto troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità (vero solo in piccolissima parte, la crisi è stata determinate dalla bolla immobiliare Statunitense del 2008 propagatasi in Europa "grazie" agli speculatori finanziari e alle banche).
  2. In Europa la forza politica dominante è il partito popolare europeo (PPE), per capirci quello della Merkel ma anche di Monti, Berlusconi e Casini. La Germania inizialmente ci ha guadagnato in questa situazione ma adesso la sua economia comincia a frenare anche se, per il momento, i "meno" non ci sono nei dati macroeconomici (questione di tempo).
  3. Ammettere che si sta sbagliando significherebbe dover ammettere che le teorie neoliberiste sono fallimentari e dover rivedere totalmente i parametri del Fiscal Compact e quindi il pareggio di bilancio in Costituzione.
  4. In questa situazione la gente comune si sta impoverendo ma l'1% sta diventando sempre più ricco. Io non ci giurerei sull'indipendenza degli economisti che stanno dettando la politica di austerity.
Fino a quando si proseguirà su questa strada? Quante persone dovranno ancora essere ridotte alla fame o spinte al suicidio?
Io spero in una schiacciante vittoria del centro-sinistra (sebbene gli riconosca diverse  colpe) alle prossime elezioni, in modo da avere un governo stabile e totalmente indipendente dal rigor Montis e da mister Bunga Bunga.
Bersani, Hollande e gli altri capi di stato dei paesi in difficoltà potranno fare grosse pressioni sulla Merkel (sperando che a novembre perda le sue elezioni) e riuscire ad invertire la rotta dell'Austerità.
E' necessario rivedere il fiscal compact, se non si fa debito per investire in spesa produttiva (seria e sana) non  ne usciremo mai o al massimo ne usciremo tra dieci anni avendo "bruciato" più di una generazione!


martedì 19 febbraio 2013

Risultati Elettorali

Secondo me, finirà così! Campania e Lombardia al centro-sinistra e Sicilia al centro-destra. M5S secondo partito!




venerdì 15 febbraio 2013

Rehn fa retromarcia sul pareggio di bilancio

Olli Rehn
Nel post precedente, L'Europa neoliberista ammette le sue colpe?!?!, basandomi su un articolo del sole 24ore, avevo fatto una serie di considerazioni sulla politica economica europea. Oggi su Repubblica leggo: - c'è stato "un malinteso" nell'interpretazione data alla lettera che il Commissario agli affari economici Olli Rehn ha inviato ieri ai ministri delle Finanze Ue, ha detto oggi il portavoce del commissario, Simon O'Connor, durante il punto stampa quotidiano dell'esecutivo Ue.
Parlando di interpretazione del patto di stabilità e della possibilità di prevedere condizioni di bilancio meno rigide in caso di peggioramento della situazione economica, Rehn "stava semplicemente reiterando una posizione consueta", ha detto il portavoce. "Non c'è nulla di nuovo."-
E' evidente che, se stanno così le cose, alcune mie deduzioni sono sbagliate: nonostante tutto l'Europa neoliberista non ammette le sue colpe e probabilmente non lo farà mai fin quando sarà "governata" da certi personaggi che dobbiamo mandare a casa prima che ci mandino tutti al cimetero. 
Naturalmente tutte le mie convinzioni sulla follia dell'austerità europea restano valide in quanto non fondate sul contenuto di questa lettera ma su teorie, analisi e studi di economisti premi nobel (basta vedere i  numerosi post precedenti e relativi link allegati). 
Per onestà intellettuale ho voluto comunque riportare la "smentita"!


giovedì 14 febbraio 2013

L'Europa neoliberista ammette le sue colpe?!?!

Olli Rehn
In una lettera inviata ai ministri delle finanze dei paesi dell'unione, il vicepresidente della Commissione Europea nonché commissario per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, comunica che, per i paesi in difficoltà, sarà possibile prolungare i tempi fissati per raggiungere il pareggio di bilancio. Le motivazioni? Continuare con la politica del "rigore" potrebbe aggravare pesantemente la situazione di crisi in cui ci troviamo. Rehn usa il condizionale ma subito dopo nella lettera riconosce che l'ipotesi è di fatto una realtà: il debito nella Ue, è passato dal 60% del Pil prima della crisi al 90% di adesso, ed è «ampiamente riconosciuto» che oltre quel livello «ha effetti negativi sul dinamismo economico che si traduce in un abbassamento della crescita per molti anni».
La verità è che, come ho scritto in tanti post precedenti ( vedi qui, qui, qui e qui), molti economisti premi nobel (Krugman, Stiglitz, ecc...) e non solo lo stanno sostenendo da tempo: l'austerity in tempi di recessione è un vero e proprio suicidio! Purtroppo la politica economica europea è "dettata" da economisti neoliberisti, non so fino a che punto indipendenti, convinti del fatto che il mercato è capace di regolarsi da solo e che la crisi è stata determinata dal fatto che "abbiamo vissuto per troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità". Per questo la soluzione al problema, basata su modelli matematici errati, è stata punire tutti i "cattivoni" con politiche di rigore e austerità. Botte da orbi su Grecia, Portogallo, Spagna e Italia. Ma ieri il premier francese Jean-Marc Ayrault, intervistato dall'emittente televisiva France 3 ha confermato - la notizia era già stata anticipata - che la Francia non riuscirà a riportare il deficit sotto il 3% del Pil nel 2013.
Oh cielo, non solo i "cattivoni" sono in difficoltà allora? Vuoi vedere che stiamo sbagliando tutto? (Secondo me, invece, è: cavoli ci hanno scoperto, non possiamo più negare l'evidenza).
Del resto, sempre nella giornata di ieri in un discorso al Congresso, Obama confermava la sua intenzione di voler procedere nella direzione della crescita anche adottando politiche di espansione monetaria (Debito).  Qualche settimana fa, lo stesso Giappone annunciava una nuova strategia economica orientata alla crescita, basata pesantemente sull'emissione di nuova moneta (Debito).
Ricordo che, grazie a Berlusconi e Tremonti,  l'Italia si era impegnata, nell'agosto del 2011, a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. I due geni di cui sopra, pur di non mollare le poltrone di un governo ormai sfiduciato, ebbero addirittura "l'ardire" di anticipare tale data, inizialmente fissata come per la Francia al 2014. Come alcuni giornali hanno riportato, ciò ci avrebbe probabilmente costretto (a questo punto il condizionale è d'obbligo vista la lettera di Rehn) ad una manovra aggiuntiva nel 2013 di circa 7 miliardi di euro. Ebbene oggi i due geni hanno ancora il coraggio di proporsi di nuovo alla guida del paese.
Ma torniamo a noi. La presa di coscienza dell'Unione Europea, che naturalmente non sarà considerata tale dai fanatici dei tagli e del "rigor Montis", ci consentirà nei prossimi mesi di avere un pò di respiro. Il nuovo Governo, a patto che vi sia stabilità, molto probabilmente, ricorrerà a tale possibilità allentando la "morsa" del fiscal compact che come sappiamo impedisce alle Amministrazioni Pubbliche di spendere anche per investimenti produttivi. Un pò di spesa ci darà un pò di ossigeno. Basterà? Assolutamente no! Occorre cambiare radicalmente la politica economica dell'UE (sono sempre gli economisti premi nobel che lo sostengono non io)! Per chi ha tempo e voglia, allego un filmato di 30 minuti in cui il premio Nobel Stiglitz dà una lezione a Monti sul tema. L'argomento è trattato in maniera semplice, quindi anche i non esperti in economia possono comprendere!
NOTA IMPORTANTE La mia non è una critica all'Istituzione Europa (sono un convinto europeista anche se ci sono parecchie cose da migliorare, unità fiscale e politica in primis) ma bensì alla politica economica adottata finora, "frutto" del "pensiero" dominante (in quanto maggioritario) del partito popolare europeo (PPE), in cui siedono non solo la Merkel ma anche Berlusconi, Casini e Monti. C'è bisogno di un'Europa socialdemocratica per cambiare le cose, per questo voterò Bersani!!!!!


mercoledì 6 febbraio 2013

In Italia non si spende troppo, si spende male!


Sfatiamo un mito, in Italia non si spende troppo, si spende male! 
Nessuno mi crederà lo so, il pensiero neoliberista dominante ormai imperversa incontrastato in Europa ed ha convinto quasi tutti (grazie alla complicità della cattiva informazione) che il nemico numero uno del paese sia la spesa pubblica. Non a caso l'argomento più gettonato in questa campagna elettorale è come e dove effettuare i tagli di spesa. Vediamo chi mente e/o “legge” i dati a proprio uso e consumo.
Di seguito riporto una tabella elaborata dal Politecnico di Milano che ha messo a confronto le voci di spesa della Pubblica Amministrazione italiana con quelle dei principali Paesi europei (la fonte dei dati è Eurostat). 
Dalla quarta riga si evince che la spesa pubblica pro capite italiana è stata nel 2010 di 12.965€, cifra nettamente inferiore a quella tedesca (14.495€), francese (16.935€) e inglese (13.825); solo la Spagna (10.430€) sta messa peggio di noi. 
Se si vanno a rapportare questi dati rispetto al PIL (quinta riga) si vede che spendiamo (50,6%) decisamente meno della Francia (56,6%), leggermente di più dell’Inghilterra (50,2%) e moderatamente di più di Germania (47,5%) e Spagna (45,7). 
Come si può facilmente notare, passando dal valore pro capite a quello relativo al PIL, la nostra posizione “peggiora”, ma la colpa è di quanto si è speso o del fatto che il nostro PIL nel 2010 (e non solo) è stato molto più basso rispetto a quello degli altri paesi? 
Per me la risposta è ovvia e dovrebbe esserlo anche per chi ci governa/erà. 
Tagliare ulteriormente la spesa non serve anzi è controproducente in periodi di recessione come ho già scritto qui. Sicuramente, visti i servizi spesso scadenti che ci ritroviamo, occorre “lavorare” sulla qualità ed eliminare sprechi e ruberie ma, le risorse recuperate vanno riutilizzate in spesa produttiva. 
Mi piacerebbe che in questa campagna elettorale i politici si sfidassero su proposte concrete per la crescita invece di fare a gara su chi taglia meglio e di più (quando non stanno ad insultarsi). Mi rendo conto che creare è più difficile di tagliare (per quello siamo bravi tutti e i disastri di Monti ne sono una prova), ma ciò, cari “signori”, non dovrebbe essere un problema; voi rappresentate il meglio di quanto l’Italia possa “esprimere”, o no?
In ogni caso ricordate che il PIL è “ignorante”.

domenica 3 febbraio 2013

L'ignoranza del PIL !

Il 18 Marzo del 1968 Robert Kennedy pronunciava, presso l'università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava -tra l'altro- l'inadeguatezza del PIL come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. Nove mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America.

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani."
Oggi leggo sul Fatto Quotidiano : "Stati Uniti, le lobby educano i bambini: milioni spesi per ‘avvicinarli’ alle armi. Uno studio della "Confcommercio" dei produttori di pistole e fucili: "Azionisti e manager dovrebbero pensare a programmi rivolti ai bambini under 12". La legge proibisce la vendita ai minorenni, ma alle industrie non interessa: non serve che ne comprino una, ma che ne abbiano una tra le mani. Così i ragazzini possono diventare "testimonial" con i propri amichetti."
Anche la vendita delle armi fa aumentare il PIL come fu denunciato da Kennedy nel 1968. Un motivo in più per assassinarlo?