Pagine

domenica 24 luglio 2011

G8 2001: pochi black bloc e molti squadristi che indossavano uniformi delle forze dell’ordine. Purtroppo molti le indossano ancora.

Carlo Giuliani, come altre centinaia di migliaia di persone che in quel luglio del 2001 si recarono a Genova in occasione del G8, non era un black bloc, era semplicemente un giovane di 23 anni che credeva nella possibilità di un mondo diverso. Il 20 luglio Carlo è morto, ucciso da un proiettile partito dalla pistola di un carabiniere ventunenne e da una gip dei carabinieri che per ben due volte è passata sopra il suo corpo disteso in terra. In quegli stessi giorni, sono accaduti altri fatti violenti  (Piazza Alimonda, Piazza Manin, Scuola Diaz e Bolzaneto i più noti) per i quali sono stati svolti diversi processi, si sono avute molte condanne in appello ed in certi casi si è in attesa della cassazione.  
Devo ammettere che nei giorni seguenti agli avvenimenti, io avevo le idee molto confuse in merito, giornali e telegiornali riportavano versioni e dichiarazioni contrastanti. Da una parte le versioni istituzionali di alti dirigenti delle forze dell’ordine e dello stato, che sostenevano la legittimità dei comportamenti avuti, dall’altra le testimonianze dei partecipanti e di molte associazioni, anche internazionali, che denunciavano gravi violazioni dei diritti umani. L’opinione pubblica era spaccata in due.
La confusione è andata via via dissolvendosi nel corso dei giorni, in seguito ai numerosi video, foto e blog apparsi su internet, ma solo venerdì scorso 22/07/2011, dopo aver visto un reportage di Carlo Lucarelli (http://www.youtube.com/watch?v=c9I_tHhRUWE),  posso dire di avere un quadro abbastanza  chiaro e completo di quanto sia successo in quei gironi sebbene ci siano ancora alcune ombre, sulle quali credo non sarà fatta mai luce, come in altri tristi vicende della storia Italiana che vedono implicati i TRE POTERI dello stato.
“A Genova avvenne la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” e la cosa ancor più grave è che questa sospensione fu il frutto di un piano criminoso studiato a tavolino, sia per il pre che per il post azione, da alcuni di quelli che il crimine lo dovrebbero combattere. La maggior parte di quei manifestanti era ed è gente pacifica, c’era sicuramente una minoranza di violenti (black bloc e non), ma niente può giustificare le azioni, commesse dagli squadristi in uniforme, degne delle peggiori operazioni condotte dalle SS naziste durante la seconda guerra mondiale.
Ascoltare il racconto di alcune vittime innocenti e di alcuni testimoni passivi di quegli atti barbarici e disumani e parallelamente  vedere le scene che li ritraevano impauriti, sanguinanti e sofferenti, ascoltare le registrazioni provenienti dalla Questura che mettono in evidenza l’incapacità e la cattiva organizzazione dei preposti all’ordine pubblico ( "Noo! ... Hanno caricato le tute bianche, porco giuda! Loro dovevano andare in piazza Giusti, non verso Tolemaide... Hanno caricato le tute bianche che dovevano arrivare a piazza Verdi"),  mi ha letteralmente inquietato. Inquietudine mista a rabbia e a frustrante impotenza, sapendo che era, tutto o quasi, premeditato.
Non oso nemmeno immaginare cosa portano dentro  le persone direttamente coinvolte e se mai riusciranno a liberarsene, non oso nemmeno immaginare ciò che provano i genitori di Carlo che, ad oggi, non hanno ancora avuto la soddisfazione di veder compiersi un processo serio sulla morte del figlio.
Se a tutto questo, aggiungiamo che:
  • molti reati sono stati o saranno prescritti;
  • per molti non si è potuto procedere per l’impossibilità di individuare con precisione gli “squadristi” tra i tanti agenti che parteciparono all’azione;
  • molti imputati hanno fatto carriera (pur essendo stati condannati in secondo grado http://www.lettera43.it/attualita/21177/il-g8-delle-promozioni.htm);
  • il reato di tortura non è previsto nel nostro codice penale anche se  vige l’obbligo in quanto firmatari della Convenzione ONU contro la Tortura del 1988;
  • lo Stato Italiano (e quindi noi) ha dovuto sborsare circa 20 milioni di euro per risarcire i danni prodotti dai suoi squadristi;
  • vi sono ancora “uomini di stato” come Maurizio Gasparri che, nonostante tutto, continuano a a fare dichiarazioni in favore di quegli squadristi (chissà come mai) http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/23/g8-genova-dopo-dieci-anni-in-diecimila-al-corteo/147426/;
allora l’inquietudine, la rabbia e la frustrazione si elevano all’ennesima potenza.
Carlo o una delle vittime delle torture poteva essere uno qualunque di noi che crede che un altro mondo sia possibile.
A mente un po’ più fredda mi rendo conto che i fatti e gli artefatti del G8 di Genova, i rifiuti di Napoli, le stragi di mafia, le maxi tangenti ai partiti, i furbetti di quartiere, i casi Bisignani, Papa, Milanese, Tedesco, Cuffaro, Romano ecc…, e mille altre vicende criminose hanno un denominatore comune:  il MARCIUME DI QUESTO SISTEMA DI POTERE.
La strada verso la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza è ancora molto lunga e tortuosa.

martedì 19 luglio 2011

Ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata?

Lo spunto della riflessione di oggi viene da Paolo Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 –Palermo, 19 luglio 1992), magistrato vittima della Mafia.
In particolare mi rimbalzano nella testa alcune sue parole:
“Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.”
Mi chiedo: chi sono realmente questi altri? Gli elementi per rispondere alla domanda li trovo in altre sue parole:
"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c'è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati."

Di botto, immagini di personaggi e fatti di questi anni, in particolare quelli recenti, sgorgano dalla memoria ed inondano la mia mente. Non voglio soffermarmi sui vari personaggi di cui si parla e si straparla (lo faccio spesso anche io), bensì mi viene da riflettere sulle ultime parole.
Quanta gente disonesta conosciamo, direttamente e non, che non è mai stata condannata? Quante volte abbiamo dato il voto a persone del genere? Quante volte abbiamo lavorato per loro? Cosa faccio perché non sia così?..........Mi viene da pensare che anche noi, con il nostro “silenzio-assenso”, siamo tra i mandanti di quegli omicidi! Un senso di colpa mi assale!  

venerdì 15 luglio 2011

PRIMA DI COMPRARE E BUTTAR VIA PENSIAMO!

L'Unione Europea ha emanato già da tempo una serie di direttive riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti e più in generale l'impatto sull'ambiente delle attività umane. 
Le linee guida sono le seguenti:
1. Prevenzione: Riduzione della produzione e della pericolosità;
2. Riutilizzo: reimpiego del prodotto -non rifiuto- per lo stesso scopo;
3. Riciclaggio: recupero di materia;
4. Recupero di energia: (impianti di compostaggio, termovalorizzatori, ecc...);
5. Smaltire in discariche solo il rifiuto non recuperabile.
E' evidente a tutti che, più si riescono ad avere comportamenti virtuosi in merito ai punti da 1 a 4 e meno rifiuti saranno portati in discarica, eliminando così anche il problema della giacenza per strada degli stessi.
Pensiamo prima di comprare e di buttar via. Inizialmente risulterà faticoso, ma pian piano questo modo di essere e di fare risulterà naturale ed i benefici saranno notevoli per tutti. 

PENSIAMO PRIMA DI COMPRARE!
1.  Compriamo preferibilmente prodotti ottenuti da materiali riciclati e riciclabili! Si ridurrà così l’impatto ambientale legato alla produzione di prodotti nuovi che richiede il prelievo di altre materie prime. Esempio sono tutti i prodotti fatti con carta riciclata: agende, giornali, riviste, diari, ecc. Contribuiremo così a tenere in vita qualche albero in più!
2.  Cerchiamo di evitare l’acquisto di alimenti confezionati. Se proprio dobbiamo, scegliamo quelli il cui packaging sia a minore impatto ambientale (alcune aziende stanno dando importanza a quest’aspetto). Ricordiamoci che l’unica vera legge che governa i mercati è quella della domanda e dell’offerta. Se la nostra domanda è di prodotti e servizi più “ecosostenibili”, l’offerta non potrà che adeguarsi.  
3.  Cerchiamo di comprare sempre cibi freschi nella quantità di cui abbiamo realmente bisogno. Proviamo a riutilizzare gli eventuali avanzi per preparare nuovi piatti. Se abbiamo la possibilità doniamo agli altri ciò che abbiamo “prodotto” in eccesso.  Magari nel giro degli amici, parenti, vicini c’è chi beneficerebbe di quello che altrimenti butteremmo via.  Pensiamo alla nonnina sola della porta accanto che magari non  cucina per solitudine o per mancanza di soldi. Abbiamo preparato una torta per il nostro compleanno per 12 persone ma in casa siamo solo 4? Offriamola ai vicini avremo degli auguri in più!
4. Utilizziamo pile ricaricabili possibilmente di elevata qualità che durano più a lungo ed inquinano meno una volta che devono essere smaltite. Non gettiamole nei normali rifiuti, ma utilizziamo i contenitori appositi che spesso si trovano presso i tabaccai oppure portiamole nelle isole ecologiche.
5.  Evitiamo di utilizzare prodotti usa e getta (rasoi, fazzoletti  e tovaglioli di carta, bicchieri e posate di plastica, ecc). Il fatto di non dover lavare piatti e bicchieri di plastica ci porta spesso a consumarne in quantità esagerate. Molti di questi prodotti richiedono centinaia di anni per essere smaltiti.
PENSIAMO PRIMA DI BUTTAR VIA!
6.  Riusiamo e ricicliamo il vestiario. Il bimbo è cresciuto e gli indumenti non gli stanno più? Vuoi “far pulizia” nell’armadio? Quel capo è passato di moda e non vuoi più indossarlo?  Guardati intorno, sicuramente ci sarà qualcuno che sarebbe felice di avere queste cose (amici, parenti, vicini, associazioni, ecc…). Se proprio dobbiamo/vogliamo gettarli, facciamolo negli appositi contenitori. Dai vecchi vestiti possono essere ricavate tante cose utili.
7.  Differenziamo scrupolosamente seguendo le indicazioni e le regole date dalle autorità.  Alcuni rifiuti sono altamente inquinanti e tossici, mischiandoli a quelli “comuni” ce li ritroveremo probabilmente in quello che mangiamo e beviamo.
8.  Compriamo o costruiamo una compostiera domestica. Ne esistono di diversi tipi e dimensioni sia per il giardino che per la casa. Grazie alla compostiera possiamo trasformare molti rifiuti in fertilizzante per il terreno: bucce di frutta, di patate, foglie, piccoli rami, baccelli di fave, gusci d’uova, alimenti vegetali andati a male, pose di caffè, sacchetti per tè e tisane, bucce e torsoli di frutta, fiori appassiti, foglie secche, ciocche di capelli etc. Agli scarti si possono aggiungere tovaglioli, fazzoletti di carta, carta da cucina (escludendo la carta oleata, carta plastificata e quella usata per eliminare l’eccesso d’olio nella frittura). Sono in generale da evitare carne, ossa, metalli, plastica, vetro.
9. Proviamo a regalare e/o a vendere e/o riciclare i mobili vecchi e in generale tutte le cose ancora funzionanti/utilizzabili (giocattoli, radio, tv, elettrodomestici, libri, telefoni, ecc). Magari potranno tornare utili a qualcuno tra amici, parenti, vicini e associazioni di beneficenza. Esistono anche mercatini dell’usato di tutti i tipi.
10. Se abbiamo dubbi su quello che stiamo per buttare, chiediamo ad amici/parenti/vicini o contattiamo gli organi preposti (i numeri verdi sono gratuiti). In molti comuni sono attivi dei servizi per il ritiro di materiali ingombranti.


martedì 12 luglio 2011

NON ESISTONO FORME DI GOVERNO GIUSTE E SBAGLIATE IN SE, IL PROBLEMA STA NEGLI UOMINI CHE LE ATTUANO

La maggior parte degli stati mondiali si definisce “democratica”, sebbene le forme e i modi di attuazione nonché il concetto stesso di democrazia non siano univoci.
L’ Economist si è anche “divertito” a stilare una sorta di classifica di “democraticità” per 167 stati del mondo (http://it.wikipedia.org/wiki/Democracy_index).
Ma le forme di governo nel mondo sono davvero tante, per avere un’idea, anche se non esaustiva, basta consultare questa lista presente su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_forme_di_governo
Quasi tutti i cittadini del mondo, me compreso, hanno le proprie preferenze in merito e ogni popolo ha diritto ad autodeterminarsi scegliendo la forma di governo che più gli aggrada. Non è mia intenzione intraprendere discussioni filosofiche sulla bontà di una rispetto a un’altra, anche perché non sono “titolato” in materia.
La riflessione che mi viene di fare è la seguente: se gli uomini “chiamati” a governare esercitano il potere indebitamente, o perché non ne hanno le capacità o perché lo fanno violando le leggi o perché lo esercitano favorendo gli interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità, allora qualunque sia la forma di governo prescelta, essa risulterà pessima.
Spesso in Italia si dibatte sulla riforma della legge elettorale, come se una volta individuata quella migliore i problemi del paese si dissolvessero di colpo, senza pensare che il problema più grosso è rappresentato dalla disonestà e dall’incapacità degli uomini che noi cittadini deleghiamo a rappresentarci.
Ultimamente lo sport nazionale è la giusta critica, a 360°, ai partiti e/o ai loro dirigenti. Se ci si ferma alla critica senza passare all’azione la situazione non cambierà mai. Ricordo a tutti che per le prossime elezioni politiche, che ci saranno tra due anni se tutto va male, saranno sempre quei pochi e sempre gli stessi, auto referenziati rinchiusi nei meandri delle segreterie di partito, a decidere i nomi dei futuri candidati parlamentari. NULLA CAMBIERA’!!!!!!!
Che cosa fare? A mio avviso, in questo momento è necessario che ognuno di noi, secondo il proprio orientamento politico, entri attivamente all’interno dei partiti per mandare a casa quelli che hanno fatto male e per eleggere nuovi rappresentanti più onesti e più capaci! Solo così si può sconfiggere la CASTA! Gli artefici del RINNOVAMENTO dobbiamo essere NOI!!!!

lunedì 4 luglio 2011

Sono Napoletano quindi Campano ed Italiano e tu rappresenti anche me! Ricordalo quando voti e/o non voti in Parlamento!!!!

In seguito alle ultimissime vicende sull’emergenza rifiuti in Campania, ed in particolare al Decreto Rifiuti del Governo che non decreta quasi un bel niente e ricordando poi il così detto Piano per il SUD, un fantasma che vaga per le stanze di Montecitorio cercando vanamente di impossessarsi di qualche parlamentare eletto nelle regioni del centro-sud, ieri notte ho fatto le seguenti riflessioni.
Se prendo botte e tra chi mi picchia c'è anche mio "fratello", prima di prendermela con gli altri mi incazzo con mio fratello.
In questi giorni un po’ tutti, me compreso, hanno sparato a zero su Calderoli e sulla Lega Nord.
La lega in parlamento rappresenta solo il 9,3% (59 su 630 parlamentari), questo significa che le leggi "contro" il sud  sono avallate da quelli che dovrebbero essere nostri "fratelli". Questi stessi “fratelli” dovrebbero preoccuparsi anche di promulgare le famose leggi in favore dello sviluppo del Sud.
Io direi di dare un pro memoria a questi signori!!
A questo link: http://www.camera.it/46 , cliccando sui gruppi parlamentari, si possono inviare messaggi ai singoli parlamentari.
Propongo di inviare un messaggio a tutti i capi-gruppo con questo testo: "Sono Napoletano quindi Campano ed Italiano e tu rappresenti anche me! Ricordalo quando voti e/o non voti in Parlamento!!!!"
I più volenterosi ed incazzati possono inviare il messaggio anche a qualche deputato particolarmente “simpatico” (per me sono simpaticissimi gli eletti del PDL in Campania ed i così detti Responsabili, Scilipoti in testa). Io l'ho fatto!!!!
Buona Piazza.
Luigi Contessa