Pagine

Visualizzazione post con etichetta Campania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Campania. Mostra tutti i post

martedì 29 dicembre 2015

In Campania si muore troppo

In questi giorni è stato lanciato dai quotidiani nazionali un allarme per un anomalo aumento di decessi registrato nei primi 8 mesi del 2015 rispetto al 2014.
In effetti, consultando i bilanci demografici mensili Istat ed elaborandone i dati, si scopre che nei primi 8 mesi del 2015 vi sono stati 45.155 (17.322 uomini e 27.833 donne) decessi in più rispetto allo stesso periodo del 2014 con un incremento percentuale medio pari a 11,3 (+8,99% per gli uomini e +13,46 per le donne).
Un fatto sicuramente preoccupante da tenere sotto osservazione, ma che per essere compreso appieno necessita della conoscenza dei dati dell'intero anno comprensivi dei motivi dei decessi e delle fasce di età dei soggetti coinvolti. 
Sono state avanzate diverse ipotesi sulle possibili cause: crisi economica, inquinamento, invecchiamento della popolazione, condizioni climatiche, ecc. Probabilmente si tratta di un mix di questi fattori, ma ad oggi non è possibile avere certezze scientifiche.
E' possibile però fare alcune osservazioni.
I mesi in cui si è avuto un aumento maggiore sono Luglio con il 20,29% e Febbraio con il 18,87%. Probabilmente il caldo record registrato a Luglio 2015 avrà avuto un certo effetto. L'incremento registrato in Febbraio può essere collegato alla riduzione dell'uso dei vaccini antinfluenzali?



Le regioni con l'incremento più elevato sono la Valle d'Aosta (20,07% con 177 decessi in più), la Campania (13,3% con 4.593 decessi in più) e la Lombardia (13,1% con 7.873 decessi in più).

Esaminando i valori regionali al 2014 degli indici di vecchiaia (Noi Italia-Istat), non sembra però esserci correlazione tra anzianità della popolazione e numero di morti. La Campania è la regione più "giovane" d'Italia eppure ha il secondo più elevato incremento di decessi, mentre la Liguria è la più "vecchia" ma è all'ottavo posto.
La provincia campana con incremento maggiore è quella di Napoli (+14,84%), seguono Caserta (+13,73%), Salerno (+12,76%), Benevento (9,04%) ed Avellino (+8,25%).
Che vi sia anche un legame con gli stili di vita?
Insomma, come detto precedentemente il fenomeno è da tenere sotto controllo e va analizzato una volta noti tutti i dati puntuali. Nel frattempo le regioni in collaborazione con il Ministero della Salute, le ASL, le Arpa e gli altri enti coinvolti comincino a predisporre un piano per una rapida raccolta delle informazioni in modo da poterle interpretare velocemente e con più facilità.
Un giorno magari avremo dei Sistemi Informativi Territoriali che, partendo dal livello comunale a salire, facciano confluire i dati in unico database nazionale dal qual potremo avere in tempo reale, con opportuni incroci, il controllo di quanto accade nel nostro paese. Qualcosa già c'è, ma sarebbe necessario un progetto nazionale da "declinare" in modo uniforme sui territori. Se partiamo oggi, forse nel 2030 ci possiamo arrivare.



G
M
T
La funzione vocale è limitata a 100 caratteri

lunedì 6 luglio 2015

Appello a De Luca sui Trasporti Campani

Egr. Presidente,

come lei ben sa, la situazione del trasporto pubblico campano è davvero disastrosa. Da quanto emerge dal rapporto “Pendolaria 2014” redatto da Legambiente, dal 2010 al 2014 è stata drasticamente ridotta la spesa regionale destinata ai Trasporti a danno naturalmente dei servizi offerti (-19% con punte su alcune linee anche del 50%, corrispondenti per lo più a tagli di corse) e contemporaneamente si è registrato un sostanzioso aumento delle tariffe (+23,75%). 

Come prevedibile la conseguenza è che ci sono, giornalmente, 150 mila persone in meno sui treni campani (sono 271mila contro i quasi 420.000 del 2009, -35,4% - fonte Legambiente) che probabilmente hanno fatto ricorso al mezzo privato, con tutti gli effetti negativi che ne derivano in termini di inquinamento ambientale, tempi di percorrenza e quindi produttività e competitività. Se si facesse uno studio dell’impatto di questa situazione sul PIL campano (ed in particolare su quello dell’industria turistica) emergerebbero, a mio avviso, numeri negativi “da paura”. La situazione è critica anche per il trasporto marittimo; il processo di privatizzazione in via di conclusione desta, infatti, seria preoccupazione nei residenti e nei pendolari da e verso le isole che vedono messo a rischio il diritto alla continuità territoriale.

Il 2015, se da un lato ha fatto registrare un’inversione di tendenza nella spesa, a cui però non è ancora seguito un miglioramento del servizio, dall’altro ha visto l’entrata in vigore della nuova struttura tariffaria che prevede una marea di biglietti (circa 2500 invece dei circa 250 del precedente Unico Campania con conseguente caos tra gli utenti) nel complesso più cari; dunque ulteriori aumenti tariffari.


In particolare, la nuova struttura tariffaria penalizza inspiegabilmente e fortemente gli utenti della zona Flegrea. Pozzuoli e Quarto sono gli unici due Comuni confinanti con la città di Napoli ad essere passati dalla fascia U1 a quella Na2, mentre Bacoli e Monte di Procida dalla U2 a quella Na3. Ciò ha comportato esorbitanti aumenti (fino al 50% circa) non solo del biglietto integrato TIC (che sostituisce l’Unico Campania), ma anche del “neonato” Aziendale (non più a tempo, ma valevole per singola corsa su singola azienda) per gli spostamenti da e verso Napoli ed in alcuni casi anche per gli spostamenti urbani ed extra urbani passanti per Napoli. Gli aumenti, anche se percentualmente in forma più lieve ma comunque elevati in valore assoluto, si registrano anche per i rispettivi abbonamenti mensili ed annuali. Inoltre, per tutti gli utenti della ex-Provincia sono state eliminate le formule “Giornaliero” e “Giornaliero Week End”. 

A fronte dell’aumento tariffario, gli utenti della zona Flegrea (e non solo) si ritrovano un servizio di trasporto sempre più scadente come attestato anche dal rapporto “Pendolaria 2014”, che classifica “Cumana” e “Circumflegrea” (circa 45.000 passeggeri giornalieri – fonte Legambiente) tra le dieci peggiori linee per pendolari d’Italia. Problemi di sovraffollamento, ritardi e soppressione corse sono all’ordine del giorno, c'è poi lo stato di degrado e fatiscenza di molte stazioni, abbandonate e vandalizzate, ed in parte sprovviste di biglietteria o di obliteratrici, dispositivi per l’accesso ai disabili e di qualsiasi sistema d’informazione in tempo reale per gli utenti. Problemi si registrano anche a causa dei numerosi tagli alle corse della linea 2 metropolitana.

Tutto questo rischia di trasformare le periferie napoletane, ed in particolare quella flegrea, in aree sempre più lontane dal capoluogo proprio quando si sta avviando, attraverso la città Metropolitana, il progetto della Grande Napoli. E’ un evidente controsenso.

Mi rendo conto che per cambiare lo stato delle cose è necessario un lungo, costoso e complesso processo di rivisitazione del trasporto regionale, c’è una cosa che però può essere fatta immediatamente senza dispendio di risorse: portare Pozzuoli e Quarto in fascia tariffaria Na1 e Bacoli e Monte di Procida in quella Na2 e garantire un funzionamento regolare.

Di seguito un elenco di altre cose che a mio avviso andrebbero fatte per migliorare la situazione:

1. Monitorare ed accelerare il processo (in corso) di acquisto e di revamping dei treni che per le linee flegree avrebbe dovuto già essersi concluso (come da piani EAV).

2. Eliminare le barriere architettoniche e garantire l’accessibilità ai treni in tutte le stazioni per le persone con ridotta capacità motoria;

3. Dotare tutte le stazioni di distributori biglietti e curarne igiene e decoro;

4. Garantire maggiore sicurezza nelle stazioni e a bordo treno mediante video sorveglianza e vigilanti (almeno nei week end);

5. Accelerare il ripristino in corso della navetta Bagnoli-Montesanto (linea “Cumana”) e valutare la possibilità di estendere il servizio fino a Pozzuoli al fine di ridurre i tempi di attesa (o comunque prevedere il doppio convoglio negli orari di punta per evitare l’inaccettabile sovraffollamento attuale);

6. Ripristinare la tratta Licola-Torregavata della Circumflegrea o almeno ripristinare la navetta su gomma di collegamento tra le suddette stazioni. Ciò garantirebbe numerosi vantaggi tra cui la possibilità di poter recarsi con facilità al sito Archeologico Di Cuma, il primo insediamento greco in Campania e probabilmente dell’intera penisola. Oggi è davvero arduo poterlo raggiungere con mezzi pubblici.

7. Estensione degli orari di servizio: nei week end invernali fino alle 24:00 ed in quelli estivi fino alle 02:00 (anche se con frequenza ridotta). Ciò permetterebbe a molti giovani di poter lasciare a casa l’automobile e di godersi con più tranquillità la serata con conseguente diminuzione del traffico in tutta l’area flegrea e napoletana.

Nella speranza di un positivo riscontro, ringraziandola in anticipo per l’attenzione, porgo

Distinti Saluti
Luigi Contessa
Pozzuoli 03/07/15

giovedì 12 settembre 2013

Giugliano - I termovalorizzatori sono un affare, ma per chi? Parte Seconda

Nel post di ieri ho riportato la nota-denuncia del dott. Antonio Marfella sulla questione Termovalorizzatore/Inceneritore di Giugliano in Campania. Oggi il Mattino di Napoli pubblica i risultati dei primi studi dell'Istituto Superiore di Sanità:
-Campania avvelenata dalla camorra Dati choc: «20 chilometri quadrati morti»
Analisi nell'area ex Resit a Giugliano grande come 2600 campi di calcio: falde acquifere troppo contaminate. L'Istituto superiore di Sanità: impossibile bonificare-
Giugliano, 220 ettari di veleni senza possibilità di bonifica. Il primo studio dell’Istituto superiore di Sanità afferma: l’inquinamento è senza rimedio. Ma la falda acquifera risulta contaminata da sostanze cancerogene volatili anche nei 2mila ettari circostanti. «Realisticamente la bonifica appare impossibile -ammette il commissario di governo, Mario De Biase - Per legge, infatti, bisognerebbe raccogliere tutti i materiali, rimuoverli e trasportarli altrove. Stesso discorso vale per le acque. Un’impresa proibitiva».

Naturalmente anche oggi non si è fatta attendere la nota del dott. Marfella su Facebook..

"PER AMORE DELLA MIA TERRA NON HO TACIUTO E NON TACERO'
12 settembre 2013 alle ore 7.27
  
Su il mattino di oggi 12 settembre 2013  si confessa finalmente che non meno di 2000 ettari e altri 20mila a Giugliano nei dintorni della resit sono di fatto avvelenati pesantemente e impossibili da bonificare........la resit esiste dal 1987, come confessato dal pentito schiavone e ha ingoiato anche i fanghi tossici piu' tossici di italia , quelli dell'acna di cengio......dal 1987 ad oggi 12 settembre 2013, niente,.....assolutamente niente......e' stato fatto per impedire almeno la diffusione di un avvelenamento cosi grave....e cosi vasto...anzi , lo si e' sempre negato......io dovrei parlare da scienziato......dovrei parlare con calma di cifre, numeri e di fondi di ricerca da mettermi in tasca......per studiare....come hanno fatto tutti i miei colleghi sinora e come ancora si vorrebbe fare.....perdonatemi,......non ci riesco......dal 2006 come ho apertamente dichiarato in senato...sono diventato il professore del cavalluccio rosso...quello che racconta dovunque lo chiamano questo disastro cosi grande e cosi ancora negato.....mi hanno attaccato e offeso dal 2008. Da piu giovane tossicologo di italia sono diventato il piu vecchio igienista e il più scemo medico del Pascale....ma non ho taciuto....mai...mai ho smesso neanche per un secondo di metterci la faccia, la credibilita' e di raccontare.....raccontare.....raccontare.....sempre...dovunque.....mostrando tutte le incongruenze , le contraddizioni, le falsita'.....soprattutto di noi medici......come in molti accusano...e hanno ragione....schiavone ha trattato con disprezzo i medici......dal 2006 litigo costantemente con il mio amico angeli perche' non accuso abbastanza i colleghi e non faccio le analisi alla gente....me lo hanno impedito dal 2008....da quando hanno capito che sarebbe stato smascherato tutto....ma non ho smesso mai di girare un solo secondo, mai di tacere un solo giorno....e ho conosciuto un prete, gli ho spiegato tutto, abbiamo cominciato a piangere e a raccontare insieme.....questa tragedia negata e resa ancora piu grave proprio perche negata non gia dai camorristi, ma da chi doveva difenderci, avvertirci.....e ora siamo arrivati a piangere in europa, a denunciare "con la pancia" in senato, a farlo sapere a papa francesco. come posso parlare con calma ? come posso raccontare il piu grande disastro ambientale di italia negato con distacco? e che se non fosse per noi continuava ad essere negato....continuando imperterriti a costruire impianti attrattori di rifiuti tossici come i maxiinceneritori nelle stesse zone del disastro....adesso non possono negare piu'.....attenzione.....adesso cercheranno di sminuire il disastro e.....di togliersi le responsabilita'.......i frutti sono puliti.....quello che si e' permesso di coltivare per venti anni su discariche di rifiuti tossici tombati scientificamente in profondita' ......non fanno male......per amore della mia terra non tacero'.......non tacero'....non ho taciuto......e in questi anni non ho fatto carriera ne soldi...ma ho insegnato ad un intero popolo a difendersi......non potevo fare altro...e per mia scelta ho scelto di fare questo...anziche' cercare di fare analisi anche facendo soldi.....ho pensato che facendo analisi perdevo tempo , potevo salvare qualcuno.....ma non avvertivo tutti del disastro.......era piu importante raccontare.....raccontare ....raccontare.....avvisare.......avvisare ....avvisare......formare medici , cittadini semplici, poveri preti.....e la provvidenza ha portato quel povero prete sino a bruxelles e ai piedi di papa francesco proprio subito dopo che in senato hanno cercato ancora una volta di discreditarmi....di fermare il racconto......non ci sono riusciti....non possono riuscirci......noi ci siamo convinti che siamo stati mandati.......e' il nostro dovere.....per gli anni che resteremo su questa terra , e di cui ci verra' chiesto conto per l'eternita'....." tu sapevi, tu capivi....dimmi: cosa hai fatto per fermare il disastro?".....spero di potere giustificarmi....mi hanno raccontato che in senato si stanno domandando (come da anni) disperatamente, chi mi manda, chi mi paga, chi c'e dietro di me, perche' non mi fermo , perche' non penso alla carriera, ....ma e' possibile mai che non si crede che lo faccio solo per paura del giudizio finale? come potrei sperare di essere perdonato, se, avendone avuto talenti e capacita' , avessi taciuto?...perche' nessuno vuole credere che ho paura solo del giudizio di dio?......sono un peccatore, come essere umano come tutti, ma capisco bene che una mancanza cosi grave, non mi sarebbe stata perdonata...perche' i talenti sono stati dati a me......toccava a me...non mi ha fatto piacere scoprirlo....ma ho obbedito...e spero di riuscire non a fermare .. almeno contenere il disastro....mi hanno raccontato pure che persino in europa ora hanno paura......da caivano a bruxelles stanno cominciando a capire che il disastro e' provocato dai rifiuti industriali e non urbani....ed e' una cosa che non si doveva dire...lo sapevano benissimo ma il popolo non lo doveva capire....doveva parlare solo di raccolta differenziata....per liberare altro spazio negli inceneritori......altro spazio per i rifiuti industriali....come in trasparenza si dichiara per l'inceneritore di parma, ma che non si dira' mai per i maxiinceneritori campani.......lo sanno benissimo anche i medici e sinora....hanno accuratamente taciuto......non ho immaginato dove andavo a finire....da caivano......da acerra....ad oltre mille miliardi di euro anno stimati di affari in europa coi rifiuti industriali.....sono polvere, sono neanche un insetto.....ma ho avuto la testa per pensare, il cuore per amare, e la bocca per parlare....sempre ....con la testa, col cuore e con la pancia.....per amore della mia terra' non tacero'.......il mondo intero deve ritrovare la strada....quella che porta a gerusalemme, non a gomorra"

Cosa aggiungere? Mi sento in colpa per aver sempre trascurato il problema non credendo che fosse di una tale gravità. Non ne ho parlato e quindi sono uno di quelli che ha taciuto. Ci siamo limitati a piangere i nostri morti senza far nulla per combattere gli assassini. Oggi sono più cosciente e quindi racconto ma sono disposto anche a scendere in piazza per difendere la mia terra!
Il termovalorizzatore di Giugliano sarebbe un'ulteriore fonte di veleno. No Grazie, ne abbiamo abbastanza!

Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla. M. L. King

mercoledì 11 settembre 2013

Giugliano - I termovalorizzatori sono un affare, ma per chi?

Sul profilo Facebook dell'oncologo Antonio Marfella, noto per le sue battaglie ambientaliste e per l'istituzione del registro tumori in Campania, è stata pubblicata, oggi, una nota di denuncia che può aiutarci a far luce sugli interessi che ci sono dietro la costruzione del nuovo "termovalorizzatore" a Giugliano in Campania. Sia dal punto di vista economico sia da quello sanitario è un investimento "a perdere" fatto in una terra già ampiamente massacrata dallo smaltimento illegale dei rifiuti (tossici e non) e dai roghi tanto da guadagnarsi, a seconda della zona, diversi appellativi: "Terra dei veleni",  "Terra dei fuochi" e "Triangolo della morte". 
E' la stessa terra di cui parla il boss pentito Carmine Schiavone nell'agghiacciante intervista rilasciata a fine agosto a sky TG24 nella quale viene rivelato a noi cittadini quanto (e anche di più) Saviano ha descritto nel suo libro "Gomorra" sullo smaltimento dei rifiuti.
E' la stessa terra in cui l'incidenza dei tumori è aumentata drasticamente negli ultimi decenni anche se la "Ministra" Lorenzin (PDL) ha provato ad imputare ad altre cause il fenomeno: "Se si muore di più in un'area è anche una questione di stili di vita". NO COMMENT... sarà un caso che queste terre sono inserite dal Ministero della Salute tra i 44 siti più inquinati d'Italia e che Papa Francesco, qualche giorno fa, abbia detto a Don Patriciello, prete anticamorra della "Terra dei Fuochi" anche lui fortemente contrario all'inceneritore: "Vai avanti così".


"Oggi 11 settembre 2013 su il mattino dato ufficiale del costo di 180 euro a tonnellata per bruciare ad Acerra....sappiamo anche ufficialmente che Acerra rende alla proprietaria A2A 75 milioni di euro anno, cioè 125 euro a tonnellata grazie ai cip 6 e alla vendita di corrente elettrica che quindi finanzia direttamente i proprietari di A2A cioe' i comuni di Milano, Bergamo, Brescia e Varese..... 
Compenso ambientale per Acerra....zero euro! 
Cosi sara' pure per Giugliano...... 
A questa cifra enorme si contrappone la cifra altrettanto ufficiale di 110 euro tutto compreso per bruciare via nave in Olanda. Mandando i rifiuti via nave, e si fa ogni giorno per i rifiuti tossici legalmente, si risparmia moltissimo non solo per i costi piu' bassi ma per altri costi indiretti evitati di cui nessuno parla. 

1. costo di ammortamento impianto evitato: per acerra sarebbero circa 35 euro a tonnellata per venti anni, per Giugliano circa 30. 

2. costi sanitari evitati: gli inceneritori sono industrie insalubri di classi i e comunque producono un costo sanitario sulla popolazione circostante. sulla base dello studio della Universita' di Trieste su un piccolo inceneritore da 100mila tonnellate (trento) il costo sanitario sarebbe stato di circa 60 milioni euro per venti anni esericizio , cioe' circa 30 euro a tonnellata incenerito. riportando per Acerra e Giugliano sono altri 30 euro che si vanno ad aggiungere ai 180 dichiarati. 

3. esiste il grossissimo problema dello smaltimento delle ceneri. in base ai dati ispra 2012, Acerra ufficialmente ne produce circa 135mila tonnellate/anno. Dicono che vanno in Germania o a Brescia ma non ci troviamo coi numeri....molto più verosimile siano utilizzati per fare cemento "ecologico" come le "ecoballe" nei nostri cementifici così come suggerito da molti (esempio arpa piemonte sul suo sito...). In ogni caso smaltire queste ceneri ha un costo, che può arrivare ad essere molto alto. Se considerate rifiuti speciali sino a 1500 euro a tonnellata , se considerate materie prime seconde per fare cemento ecologico comunque costi di trasporto e gestione che non possono essere inferiori ad altre 30 euro a tonnellata. 

Somma finale: bruciare oggi ad acerra costa quindi = 180 + 35 ammortamento + 30 danno sanitario + 30 smaltimento ceneri = 275 euro a tonnellata!! E rende 125 euro a tonnellata solo alla A2A mentre zero a tonnellata per i comuni che ospitano l'impianto su cui invece ricade il certo 30 euro a tonnellata di danno sanitario! 
Smaltire tutto nei paesi bassi, in totale 110 euro a tonnellata, compreso ovviamente smaltimento ceneri e danno sanitario in loco. 
Perche' cosi poco? 
Perche' a suo tempo, venti anni fa, una scellerata politica "inceneritorista" ha prodotto un eccesso di impianti nei paesi bassi, dove oggi hanno una potenzialità di incenerito/anno pari a 340 kg/ procapite/anno, rispetto ai 100 kg/italia e 165 germania, per esempio. 
Fare 2100 milioni di tonnellate di incenerito anno in campania, come vuole il piano rifiuti urbani previsto, significa, nel 2013, riprodurre la medesima situazione gestionale con una produzione di incenerito anno procapite che arriverebbe a circa 350 kg/anno rispetto per esempio ai 280 della lombardia oggi massima espressione di incenerimento italiano. 
Cio' significa in modo inequivocabile avere scelto di rappresentare per i prossimi venti anni la piattaforma di incenerimento procapite anno maggiore di italia, costituendo quindi la regione campania come attrattore obbligato di rifiuti da incenerire. se legali e come nei paesi bassi di rifiuti urbani ma anche industriali altrui,...... 
Sappiamo ovviamente come in campania attualmente siamo da venti anni attrattori di rifiuti speciali e tossici per circa 600 mila tonnellate anno che ora avranno ampio spazio per essere non tombate nelle discariche ma incenerite negli impianti campani sovradimensionati. 
Purtroppo per i nostri assassini, grazie anche all'impegno di gente come me, la truffa assassina e' sempre piu' evidente, smascherata, spiegata, e in una regione che ancora cerca disperatamente di negare il disastro sanitario piu' grande perché più negato di italia,.....tutti noi, tutto il popolo si sta veramente arrabbiando...e tanto , tanto, tanto......
ANTONIO MARFELLA"