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venerdì 8 marzo 2013

Città della Scienza: che fare?

Vedere la parte museale di città della scienza in fiamme è stato un duro colpo al cuore per moltissimi napoletani (e non solo), me compreso. Nonostante le "ombre" che sin dalla nascita l'hanno attorniata, città della scienza rappresenta, per Napoli ed il Sud in generale, un simbolo di cultura, di riscatto e di futuro. Mentre gli inquirenti cercano di capire cosa sia realmente accaduto, in tutto il paese sono partite una serie di iniziative di solidarietà per ricostruire il museo e si è aperto (riaperto?) un dibattito sull'opportunità di ricostruire sopra le "macerie".
Ad essere sincero, ogni volta che passavo di lì (in auto, bici, correndo) mi chiedevo: perché così tanti mattoni a due passi dal mare in un luogo unico per bellezza naturalistica? Non sarebbe meglio "utilizzarlo", dopo averlo bonificato, per fini turistici (senza speculazioni immobiliari)? Ancora oggi sull'altra parte della strada (nello "spazio incubatore") si sta costruendo un enorme edificio in cemento (non so per quale uso). La questione è molto complessa, lo so, da anni si discute sul futuro della Bagnoli post-industriale e le idee, i progetti e gli interessi in gioco sono molto contrastanti. Visto quanto accaduto non sarebbe il caso di riflettere sul da farsi? Fosse per me, ricostruirei città della scienza a Scampia (magari al posto delle vele). In questo modo si otterrebbero due buoni risultati: 1) si creerebbe sviluppo e cultura in un quartiere degradato ma pieno di persone per bene che hanno voglia di riscatto e sono stufi dell'etichetta "Gomorra"; 2) si darebbe finalmente avvio alla riqualificazione di Bagnoli, restituendo la costa ai cittadini (e non solo napoletani) attraverso un sano progetto di sviluppo turistico.