Anche
oggi, come ogni anno, si è aperto il dibattito sul significato di questa
giornata. Le opinioni sono tante e contrastanti, non mancano
strumentalizzazioni, mercificazione e ideologismi,
ma sono presenti anche riflessioni
profonde sulla condizione della donna di ieri, oggi e soprattutto quella
auspicata per il domani. Alla fine, come sempre, ognuno la vive secondo il
proprio sentire e probabilmente è giusto che sia così.
L’importante
è, a mio avviso, che se ne parli. Lo si dovrebbe fare tutti i giorni è vero, ma
tra navi e paese che affondano, spread, calcio, art.18, tangenti, plastici,
farfalle sanremesi, manifestazioni, ecc. si finisce spesso per dimenticare la “questione”,
salvo tirarla fuori all’ennesimo tragico episodio di violenza. Quindi ben venga una giornata che in un modo
o nell’altro rimetta al centro dell’attenzione la Donna.
A
me, oggi, fa piacere ricordare tre grandi Donne a cui nel Novembre scorso è
stato assegnato il Nobel per la Pace: Ellen Johnson-Sirleaf, presidentessa
della Liberia, Leymah Gbowee, avvocatessa liberiana, e all'attivista yemenita
Tawakkul Karman, "per la loro lotta non violenta in favore della sicurezza
delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace".
