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domenica 16 giugno 2013

Congresso subito, aperto e non toccate lo Statuto!

In questi giorni si è "infiammato" il dibattito sul Congresso del PD. Ognuno ha una sua idea sul quando,  sul come e sul chi; pienamente legittimo. Tuttavia, sarebbe opportuno che tutti (e soprattutto gli iscritti) sapessero cosa dice lo Statuto in proposito. Qualora si volesse cambiare è necessario conoscerlo!
Allora, vediamo un po' i primi articoli.

CAPO I - Principi e soggetti della democrazia interna

                                                                          Articolo 1
(Principi della democrazia interna)

1. Il Partito Democratico è un partito federale costituito da elettori ed iscritti, fondato sul principio delle pari opportunità, secondo lo spirito degli articoli 2, 49 e 51 della Costituzione.

2. Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.

Articolo 2
(Soggetti fondamentali della vita democratica del Partito) 


3. Ai fini del presente Statuto, ove non diversamente indicato, per «elettori/elettrici» si intendono le persone che, cittadine e cittadini italiani nonché cittadine e cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, cittadine e cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, iscritti e non iscritti al Partito Democratico, dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori.


Articolo 9
(Scelta dell’indirizzo politico mediante elezione diretta del Segretario e dell’Assemblea nazionale) 

1. Le elezioni per il Segretario e per l’Assemblea nazionale sono disciplinate da un Regolamento approvato dalla Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.

2. Il procedimento elettorale è articolato in due fasi. Nella prima fase, che si conclude con lo svolgimento della Convenzione nazionale, le candidature a Segretario nazionale e le relative piattaforme politico-programmatiche sono sottoposte al vaglio degli iscritti. La seconda fase consiste nello svolgimento delle elezioni.

3. Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.

8. Sono ammesse a partecipare alle elezioni, in qualità di elettrici ed elettori, tutte le persone che al momento del voto rientrino nei requisiti di cui all’art. 2 comma 3 e devolvano un contributo di entità contenuta.

Questo lo Statuto. Vediamo cosa dice il Regolamento per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale (Congresso 2009).


Articolo 11 
(Diritto e modalità di voto)
1. Possono partecipare al voto per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, rientrano nei requisiti di cui all’art. 2. comma 3, dello Statuto, ovvero le elettrici e gli elettori che sono registrati nell’Albo degli elettori e delle elettrici del Partito Democratico, o che, prima di esprimere il proprio voto, dichiarino e sottoscrivano la richiesta di registrazione.

Lo Statuto e il regolamento parlano chiaro: il Segretario e l'Assemblea vengono eletti da tutti gli elettori, iscritti e non, mentre le candidature alle varie cariche è riservata agli iscritti.
Personalmente, trovo ciò giustissimo; l'iscritto ha il "privilegio" di poter concorrere, premiando così il suo maggiore impegno nel Partito, ma agli elettori tutti (appartenenti all'Albo) spetta decidere su chi deve rappresentarli. Si garantisce così democraticità e partecipazione, gli elettori si sentiranno più coinvolti e capaci di incidere sulle scelte il che spingerà alcuni  a fare anche la tessera.
Ricordiamo che non di rado assistiamo all'acquisto di pacchetti di tessere da parte dei "capibastone" danarosi locali per cui il tesserato finisce per essere, in non pochi casi, semplicemente una "testa di legno" al servizio del "padrone", incapace di "intendere e volere" e capace solo di obbedire! 
Il Congresso finirebbe per tradursi in un "falso" confronto su idee e progetti; tutto verrà deciso altrove dall'oligarchia dei "potenti". Chissà perché ho la sensazione che ciò stia già avvenendo. Spero di sbagliarmi.
Insomma, non possono essere i 15 euro della tessera a stabilire chi ha diritto al voto e chi no! Non possiamo chiuderci in noi stessi!
L'apertura garantirà una massiccia partecipazione (a patto di fare le cose per bene) e quindi anche il tanto temuto pericolo di "inquinamento" del voto sarà minimizzato così come il fenomeno del "Signoraggio delle tessere". Non possiamo avere paura!
Veniamo alla data del Congresso. Sia nelle elezioni politiche (perse) sia in quelle amministrative (vinte in maniera schiacciante) si è avuto un forte calo degli elettori PD. Il motivo principale, a mio avviso, è la mancanza di un'identità chiara del partito. Quale idea di PAESE abbiamo? Qual è la nostra "agenda" (odio questa parola) su economia, lavoro, diritti, ecc. Vi prego non ditemi che è quella Monti perché potrei anche espatriare. Quale idea di SINISTRA abbiamo? Per dare risposte a queste domande e a tante altre serve al più presto  il CONGRESSO. Potrebbe cadere il governo delle "larghe attese" (tra l'altro non è quello per cui io e tanti altri abbiamo votato, vi prego basta con governi di emergenza, servizio, ecc... voglio un governo per il futuro!)? Potrebbe spaccarsi il PD? Sono rischi che dobbiamo correre altrimenti moriremo di strategia!
Non c'è più tempo da perdere, il Congresso va fatto entro ottobre, non possiamo non avere una linea politica chiara e condivisa dagli elettori. Quella del governo Letta non può essere la nostra (o almeno la mia).
Serve tanto coraggio e buona volontà lo so ma, parafrasando Togliatti, "da questa notte e da queste nebbie non si uscirà mai senza un nuovo Partito nuovo".

#CONGRESSOADESSO #APERTO  #NONTOCCATELOSTATUTO e che vincano le idee migliori (per me CIVATI ne ha tante ottime) ed il CAMBIAMENTO.






venerdì 27 aprile 2012

Essere di Sinistra, oggi, per me vuol dire...


Essere di Sinistra per me vuol dire:
1) essere per la Democrazia, l'uguaglianza e le pari opportunità e quindi anti-razzista, anti-classista ed anti-fascista;
2) credere nella nostra Costituzione dalla quale espressamente si evince che:
  •  il lavoro è un diritto che va garantito a tutti gli uomini di buona volontà;
  • l'iniziativa economica privata, pur essendo libera, non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e quindi sono anti neoliberista;
  • la salute, l'istruzione ed altri diritti fondamentali vanno garantiti, in egual misura, a tutti dallo Stato;
3) essere per la solidarietà sociale e quindi aiutare chi si trova in difficoltà a venirne fuori. Non solo assistenza nel momento del bisogno ma anche fornire gli strumenti giusti per rendere più forti i più deboli;
4) Rispettare l'ambiente nella piena convinzione che "la terra non ci è stata data in eredità dai nostri padri ma presa in prestito dai nostri figli" e quindi sono per uno sviluppo eco-sostenibile (il PIL non è il mio Dio);
5) essere per una redistribuzione più equa della ricchezza, nessuno dovrebbe vivere in povertà. La ricchezza di alcuni non può tradursi nella miseria di altri. Nel momento del bisogno credo sia giusto che chi ha di più dia di più.
6) essere per la meritocrazia, la trasparenza, il rispetto delle regole e l'etica civile;
7) riconoscere come bene primario il valore della cultura e della conoscenza;
8) essere disposti all'ascolto e al dialogo, senza pregiudizi e senza ergersi a portatori del verbo, tutti possiamo imparare dagli altri.
9) essere disposto a mettermi in gioco per tutto quanto scritto sopra.