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sabato 9 marzo 2013

Votare a 18 anni anche per il Senato

Durante la sessione plenaria 20- 24 giugno 2011, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) ha approvato una nuova relazione nella quale si invitano gli Stati Membri ad esaminare la possibilità di abbassare l’età minima per l’esercizio del voto a 16 anni per tutti i tipi di elezioni. Si sostiene che la partecipazione dei giovani di 16 e 17 anni deve essere incoraggiata poiché si tratta di persone che hanno già delle responsabilità all'interno della società. 
In Italia, ad esempio, a 16 anni si può decidere di interrompere gli studi e cominciare a lavorare e quindi a pagare le tasse; inoltre, già dai 14 anni si può essere reclusi in carceri minorili sottoposti al medesimo ordinamento penale e penitenziario dei maggiorenni anche se con pene ridotte.
Nella maggior parte dei 47 paesi del Consiglio Europeo,  al momento, l’età minima per esercitare il diritto al voto è 18.  Nel 2007 l’Austria ha abbassato la soglia minima per le elezioni municipali, statali e nazionali a 16 anni. Ad oggi, anche alcuni Länder tedeschi, un cantone svizzero e tre dipendenze della Corona britannica hanno adottato la stessa misura.
Al fine di promuovere questa iniziativa è stato creato un forum di giovani europei sul cui sito web è possibile approfondire la tematica.
"Il divario tra le istituzioni democratiche, i rappresentanti eletti e i partiti politici, da un lato, i cittadini, dall'altro, è in crescita. La sfiducia verso la politica, la diffidenza verso i partiti politici e la complessità dei processi decisionali  sta creando un deficit democratico. Le classi dirigenti,  a tutti i livelli, devono riconoscere che la sostenibilità della democrazia dipende dalla partecipazione ai processi decisionali e all'organizzazione della società civile di tutti i cittadini, soprattutto delle giovani generazioni."
Abbassare l'età per esercitare il diritto di voto può essere un buon modo per "ricucire" lo strappo tra giovani e politica.

In Italia la situazione è questa:
  1. Per la Camera, diritto di voto a 18 anni ed eleggibilità a 25 (art.56 Costituzione);
  2. Per il Senato, diritto di voto a 25 anni ed eleggibilità a 40 (art.58 Costituzione).
Capisco che per qualcuno l'abbassamento ai 16 anni potrebbe risultare prematuro (anche se è necessario aprire un serio dibattito nel paese come suggerito dal Consiglio d'Europa) ma non comprendo il perché delle differenze tra i due rami del Parlamento.
Propongo perciò una legge Costituzionale per modificare l'art.58 al fine di uniformare la situazione del Senato e della Camera:
Art.58 modificato
I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il diciottesimo anno di età.
Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il venticinquesimo anno.