La fiducia incassata da Letta in parlamento, grazie ai dissidenti/scissionisti/traditori (chiamateli come volete), ha sicuramente segnato una sconfitta per il Caimano. La battaglia è stata persa ma la guerra, a mio avviso, è aperta più che mai.
In molti (politici, giornalisti, opinionisti, ecc.) stanno celebrando il funerale del cavaliere e del PDL, alcuni addirittura parlano di apertura di un nuovo ciclo politico. Ma dico: avete dimenticato la scissione di Casini prima e di Fini poi? Ricordate cosa è successo dopo? Quante volte lo si è dato per morto e poi è risorto?
Il Caimano è un grande stratega e lo dimostra il fatto che, resosi conto di non avere tra i suoi i numeri per far cadere il governo, ha deciso di battere in ritirata piuttosto che andare a sbattere e perdere tutto.
Ricordo che per statuto il simbolo PDL e quindi anche i relativi finanziamenti pubblici appartengono al Segretario Angelino Alfano. Votare la sfiducia avrebbe comportato non solo la sconfitta in Parlamento ma anche la perdita della "proprietà" del PDL.
Con il suo discorso e con il sì al governo, mister B. dichiara ufficialmente di aver sbagliato eliminando così l'unico motivo che Alfano e i suoi prodi avevano addotto per giustificare la loro dissociazione: l'Italia prima di tutto. Il Caimano ha riportato in "acqua" i suoi "figli" e da buon alligatore si prepara a mangiarli.
Gli scissionisti ora hanno due strade da seguire ma portano entrambe alla "morte":
Gli scissionisti ora hanno due strade da seguire ma portano entrambe alla "morte":
- Formare gruppi autonomi in Parlamento, il che sancirebbe la loro fuoriuscita dal PDL (e sarebbero loro ad andare via) perdendo così anche la "grana" associata. La macchina mediatica del Cav per fare a polpettine gli scissionisti è già partita così come quella degli "acquisti" guidata dall'inossidabile Verdini. Tempo due mesi e mister B. avrà di nuovo il PDL nelle sue mani e i numeri per far cadere il governo;
- Restare nel PDL ricucendo lo strappo. Questo però significherebbe perdere quel poco di autonomia conquistata ieri; la maggioranza del partito non sta con Alfano ma con mister B. I falchi continueranno con le solite storie della giustizia, Imu, Iva, ecc. trascinandosi dietro anche le colombine. Tempo due mesi e ad Alfano verrà sottratta la Segreteria e sarà ai margini insieme alla sua banda di "ribelli". Naturalmente il numero di questi "ribelli" diminuirà drasticamente, come già detto il Caimano è un maestro in queste operazioni. A dicembre farà cadere il governo.
Questa, secondo me, la strategia di mister B. Non a caso ieri in Parlamento Letta ha sussurrato ad Alfano: "E' un grande".
Il PDL è BERLUSCONI; i soldi sono i suoi così come i voti degli elettori. Gli unici tra i "ribelli" ad avere un loro seguito sono i ciellini, ma vedrete saranno i primi a ritornare sui loro passi!
Tutto questo lo farà da "martire" ai "domiciliari"....
Naturalmente spero di sbagliarmi!
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