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venerdì 21 febbraio 2014

Riforme Costituzionali, Italicum e Voto

Uno degli errori di Renzi Segretario, da cui sono poi scaturiti molti altri, è stato quello di legare la legge elettorale alle riforme costituzionali che generalmente richiedono tempi di realizzazione molto lunghi. Tutti sanno che l'Italicum senza l' "abolizione" del Senato non funziona poiché potrebbe produrre maggioranze diverse nelle due camere. Basterebbe però una piccola modifica alla Costituzione per "aggiustare" le cose: togliere al Senato il potere di dare la "fiducia" al governo. Vediamo cosa dice l'art.138: 
L'accordo sull' Italicum è stato sottoscritto da NCD, FI e PD. Queste 3 forze insieme occupano più dei 2/3 dei seggi nelle due Camere. Con questi numeri tecnicamente sarebbe possibile approvare una legge Costituzionale o di revisione Costituzionale in poco più di tre mesi. 
Occorre una doppia votazione in ciascuna delle due camere e tra l'una e l'altra devono intercorrere tre mesi. Se al secondo passaggio i voti sono più dei 2/3 in ciascuna camera allora non è possibile chiedere referendum e la legge è immediatamente promulgata. 
Dunque, volendo si potrebbe andare tranquillamente a votare ad Ottobre (al max a febbraio 2015) con Italicum e avendo tolto il potere di fiducia al Senato (si tratta di una revisione puntuale molto più semplice da realizzare rispetto alla trasformazione in Camera dell'autonomia). Sempre volendo è possibile con la stessa tempistica dimezzare il numero dei parlamentari (anche questa revisione puntuale che non richiede grosse discussioni).
Se Renzi, come dice, ci tiene così tanto alla legittimazione popolare, perché non segue la strada suesposta? Parallelamente in questi mesi potrebbe adottare delle misure urgenti per il lavoro e la diminuzione della pressione fiscale. In questo modo potrebbe riappacificarsi con tutta la base PD e con il paese e concorrere per la vittoria elettorale.
Caro Matteo questo sarebbe vero coraggio!

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