che esiste, in forme diverse, in quasi tutti i paesi dell'Unione Europea, nel mondo si discute sul come dare nuovi stimoli all'economia, visto che i tentativi fatti finora per aumentare crescita ed occupazione hanno portato a scarsi risultati.
Le ultime previsioni dell'OCSE ci parlano di una crescita dell'economia mondiale per il 2016 più bassa addirittura di quella, già flebile, del 2015.
Il Fondo Monetario Internazionale, sulla scorta di queste cattive previsioni, ha invitato tutti gli Stati ad attivare interventi urgenti per sostenere la domanda.
Naturalmente, il modo più semplice per sostenere la domanda è aumentare la spesa per gli investimenti. Sebbene la maggior parte dei governi siano già gravati da pesanti oneri sul debito, la conseguente e più forte crescita renderebbe più semplice ripagarne di nuovi a lungo termine, anche perchè i relativi tassi d'interesse sono oggi molto bassi.
L'OCSE supporta questa visione e attraverso il suo capo economista, Catherine Mann, afferma che 'l'attenzione dovrebbe essere posta su politiche con forti benefici a breve termine che contribuiscano anche alla crescita a lungo termine'.
I cittadini però non vedono di buon occhio l'aumento della spesa pubblica, sia perchè, avendo poca fiducia dei politici, temono che essa sfoci in sprechi, ruberie e misure propagandistiche piuttosto che in investimenti produttivi, sia perchè in questi anni hanno subito un vero e proprio lavaggio del cervello sui pericoli del debito (tipo: "faremo la fine della Grecia").
Tra le varie possibilità, si sta facendo strada una nuova idea chiamata "Soldi dall'elicottero" (Helicopter money) o "QE per le persone" che in sostanza prevede proprio di fornire, mensilmente, denaro contante direttamente alle famiglie piuttosto che alle banche. In tal modo, i consumi riprenderebbero velocemente dando nuovo impulso alla crescita. Il denaro sarebbe stampato ad hoc dalle banche centrali (per noi la BCE, che per statuto al momento non potrebbe) e non graverebbe direttamente sul debito dei singoli stati. Potremmo vederlo come una sorta di reddito di cittadinanza europeo pagato dalla BCE.
Insomma, Renzi, rincorrendo Tony Blair, cerca di realizzare politiche vecchie di 30 anni mentre il resto del mondo è proiettato verso il futuro.
In verità, alcune misure per incrementare i consumi le sta attuando anche lui, ma con molti limiti, quali ad esempio:
- alcune categorie, proprio quelle più bisognose (anziani, disoccupati, partite iva, ecc.) sono tagliate completamente fuori, mentre si danno più soldi anche a quelli che non ne hanno assolutamente bisogno;
- alcune misure non sono strutturali e quindi i cittadini, non avendo garanzia dell'entrata per il futuro, tendono a conservare più che a spendere;
- l'entità della spesa, anche per limiti di bilancio, non è sufficiente a dare il "colpo di reni" necessario per far ripartire come si deve il paese;
- gli investimenti produttivi, nonchè le politiche di sviluppo ad essi sottese, sono assolutamente insufficienti;
- la riduzione delle tasse è quasi irrilevante, anche perchè spesso mentre le si tolgono le s'introducono in altre forme e per giunta spesso si arriva a fare sconti a chi non ne ha proprio bisogno.
E' innegabile che alcuni miglioramenti si stiano ottenendo, ma sono di entità così piccola che per una completa ripresa del paese occorreranno 10 anni se tutto va bene. Chi se la passa bene può aspettare, ma cosa accadrà a chi vive in grossa difficoltà?
Un interessante articolo, comparso il 26 Febbraio scorso sul Financial Times, ci parla della "nuova idea" lanciata da 19 economisti di tutto il mondo, che sembra incontrare anche il favore di grandi operatori finanziari.
Di seguito una mia modesta traduzione.
Cosa accadrebbe se le banche centrali dessero soldi direttamente alle famiglie e alle imprese, piuttosto che alle banche?
Una nuova idea, chiamata “Soldi dall'elicottero” o 'QE per le persone', si sta facendo strada grazie ad alcuni economisti ed operatori finanziari di alto profilo, che sostengono che questo sia l'unico modo per porre fine alla stagnazione che ha afflitto l'economia mondiale dal 2008.
Ciò che è evidente, è che i banchieri centrali stanno discutendo sul come fornire ulteriori stimoli all'economia. Nelle ultime previsioni, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Econimico (OCSE) ha avvertito che 'l'economia mondiale rischia di espandersi nel 2016 meno velocemente rispetto al 2015, con un ritmo che sarebbe il più lento degli ultimi cinque anni'.
Il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che, le più grandi economie del mondo hanno urgente bisogno di trovare nuovi modi per sostenere la domanda in vista di un peggioramento delle prospettive di crescita globale.
Ray Dalio, ideatore del più grande fondo d’investimento speculativo del mondo, Bridgewater Associates, sottolinea che le principali banche centrali del mondo hanno già attraversato due fasi nei loro tentativi per stimolare la crescita.
La prima ha visto il taglio dei tassi di interesse a breve termine fino ad arrivare all’azzeramento, e la seconda, conosciuta come quantitative easing (o QE), ha portato all'acquisto di enormi quantità di titoli di Stato. Ma in una nota ai clienti di questo mese, egli sostiene che questi due approcci sono in gran parte usurati. Questo significa che le banche centrali saranno costrette ad entrare in una terza fase di stimolo monetario, che le vedrà proporre una nuova gamma di politiche tese ad incentivare i consumi. 'In altre parole, si fornirà denaro ai consumatori ed incentivi per far spendere di più'.
Naturalmente, il modo più semplice per i governi per aumentare la domanda è aumentare la spesa per investimenti. Sebbene la maggior parte dei governi siano già gravati da pesanti oneri sul debito, la conseguente e più forte crescita renderebbe più semplice ripagare i nuovi prestiti.
L'OCSE supporta questa visione, sostenendo che c'è spazio per un aumento della spesa da parte dei governi, soprattutto perché molti di essi sono in grado di prendere in prestito denaro a lungo termine con livelli molto bassi dei tassi di interesse. 'L'attenzione dovrebbe essere posta su politiche con forti benefici a breve termine che contribuiscano anche alla crescita a lungo termine,' ha detto Catherine Mann, capo economista OCSE, all'inizio di questo mese.
Gli elettori, tuttavia , sono tutt'altro che convinti della bontà di questo approccio. Sono preoccupati perché pensano che i politici, invece di investire denaro pubblico in progetti infrastrutturali di vitale importanza, utilizzerebbero i fondi per aumentare la loro popolarità nel breve termine. Inoltre, i cittadini sono stati sottoposti a troppe campagne intimidatorie sui pericoli del deficit per poter considerare con imparzialità un aumento della spesa pubblica.
Di conseguenza, ancora una volta sarà lasciato ai banchieri centrali il compito di escogitare nuovi modi per sostenere la crescita.
Quantitative Easing per le persone
In una lettera pubblicata sul Financial Times l'anno scorso, 19 economisti (tra cui David Graeber della London School of Economics, e l'australiano Steve Keen) hanno chiesto un programma di QE alternativo, soprannominato 'QE per le persone', attraverso cui distribuire denaro direttamente ai cittadini.
La loro tesi è che il QE convenzionale ha fatto poco per stimolare la crescita e l’occupazione, e non aveva senso iniettare più denaro nei mercati finanziari, dato che i tassi di interesse avevano già toccato il fondo.
Invece, il denaro fresco, stampato da parte delle banche centrali, potrebbe essere 'utilizzato per finanziare la spesa pubblica (come ad esempio investendo in progetti per infrastrutture tanto necessarie)'.
In alternativa, si potrebbe , ogni mese, dare soldi ai cittadini, che li potrebbero usare per pagare debiti o spenderli liberamente.
La campagna “QE per le persone 'sembra stia acquistando slancio, con i sostenitori che invitano a discuterne nel Parlamento Europeo.
Anche finanzieri importanti, come ad esempio Dalio della Bridgewater, ammettono che queste sono le uniche opzioni rimaste ai banchieri centrali.
Sebbene ritenga che sia troppo presto per conoscere le politiche che saranno adottate dalle banche centrali nella terza fase di stimolo monetario, Dalio dichiara: “possiamo dire che la gamma si estenderà dalle classiche politiche di coordinamento fiscali/monetarie (per le quali il debito per finanziare la spesa pubblica viene monetizzato) all’invio di denaro contante direttamente alle persone (ad esempio con “il denaro dall’elicottero”), e probabilmente la scelta cadrà tra questi due possibilità (ad esempio attraverso gli incentivi di spesa) '.
Anche se i critici sostengono che tali politiche creino iperinflazione, simile a quella della Repubblica di Weimar in Germania, i sostenitori del “denaro dall’elicottero”, dicono che un focolaio inflazionistico è improbabile in un'economia globalizzata, dominata da produttori di beni e servizi a basso costo. E si noti che in passato, molti degli stessi critici hanno sostenuto che le politiche di QE delle banche centrali avrebbe alimentato le pressioni sui prezzi, invece, l'inflazione è rimasta contenuta.
Ciò che è evidente è che, dal 2008, molte delle vecchie regole economiche non sono più applicabili. E che i banchieri centrali non avranno altra scelta che adottare politiche una volta impensabili, visto che l’economia globale stenta a crescere.