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giovedì 31 maggio 2012

Laboratorio Napoli: le mie proposte per il lungomare liberato

Si è svolto ieri, 30 maggio 2012, il primo incontro "operativo" del Laboratorio Napoli, lo strumento di democrazia partecipativa messo a punto dalla giunta de Magistris. Si è discusso del lungomare pedonalizzato e delle possibili soluzioni da adottare affinchè i cittadini (e non solo) possano riappropriarsi a pieno degli spazi liberati dalle auto.
Di seguito una sintesi del mio intervento.


La pedonalizzazione del lungomare “Caracciolo” ha restituito alla città quasi 2 km di costa liberandolo dalle auto. Per far si che i cittadini si riapproprino pienamente di questi spazi,  è necessario che l’Amministrazione intervenga per creare delle “fonti” di attrazione che possibilmente si traducano anche in “fonti” di crescita e sviluppo. Quale politica adottare nel pensare e scegliere le soluzioni? A mio avviso, è opportuno  che gli interventi siano tali da fondere insieme diversi aspetti:  culturale, sociale, turistico e commerciale.
La mia proposta riguarda la parte di lungomare che va dal circolo del tennis fino a piazza Vittoria (vedi figura) e prevede la creazione di due macro aree, una destinata ad attività mercatali (in arancione) e l’altra ad attività ludico-sportive (in blue).
Alcune di queste proposte possono e a mio avviso dovrebbero essere attuate anche in altri spazi pubblici poco o per niente utilizzati omogeneamente presenti in tutta la città.


Spazi di attività ludico-sportive
Lo sport, se pensato come una funzione rilevante della qualità e della vivibilità delle nostre città, può contribuire anche alla riappropriazione dello spazio pubblico da parte dei cittadini, favorendone al contempo la salute ed il benessere e ricostruendo un legame più stretto con i luoghi e con il territorio.
Lo sport, infatti, è una sfera dell’attività umana che interessa tutti i cittadini e ha un potenziale enorme di riunire e raggiungere tutti, indipendentemente dall’età o dall’origine sociale. Oltre a migliorare la salute dei cittadini, lo sport ha una dimensione educativa e svolge un ruolo sociale, culturale e ricreativo e può essere quindi un importante fattore di sviluppo per le società.
A mio avviso, parlo da sportivo “indipendente”, una sfida di grande interesse sta nella possibilità di ripensare/riguardare l’utilizzo e la fruizione che si da degli spazi pubblici a partire  dalla pratica sportiva spontanea all’aperto (ovvero in assenza di impianti sportivi dedicati e codificati).

La realizzazione di tali spazi, liberi e non a pagamento, in una zona ad alta densità abitativa e urbanizzazione, come quella di Chiaia e San Ferdinando, permetterebbe ai residenti (e non solo) di avere una “valvola di sfogo” a portata di mano a costo zero (si pensi ai tanti bambini che giocano per strada), favorendo così un avvicinamento allo sport delle fasce meno abbienti.
Si potrebbero realizzare:
§  campi di basket;
§  campi di pallavolo e di beach volley;
§  campi di bocce;
§  pista da skateboard;
§  campi di calcetto;
§  campi da tennis/racchettoni;
§  spazi per la street gym o urban training;
§  …….

Spazi di attività mercatali (spazio antistante rotonda Diaz)

L’idea è realizzare un’area mercatale con stand/gazebo fissi (dotati di tutti i servizi necessari) ma con venditori che variano durante la giornata e la settimana.
Il venditore, munito di regolare licenza Comunale (ottenuta pagando una certa tariffa), potrà parcheggiare il suo furgone/auto nell’adiacente parcheggio Dhorn (dove magari saranno istituite aree di sosta, a pagamento, dedicate) ed allestire comodamente lo stand con la sua merce. A fine turno/giornata, provvederà a lasciare libero lo stand/gazebo.
Naturalmente gli stand devono essere esteticamente, architettonicamente ed ecologicamente compatibili con il luogo. Si potrebbero, quindi ospitare a giorni ed orari alterni:
·         Mercatini dell’usato e del baratto;
·         Mercatini di prodotti a km zero e alla spina (alimentari e non);
·         Mercatini di prodotti artigianali (ceramiche, bigiotteria, ecc.);
·         Mercatini dell’antiquariato (che già si svolge in maniera confusionaria in zona);
·         Mercatini etnici;
·         ........
L’alternarsi dei vari mercatini nel corso della giornata deve essere organizzato in modo tale da attrarre il maggior numero di cittadini possibile quindi occorre far coincidere gli orari con quelli dei potenziali utenti (ad esempio la mattina potrebbe andarci il mercatino del Km zero per le casalinghe, nel pomeriggio fino a sera il mercatino etnico per i giovani ed i turisti).
La creazione di tali spazi, legati sia all'indotto del turismo che del commercio, potrebbe essere  in grado di generare una nuova domanda di lavoro. Potrebbe, inoltre, conferire un nuovo decoro alla piazza e ad introdurre un nuovo importante fattore di attrazione dando impulso anche a nuovi trend turistici.
La realizzazione di nuove piazze pubbliche trasforma un'area quasi inutilizzata e abbandonata a se stessa, in nuovi luoghi d'incontro, di scambio, di socialità e di commercio per tutta la cittadinanza, nella direzione di una maggiore parità ed equità ed inclusione sociale.
Sorveglianza, illuminazione, Wifi e servizi vari
Per entrambi gli spazi di attività sarebbe opportuno provvedere a:
  • installare un impianto di Videosorveglianza (bastano tre telecamere, con visione notturna a 360°, collegate ad una sala controllo);
  • installare un impianto di ‘illuminazione adeguato per l’uso anche in ore notturne;
  • destinare due vigili, in bici o in segway, al controllo dell’intera area ed in contatto costante con la sala controllo;
  • Wifi gratuito su tutto il lungomare;
  • Trenino elettrico (tipo quello per le visite negli zoo) che percorra nei due sensi la parte pedonalizzata. L’acquisto può essere sponsorizzato da qualche grande azienda e la gestione affidata ai ristoratori/commercianti della zona;
  • Servizi igienici e di raccolta rifiuti;
  • Panchine e fioriere.