Si è svolto ieri, 30 maggio 2012, il primo incontro "operativo" del Laboratorio Napoli, lo strumento di democrazia partecipativa messo a punto dalla giunta de Magistris. Si è discusso del lungomare pedonalizzato e delle possibili soluzioni da adottare affinchè i cittadini (e non solo) possano riappropriarsi a pieno degli spazi liberati dalle auto.
Di seguito una sintesi del mio intervento.La pedonalizzazione del lungomare “Caracciolo” ha restituito alla città quasi 2 km di costa liberandolo dalle auto. Per far si che i cittadini si riapproprino pienamente di questi spazi, è necessario che l’Amministrazione intervenga per creare delle “fonti” di attrazione che possibilmente si traducano anche in “fonti” di crescita e sviluppo. Quale politica adottare nel pensare e scegliere le soluzioni? A mio avviso, è opportuno che gli interventi siano tali da fondere insieme diversi aspetti: culturale, sociale, turistico e commerciale.
La
mia proposta riguarda la parte di lungomare che va dal circolo del tennis fino
a piazza Vittoria (vedi figura) e prevede la creazione di due macro aree,
una destinata ad attività mercatali (in arancione) e l’altra ad attività ludico-sportive (in blue).
Alcune
di queste proposte possono e a mio avviso dovrebbero essere attuate anche in
altri spazi pubblici poco o per niente utilizzati omogeneamente presenti in tutta la città.
Spazi di attività ludico-sportive
Lo
sport, se pensato come una funzione rilevante della qualità e della vivibilità
delle nostre città, può contribuire anche alla riappropriazione dello spazio
pubblico da parte dei cittadini, favorendone al contempo la salute ed il
benessere e ricostruendo un legame più stretto con i luoghi e con il
territorio.
Lo
sport, infatti, è una sfera dell’attività umana che interessa tutti i cittadini
e ha un potenziale enorme di riunire e raggiungere tutti, indipendentemente
dall’età o dall’origine sociale. Oltre a migliorare la salute dei cittadini, lo
sport ha una dimensione educativa e svolge un ruolo sociale, culturale e
ricreativo e può essere quindi un importante fattore di sviluppo per le
società.
A
mio avviso, parlo da sportivo “indipendente”, una sfida di grande interesse sta
nella possibilità di ripensare/riguardare l’utilizzo e la fruizione che si da
degli spazi pubblici a partire dalla pratica
sportiva spontanea all’aperto (ovvero in assenza di impianti sportivi dedicati
e codificati).
La
realizzazione di tali spazi, liberi e non a pagamento, in una zona ad
alta densità abitativa e urbanizzazione, come quella di Chiaia e San
Ferdinando, permetterebbe ai residenti (e non solo) di avere una “valvola di
sfogo” a portata di mano a costo zero (si pensi ai tanti bambini che giocano
per strada), favorendo così un avvicinamento allo sport delle fasce meno
abbienti.
Si potrebbero realizzare:
Si potrebbero realizzare:
§
campi
di basket;
§
campi
di pallavolo e di beach volley;
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campi
di bocce;
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pista
da skateboard;
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campi
di calcetto;
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campi
da tennis/racchettoni;
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spazi
per la street gym o urban training;
§
…….
L’idea
è realizzare un’area mercatale con stand/gazebo fissi (dotati di tutti i
servizi necessari) ma con venditori che variano durante la giornata e la settimana.
Il
venditore, munito di regolare licenza Comunale (ottenuta pagando una certa
tariffa), potrà parcheggiare il suo furgone/auto nell’adiacente parcheggio
Dhorn (dove magari saranno istituite aree di sosta, a pagamento, dedicate) ed allestire
comodamente lo stand con la sua merce. A fine turno/giornata, provvederà a lasciare
libero lo stand/gazebo.
Naturalmente
gli stand devono essere esteticamente, architettonicamente ed ecologicamente
compatibili con il luogo. Si potrebbero, quindi ospitare a giorni ed orari alterni:
·
Mercatini
dell’usato e del baratto;
·
Mercatini
di prodotti a km zero e alla spina (alimentari e non);
·
Mercatini
di prodotti artigianali (ceramiche, bigiotteria, ecc.);
·
Mercatini
dell’antiquariato (che già si svolge in maniera confusionaria in zona);
·
Mercatini
etnici;
· ........
L’alternarsi
dei vari mercatini nel corso della giornata deve essere organizzato in modo
tale da attrarre il maggior numero di cittadini possibile quindi occorre far
coincidere gli orari con quelli dei potenziali utenti (ad esempio la mattina
potrebbe andarci il mercatino del Km zero per le casalinghe, nel pomeriggio
fino a sera il mercatino etnico per i giovani ed i turisti).
La
creazione di tali spazi, legati sia all'indotto del turismo che del commercio, potrebbe
essere in grado di generare una nuova domanda
di lavoro. Potrebbe, inoltre, conferire un nuovo decoro alla piazza e ad
introdurre un nuovo importante fattore di attrazione dando impulso anche a
nuovi trend turistici.
La
realizzazione di nuove piazze pubbliche trasforma un'area quasi inutilizzata e
abbandonata a se stessa, in nuovi luoghi d'incontro, di scambio, di socialità e
di commercio per tutta la cittadinanza, nella direzione di una maggiore parità
ed equità ed inclusione sociale.
Sorveglianza,
illuminazione, Wifi e servizi vari
Per
entrambi gli spazi di attività sarebbe opportuno provvedere a:
- installare un impianto di Videosorveglianza
(bastano tre telecamere, con visione notturna a 360°, collegate ad una
sala controllo);
- installare un impianto di ‘illuminazione
adeguato per l’uso anche in ore notturne;
- destinare due vigili, in bici o in segway, al
controllo dell’intera area ed in contatto costante con la sala controllo;
- Wifi gratuito su tutto il lungomare;
- Trenino elettrico (tipo quello per le visite
negli zoo) che percorra nei due sensi la parte pedonalizzata. L’acquisto
può essere sponsorizzato da qualche grande azienda e la gestione affidata
ai ristoratori/commercianti della zona;
- Servizi igienici e di raccolta rifiuti;
- Panchine e fioriere.