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lunedì 3 giugno 2013

La spesa pubblica non è il problema!

Nello scorso febbraio, osservando dei dati Eurostat elaborati dal Politecnico di Milano, ho avanzato una tesi: in Italia non si spende troppo, si spende male. Su "Il Sole 24 ORE" di oggi, il prof. Riccardo Realfonzo, oltre ad avvalorare quanto da me sostenuto, ci dice che il nostro debito non dipende dall'eccesso di spesa ma bensì dalle distorsioni del meccanismo delle entrate, nella scarsa competitività dell'apparato produttivo, nell'insufficienza della domanda aggregata e io ci aggiungerei nell'incapacità e disonestà delle nostre classi dirigenti! Lasciate perdere l'austerità e i "Chigago Boys", ci riduranno alla fame!
"Non bisogna dunque stupirsi che la spesa pubblica italiana annua per cittadino, al netto degli interessi, sia inferiore di oltre 2mila euro rispetto alla spesa media dell'area euro e della Germania, e di ben 4.500 euro rispetto alla Francia. E persino considerando gli interessi sul debito, che - come è ben noto - restano più alti di quelli tedeschi e francesi, la spesa pubblica pro capite italiana è inferiore di circa 1.800 euro alla media europea. Da tutto ciò consegue che, diversamente da quanto spesso si crede, il problema del debito pubblico italiano non deriva da un "eccesso" di spesa statale. Per questo, concentrarsi sul modo in cui tagliare la spesa pubblica al fine di abbattere il disavanzo e il debito pubblico rischia di lasciare pericolosamente nell'ombra le cause di fondo dei problemi italiani, che riposano nelle distorsioni del meccanismo delle entrate, nella scarsa competitività del nostro apparato produttivo,  nell'insufficienza della domanda aggregata. Solo una politica economica che si ponesse obiettivi lungimiranti di sviluppo potrebbe ambire anche a risolvere il problema del debito pubblico."

giovedì 14 febbraio 2013

L'Europa neoliberista ammette le sue colpe?!?!

Olli Rehn
In una lettera inviata ai ministri delle finanze dei paesi dell'unione, il vicepresidente della Commissione Europea nonché commissario per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, comunica che, per i paesi in difficoltà, sarà possibile prolungare i tempi fissati per raggiungere il pareggio di bilancio. Le motivazioni? Continuare con la politica del "rigore" potrebbe aggravare pesantemente la situazione di crisi in cui ci troviamo. Rehn usa il condizionale ma subito dopo nella lettera riconosce che l'ipotesi è di fatto una realtà: il debito nella Ue, è passato dal 60% del Pil prima della crisi al 90% di adesso, ed è «ampiamente riconosciuto» che oltre quel livello «ha effetti negativi sul dinamismo economico che si traduce in un abbassamento della crescita per molti anni».
La verità è che, come ho scritto in tanti post precedenti ( vedi qui, qui, qui e qui), molti economisti premi nobel (Krugman, Stiglitz, ecc...) e non solo lo stanno sostenendo da tempo: l'austerity in tempi di recessione è un vero e proprio suicidio! Purtroppo la politica economica europea è "dettata" da economisti neoliberisti, non so fino a che punto indipendenti, convinti del fatto che il mercato è capace di regolarsi da solo e che la crisi è stata determinata dal fatto che "abbiamo vissuto per troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità". Per questo la soluzione al problema, basata su modelli matematici errati, è stata punire tutti i "cattivoni" con politiche di rigore e austerità. Botte da orbi su Grecia, Portogallo, Spagna e Italia. Ma ieri il premier francese Jean-Marc Ayrault, intervistato dall'emittente televisiva France 3 ha confermato - la notizia era già stata anticipata - che la Francia non riuscirà a riportare il deficit sotto il 3% del Pil nel 2013.
Oh cielo, non solo i "cattivoni" sono in difficoltà allora? Vuoi vedere che stiamo sbagliando tutto? (Secondo me, invece, è: cavoli ci hanno scoperto, non possiamo più negare l'evidenza).
Del resto, sempre nella giornata di ieri in un discorso al Congresso, Obama confermava la sua intenzione di voler procedere nella direzione della crescita anche adottando politiche di espansione monetaria (Debito).  Qualche settimana fa, lo stesso Giappone annunciava una nuova strategia economica orientata alla crescita, basata pesantemente sull'emissione di nuova moneta (Debito).
Ricordo che, grazie a Berlusconi e Tremonti,  l'Italia si era impegnata, nell'agosto del 2011, a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. I due geni di cui sopra, pur di non mollare le poltrone di un governo ormai sfiduciato, ebbero addirittura "l'ardire" di anticipare tale data, inizialmente fissata come per la Francia al 2014. Come alcuni giornali hanno riportato, ciò ci avrebbe probabilmente costretto (a questo punto il condizionale è d'obbligo vista la lettera di Rehn) ad una manovra aggiuntiva nel 2013 di circa 7 miliardi di euro. Ebbene oggi i due geni hanno ancora il coraggio di proporsi di nuovo alla guida del paese.
Ma torniamo a noi. La presa di coscienza dell'Unione Europea, che naturalmente non sarà considerata tale dai fanatici dei tagli e del "rigor Montis", ci consentirà nei prossimi mesi di avere un pò di respiro. Il nuovo Governo, a patto che vi sia stabilità, molto probabilmente, ricorrerà a tale possibilità allentando la "morsa" del fiscal compact che come sappiamo impedisce alle Amministrazioni Pubbliche di spendere anche per investimenti produttivi. Un pò di spesa ci darà un pò di ossigeno. Basterà? Assolutamente no! Occorre cambiare radicalmente la politica economica dell'UE (sono sempre gli economisti premi nobel che lo sostengono non io)! Per chi ha tempo e voglia, allego un filmato di 30 minuti in cui il premio Nobel Stiglitz dà una lezione a Monti sul tema. L'argomento è trattato in maniera semplice, quindi anche i non esperti in economia possono comprendere!
NOTA IMPORTANTE La mia non è una critica all'Istituzione Europa (sono un convinto europeista anche se ci sono parecchie cose da migliorare, unità fiscale e politica in primis) ma bensì alla politica economica adottata finora, "frutto" del "pensiero" dominante (in quanto maggioritario) del partito popolare europeo (PPE), in cui siedono non solo la Merkel ma anche Berlusconi, Casini e Monti. C'è bisogno di un'Europa socialdemocratica per cambiare le cose, per questo voterò Bersani!!!!!


giovedì 11 agosto 2011

QUESTO DEBITO NON E’ MIO E NON LO VOGLIO PAGARE!

E’ stata da poco approvata la manovra finanziaria 2011 che mette pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini, a breve e lungo termine. Le associazioni dei consumatori e la Cigl hanno stimato il costo della manovra economica per gli italiani. Sembra che ogni italiano pagherà dai 1200 ai 1800 euro annui a seguito dei cambiamenti imposti. In verità, c’è un balletto in corso sulle cifre, ognuno ne spara di diverse. Sta di fatto che questa è l’ennesima manovra che colpisce i redditi medio - bassi, ossia la maggior parte degli Italiani onesti che paga le tasse. I Ricchi piangono solo nelle telenovelas, la realtà è ben altra cosa.
La manovra è stata approvata in tempi record dai due rami del Parlamento come richiesto dal Capo dello Stato. Le opposizioni, pur dichiarandosi nettamente contro, hanno, infatti, permesso che l’iter si svolgesse in una sola settimana invece che nelle solite tre (il Governo aveva posto la fiducia, tanto per non cambiare).  “L’abbiamo fatto per l’Italia aggredita dai mercati, per non aggiungere due settimane di confusione ed una situazione già confusa e drammatica, sapendo che la confusione finisce sempre per scaricarsi sui più deboli.” Parole di Bersani (http://www.pdforlimpopoli.it/?p=369).
“Abbiamo l'Europa al nostro fianco e possiamo contare su innegabili punti di forza. Il governo è stabile e forte, la maggioranza è coesa e determinata.  Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione.  La nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali”. Parole, Barzellette, Allucinazioni, Invenzioni, che solitamente il nostro presidente del consiglio utilizza per farsi bello con le ospiti di Villa Certosa e per tenere buono il popolo “pecorone” italiano. (http://www.clubdellaliberta.it/index.php?pagina=articolo&idarticolo=3140). Stavolta le propina al mondo intero.
Peccato che il mondo intero, almeno quella parte che ha fatto del liberismo economico la propria religione, non crede alle favole e non ama le barzellette. Del resto, non bisognava essere delle volpi per capire che questa finanziaria era un bluff, un’ulteriore rapina agli Italiani onesti che non risolveva, ma semplicemente rimandava il grave problema del pareggio di bilancio al 2014, cioè alla prossima legislatura.
Risultato? Le BORSE COLANO A PICCO. La BCE (banca centrale europea) interviene per salvare l’Italia dalla “bancarotta”, ma “chiede” (in realtà pone un vero e proprio ultimatum) al governo Italiano interventi seri, a tutto campo, per risanare i “conti pubblici” tra cui l’anticipo del pareggio di Bilancio al 2013.
Siamo di nuovo punto e a capo, le lacrime ed il sangue richiesti agli Italiani onesti a fine luglio non bastano. Ebbene, “cari” “Onorevoli”, di maggioranza e opposizione, le nostre lacrime ed il nostro sangue si sono esauriti. QUESTO DEBITO NON E’ NOSTRO E NON SPETTA A NOI PAGARLO!
Andate a prendere gli evasori, grandi e “piccoli”, alle Isole Cayman, a Panama, negli studi professionali (medici, avvocati, notai, commercialisti, ecc), nelle attività commerciali, ecc. Toglieteli alle mafie, stanate i falsi invalidi, chiedeteli alle banche, riducete i costi della politica, diminuite il numero dei parlamentari, accorpate le provincie. Chiedete sacrifici a chi è più ricco, senza criminalizzare quelli che onestamente sono riusciti a diventarlo. Andate da chi ha macchine, barche e case lussuosissime. Insomma avete mille modi per agire, ma non venite sempre dagli stessi. Pensionati e lavoratori dipendenti, a medio e basso reddito, hanno già abbondantemente dato dal dopoguerra ad oggi e non sono loro che hanno prodotto questo debito. BASTAAAAAAAA!
Siamo ridotti al limite della sopportazione e c’è il serio rischio, in questo paese, che le lacrime ed il sangue scorrano sul serio.
FATE SUBITO QUESTA MANOVRA E POI DIMETTETEVI TUTTI. VOGLIAMO NUOVE ELEZIONI.
Ho creato una pagina facebook per far sentire la voce di chi la pensa come me: http://www.facebook.com/pages/QUESTO-DEBITO-NON-E-MIO-E-NON-LO-VOGLIO-PAGARE/244360818928944?sk=wall