“La sindrome
di Stoccolma è una condizione
psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare
sentimenti positivi (talvolta giungendo all'innamoramento) nei confronti del
proprio sequestratore. Non è considerata una patologia ma piuttosto uno stato
psicologico. Accade che la vittima percepisce che non ha più il controllo della
propria vita e che la propria incolumità dipende totalmente da un’altra
persona. Scattano allora dei meccanismi di difesa inconsci che portano a
sviluppare un attaccamento affettivo nei confronti del carnefice nella
convinzione di evitare così la morte. Un altro meccanismo di difesa è
l’identificazione col proprio carnefice. Il conflitto tra la non libertà e la
dipendenza da una persona pericolosa per la propria sopravvivenza viene
appianato dalla mente portando la vittima a capire e a condividere le
motivazioni del carceriere. A questo punto è in grado di sopportare anche le
violenze perché vengono ritenute supportate da valide motivazioni.
La sindrome deve il suo nome al furto alla
"Kreditbanken" di Stoccolma del 1973 durante il quale alcuni
dipendenti della banca furono tenuti in ostaggio dai rapinatori per sei giorni.
Le vittime provarono una forma di attaccamento emotivo verso i banditi fino a
giungere al punto, una volta liberati, di prenderne le difese e richiedere per
loro la clemenza alle autorità.”
Alcuni mesi fa, ero alla ricerca di non ricordo
cosa su Internet e mi sono imbattuto in questa “simpatica” sindrome di cui
ignoravo l’esistenza. Il parallelo con la situazione di crisi che stiamo
vivendo e con i personaggi che dominano le scene politico-economiche italiane
ed europee è venuto naturale.
Subito sono riuscito ad individuare con
precisione le vittime ed il carnefice principali, ossia le fasce di popolazione
più deboli di mezza Europa ed il neoliberismo. Nel mezzo c’è
una catena fatta di burattinai e burattini che a loro volta sono burattinai di
altri burattini e così via fino ad arrivare alla “povera” gente che non è
burattinaia nemmeno di se stessa.
La situazione è da tempo diventata insostenibile,
è necessario uscire da questo stato psicologico cominciando a tagliare i fili
per rimpadronirsi della propria esistenza.

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