Pagine

Visualizzazione post con etichetta Monti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Monti. Mostra tutti i post

venerdì 28 giugno 2013

E' una goccia nell'oceano

Lasciate perdere il democristiano ottimismo di Enrico Letta che commenta con una certa soddisfazione i risultati ottenuti al vertice del Consiglio Europeo. A ricondurci alla realtà è un tweet del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, nel quale ci dice che i fondi stanziati per l'occupazione giovanile sono solo una goccia nell'oceano!


Infatti, guardando le cifre nel dettaglio, ci si rende conto che i benefici ottenuti sono veramente miseri se rapportati alla dimensione del problema.
A febbraio 2013 era stato già deciso di riservare un fondo (Youth Guarantee) di sei miliardi di euro, da utilizzare tra 2014-2020 (1 miliardo all'anno) per incrementare l’occupazione giovanile nei 28 Stati Membri. Con il vertice di ieri si è deciso che il fondo di 6 miliardi potrà essere utilizzato interamente nel biennio 2014-2016 ed in più sono stati aggiunti altri 2 miliardi da spendere dopo il 2015.
In sostanza, facendo un confronto tra le diverse notizie riportate dai giornali, l'Italia potrà usufruire nel biennio 2014-2016 di circa 500 milioni e di altri 300 circa tra il 2016-2020 (qualcuno parla di 1,5 miliardi complessivi nel periodo 2014-2020 con il maggior impiego nei primi due anni). Le modalità d'impiego e le quantità non sono ancora chiarissime.
I fondi serviranno ad offrire ai giovani con meno di 25 anni un lavoro, uno stage o un periodo di apprendistato entro quattro mesi dalla fine del periodo di studi o dalla data di licenziamento.
E' facile capire come questi interventi, anche quando condotti con la massima efficacia, siano assolutamente insufficienti anche solo per cominciare ad "aggredire" il problema disoccupazione. Qui un'analisi interessante di Peter Schwarz.
 Ma poi continuo a chiedermi: se non c'è domanda di bene e servizi, perché mai un'azienda dovrebbe, anche con incentivi, assumere giovani? A chi venderebbe il maggior numero di prodotti? Serve ridurre il cuneo fiscale!
Il bilancio europeo 2014-2020 nel suo complesso resta inchiodato al rigore, all'austerità e al consolidamento fiscale nonostante il quadro economico si faccia sempre più disastroso. 
Serve invertire la rotta ed adottare politiche di bilancio espansive, l'austerità ci ammazzerà tutti (ha già cominciato con i più "deboli"). Per far questo  abbiamo bisogno di leader coraggiosi e convintamente anti-austerità. Letta , a mio avviso, non lo è! Ricordate il bigliettino con il quale si metteva al servizio di Mario Monti neo-eletto presidente del Consiglio? Terminava con queste parole: "Per ora mi sembra tutto un miracolo. E allora i miracoli esistono! Enrico"







venerdì 1 marzo 2013

I Tecnici non ne hanno azzeccata una!

Ancora oggi, in Italia e nel mondo, ci sono persone convinte che il prof. Monti, con i suoi tecnici, abbia salvato il paese! Tutti i dati macroeconomici, tranne lo spread, dicono esattamente il contrario. Ma c'è di più, dopo i conti sbagliati della Fornero sugli "esodati", oggi il sottosegretario all'economia, Gianfranco Polillo, ci dice che hanno sbagliato a fare i conti anche sull'IMU. C'è stato un extra-gettito non previsto di 4 miliardi di euro, per cui la proposta di Berlusconi di restituirla non è del tutto sbagliata.
Pensando alle parole di Monti del dicembre scorso: «Se si toglie l'IMU, tra un anno si dovrà rimettere doppia», la mia idea che questi signori non hanno capito nulla si rafforza sempre di più.
L'abbraccio del PD a Monti è stato determinante, a mio avviso, per la sconfitta! I montiani del PD non lo ammetteranno mai!


domenica 24 febbraio 2013

La coerenza della Innocenzi


Stamattina Giulia Innocenzi pubblica sul suo profilo facebook la seguente dichiarazione di voto:
"Il mio voto: RIVOLUZIONE CIVILE alla Camera e AMNISTIA GIUSTIZIA E LIBERTÀ (Radicali) al Senato. Perché Rivoluzione Civile:
1. Il vero voto utile: è sul filo del quorum, ogni voto e' prezioso
Giulia Innocenzi candidata nel 2008
 a segretario dei Giovani Democratici del PD
2. Con un Pd alleato con Monti, saranno gli unici a battersi contro il fiscal compact, che dice che dovremo ridurre il nostro debito pubblico di 50 miliardi di euro l'anno (e come se non con manovre lacrime e sangue?) e favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere
3. Con il mega successo di Grillo, ho paura che Bersani non solo si alleerà con Monti, ma anche con Berlusconi. Una maggioranza così è destinata a durare poco, ma intanto la rabbia nel paese avrà raggiunto livelli ingestibili. La lista di Ingroia, invece, potrebbe collaborare e forse allearsi col Pd
4. Sono candidate persone di livello: insieme a Ingroia ci sarà Ilaria Cucchi, che si batterà per l'introduzione della legge contro la tortura, Sandro Ruotolo, che ha già detto che la priorità sarà la lotta alla mafia, e Giovanni Favia, capolista nella mia Emilia-Romagna, dove in Consiglio Regionale ha portato a casa ottimi risultati (vedi cancellazione vitalizi) ma che è stato ingiustamente espulso dall'M5S.
Perché Aministia Giustizia Libertà:
1. Il premio di maggioranza nella mia regione andrà sicuramente al Pd, quindi sono libera di dare il voto a chi voglio senza pensare che sto facendo un regalo a Berlusconi
2. Volevo votare Fare per Fermare il Declino, sia per il loro programma che avrebbe liberato l'economia dalla politica sia per la gente candidata - economisti preparatissimi e piccoli imprenditori che non hanno santi in Paradiso. Il problema del nostro paese e' anche che non abbiamo mai avuto una forza propriamente liberale, e oggi ci troviamo con un'economia corporativa e di poteri forti. Li avrei votati anche dopo lo scandalo master - lauree - zecchino d'oro, ma penso che Giannino abbia sbagliato. Dalla Bignardi ha detto che se eletto avrebbe rimesso il seggio nelle mani del partito, che sicuramente glielo riconfermerebbe, visto che non voleva neanche farlo dimettere da Presidente. Per dare veramente l'esempio avrebbe dovuto garantire una dimissione sicura senza se e senza ma
3. I Radicali mi hanno fatto arrabbiare più volte: dal taxi con Storace alla critica alla partitocrazia, quando comunque liste elettorali e soldi sono e resteranno nelle mani di Pannella. Ma le loro battaglie, la loro tenacia e la loro preparazione, più la loro storia che conferma tutto ciò, sono unici e inarrivabili in Italia, ed è per questo che anche questa volta confermerò a loro il voto (anche se so che non hanno speranza, soprattutto al Senato. Ma il voto e' anche testimonianza e io idealmente sono e resto Radicale).
BUON VOTO A TUTTI, L'IMPORTANTE E' NON LASCIARE SCEGLIERE AGLI ALTRI PER NOI!"
Sebbene non mi piaccia molto come giornalista, la seguo sui social. Premetto che rispetto il pensiero di tutti ma trovo che nelle sue parole vi sia o grande incoerenza o profonda ignoranza. Voglio sperare, visto che lei fa giornalismo politico, che si tratti di incoerenza.
Leggo che alla camera voterà Rivoluzione Civile perchè: "Con un Pd alleato con Monti, saranno gli unici a battersi contro il fiscal compact, che dice che dovremo ridurre il nostro debito pubblico di 50 miliardi di euro l'anno (e come se non con manovre lacrime e sangue?) ..." 
Beh fin qui ci può stare. Poi più avanti dice che al Senato voterà AGL anche se: "Volevo votare Fare per Fermare il Declino, sia per il loro programma che avrebbe liberato l'economia dalla politica sia per la gente candidata - economisti preparatissimi e piccoli imprenditori che non hanno santi in Paradiso. Il problema del nostro paese e' anche che non abbiamo mai avuto una forza propriamente liberale, e oggi ci troviamo con un'economia corporativa e di poteri forti."
Ma la Innocenzi ha letto il programma di Fare per Fermare il Declino? Ha capito che si tratta di un programma liberale di destra per non dire neoliberista e che è molto simile a quello di Monti? Rispettabilissimo per carità, ma la parte di politica economica è sviluppata partendo dal presupposto che il fiscal compact non si cambia, vengono infatti proposte "ricette" per ridurre il debito pubblico e favorire la crescita ma sempre restando nei parametri stabiliti dal trattato di Mastricth.
Insomma sia dal punto di vista della politica economica sia del Welfare (vedi ad esempio reddito di cittadinanza) Rivoluzione Civile e Fare per fermare il declino sono nettamente antiteci, inconciliabili e incompatibili. Praticamente la Innocenzi vorrebbe l'ingovernabilità?
Incoerenza o ignoranza?

...qualche giorno dopo aspettando lo spoglio....


...ha dimenticato di aver votato rivoluzione civile alla camera,  quindi se avesse vinto Berlusconi sarebbe stato anche grazie a lei....



venerdì 22 febbraio 2013

Le BALLE della Commissione Europea

Sono state pubblicate oggi, dalla Commissione Europea,  le previsioni invernali sull'andamento dell'economia europea 2012-2014. La situazione è in continuo peggioramento, anche se nel comunicato si cerca in tutti i modi di addolcire la pillola. Le previsioni di crescita per il 2013 sono state nuovamente riviste al ribasso. In particolare, in Italia si prevede un calo del PIL del 1% (rispetto al 2012) a fronte dello 0,5% della precedente stima (7-Nov-2012). ANCORA RECESSIONE o meglio DEPRESSIONE.
Voi direte: "va bene, il modello utilizzato per il calcolo non è perfetto al 100% quindi, un errore ci può stare." Sono andato perciò a guardare i rapporti della Commissione Europea dal Novembre 2011 ad oggi ed ho riportato i dati previsionali (Italia, area euro ed Europa) nella seguente tabella.

Previsioni variazione PIL della Commissione Europea

Applicandosi un minuto, ci si accorge facilmente che gli errori sono sistematici!
Consideriamo, ad esempio, la prima riga (PIL Ita 2012), che riporta le previsioni sul PIL italiano per il 2012 rispetto a quello del 2011. A novembre 2011, si prevedeva una variazione pari a +0,1%; a febbraio 2012 la variazione è stata rivista al ribasso -1,3%; a Maggio 2012 ancora più giù, -1,4%; a Novembre 2012, -2,3%. A Febbraio 2013, il valore calcolato della variazione è di -2,2% (in rosso). PREVISIONI ERRATE!
Lo stesso si ha per il PIL 2012 area euro e Europa. La dinamica si sta ripetendo anche per le previsioni 2013.
Un non esperto in materia a questo punto direbbe: "forse c'è qualcosa che non va in questi modelli". In realtà, economisti esperti, quali Blanchard e Leigh (Fondo Monetario Internazionale), in uno studio pubblicato il mese scorso, hanno dimostrato che i modelli matematici alla base della politica di austerità europea sono sbagliati, confermando quanto economisti premi nobel (Krugman, Stiglitz et al.) sostenevano da tempo e da me riportato in molti precedenti post.
Brutte notizie sono previste (sempre nel comunicato) anche sulla disoccupazione: nel 2013 in Italia si attesterà all'11,6% e continuerà a crescere nel 2014, per arrivare al 12%. Le stime sulla disoccupazione non sono negative solo per il nostro Paese, ma per tutta la zona euro e, considerati gli errori sul calcolo previsionale del PIL, c'è da attendersi una situazione ancora peggiore!
E' "AUSTERICIDIO" (e a questo punto) DOLOSO!
Chi legge a questo punto si chiederà: "come'è possibile che accada tutto ciò? Perchè la Commissione Europea, i politici e i capi di stato lo stanno permettendo?"
Dal mio punto di vista (frutto dello studio di analisi svolte da esperti in materia) i motivi sono diversi:
  1. Gli economisti "responsabili" della politica economica europea sono neoliberisti, per loro il mercato è capace di regolarsi da solo; se siamo in questa situazione è perchè abbiamo vissuto troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità (vero solo in piccolissima parte, la crisi è stata determinate dalla bolla immobiliare Statunitense del 2008 propagatasi in Europa "grazie" agli speculatori finanziari e alle banche).
  2. In Europa la forza politica dominante è il partito popolare europeo (PPE), per capirci quello della Merkel ma anche di Monti, Berlusconi e Casini. La Germania inizialmente ci ha guadagnato in questa situazione ma adesso la sua economia comincia a frenare anche se, per il momento, i "meno" non ci sono nei dati macroeconomici (questione di tempo).
  3. Ammettere che si sta sbagliando significherebbe dover ammettere che le teorie neoliberiste sono fallimentari e dover rivedere totalmente i parametri del Fiscal Compact e quindi il pareggio di bilancio in Costituzione.
  4. In questa situazione la gente comune si sta impoverendo ma l'1% sta diventando sempre più ricco. Io non ci giurerei sull'indipendenza degli economisti che stanno dettando la politica di austerity.
Fino a quando si proseguirà su questa strada? Quante persone dovranno ancora essere ridotte alla fame o spinte al suicidio?
Io spero in una schiacciante vittoria del centro-sinistra (sebbene gli riconosca diverse  colpe) alle prossime elezioni, in modo da avere un governo stabile e totalmente indipendente dal rigor Montis e da mister Bunga Bunga.
Bersani, Hollande e gli altri capi di stato dei paesi in difficoltà potranno fare grosse pressioni sulla Merkel (sperando che a novembre perda le sue elezioni) e riuscire ad invertire la rotta dell'Austerità.
E' necessario rivedere il fiscal compact, se non si fa debito per investire in spesa produttiva (seria e sana) non  ne usciremo mai o al massimo ne usciremo tra dieci anni avendo "bruciato" più di una generazione!


giovedì 14 febbraio 2013

L'Europa neoliberista ammette le sue colpe?!?!

Olli Rehn
In una lettera inviata ai ministri delle finanze dei paesi dell'unione, il vicepresidente della Commissione Europea nonché commissario per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, comunica che, per i paesi in difficoltà, sarà possibile prolungare i tempi fissati per raggiungere il pareggio di bilancio. Le motivazioni? Continuare con la politica del "rigore" potrebbe aggravare pesantemente la situazione di crisi in cui ci troviamo. Rehn usa il condizionale ma subito dopo nella lettera riconosce che l'ipotesi è di fatto una realtà: il debito nella Ue, è passato dal 60% del Pil prima della crisi al 90% di adesso, ed è «ampiamente riconosciuto» che oltre quel livello «ha effetti negativi sul dinamismo economico che si traduce in un abbassamento della crescita per molti anni».
La verità è che, come ho scritto in tanti post precedenti ( vedi qui, qui, qui e qui), molti economisti premi nobel (Krugman, Stiglitz, ecc...) e non solo lo stanno sostenendo da tempo: l'austerity in tempi di recessione è un vero e proprio suicidio! Purtroppo la politica economica europea è "dettata" da economisti neoliberisti, non so fino a che punto indipendenti, convinti del fatto che il mercato è capace di regolarsi da solo e che la crisi è stata determinata dal fatto che "abbiamo vissuto per troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità". Per questo la soluzione al problema, basata su modelli matematici errati, è stata punire tutti i "cattivoni" con politiche di rigore e austerità. Botte da orbi su Grecia, Portogallo, Spagna e Italia. Ma ieri il premier francese Jean-Marc Ayrault, intervistato dall'emittente televisiva France 3 ha confermato - la notizia era già stata anticipata - che la Francia non riuscirà a riportare il deficit sotto il 3% del Pil nel 2013.
Oh cielo, non solo i "cattivoni" sono in difficoltà allora? Vuoi vedere che stiamo sbagliando tutto? (Secondo me, invece, è: cavoli ci hanno scoperto, non possiamo più negare l'evidenza).
Del resto, sempre nella giornata di ieri in un discorso al Congresso, Obama confermava la sua intenzione di voler procedere nella direzione della crescita anche adottando politiche di espansione monetaria (Debito).  Qualche settimana fa, lo stesso Giappone annunciava una nuova strategia economica orientata alla crescita, basata pesantemente sull'emissione di nuova moneta (Debito).
Ricordo che, grazie a Berlusconi e Tremonti,  l'Italia si era impegnata, nell'agosto del 2011, a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. I due geni di cui sopra, pur di non mollare le poltrone di un governo ormai sfiduciato, ebbero addirittura "l'ardire" di anticipare tale data, inizialmente fissata come per la Francia al 2014. Come alcuni giornali hanno riportato, ciò ci avrebbe probabilmente costretto (a questo punto il condizionale è d'obbligo vista la lettera di Rehn) ad una manovra aggiuntiva nel 2013 di circa 7 miliardi di euro. Ebbene oggi i due geni hanno ancora il coraggio di proporsi di nuovo alla guida del paese.
Ma torniamo a noi. La presa di coscienza dell'Unione Europea, che naturalmente non sarà considerata tale dai fanatici dei tagli e del "rigor Montis", ci consentirà nei prossimi mesi di avere un pò di respiro. Il nuovo Governo, a patto che vi sia stabilità, molto probabilmente, ricorrerà a tale possibilità allentando la "morsa" del fiscal compact che come sappiamo impedisce alle Amministrazioni Pubbliche di spendere anche per investimenti produttivi. Un pò di spesa ci darà un pò di ossigeno. Basterà? Assolutamente no! Occorre cambiare radicalmente la politica economica dell'UE (sono sempre gli economisti premi nobel che lo sostengono non io)! Per chi ha tempo e voglia, allego un filmato di 30 minuti in cui il premio Nobel Stiglitz dà una lezione a Monti sul tema. L'argomento è trattato in maniera semplice, quindi anche i non esperti in economia possono comprendere!
NOTA IMPORTANTE La mia non è una critica all'Istituzione Europa (sono un convinto europeista anche se ci sono parecchie cose da migliorare, unità fiscale e politica in primis) ma bensì alla politica economica adottata finora, "frutto" del "pensiero" dominante (in quanto maggioritario) del partito popolare europeo (PPE), in cui siedono non solo la Merkel ma anche Berlusconi, Casini e Monti. C'è bisogno di un'Europa socialdemocratica per cambiare le cose, per questo voterò Bersani!!!!!


mercoledì 3 ottobre 2012

Rigore e tasse, una terapia costosa e inefficace!

Molti economisti, tra cui il keynesiano Krugman (premio nobel per l'economia nel 2008), da tempo ormai continuano a dirci che l'austerità europea e quindi anche quella Montiana è pura follia.
Ieri si è aggiunta al coro anche la Corte dei Conti che, in un'audizione sul rapporto di economia e finanza presentato alla Camera dei Deputati, sostiene:

 "L'eccesso di austerity e rigore nella finanza pubblica, accompagnato da un aumento delle tasse, è una «terapia molto costosa e in parte inefficace... La somministrazione di dosi crescenti di austerità e rigore al singolo paese, in assenza di una rete protettiva di coordinamento e solidarietà, e soprattutto se incentrata sull'aumento del prelievo fiscale, si rivela alla prova dei fatti una terapia molto costosa e in parte inefficace. E che neppure offre certezze circa il definitivo allentamento delle tensioni finanziarie". Naturalmente i fanatici del "monti-bis" fanno orecchie da mercante (forse perchè molti di essi sono veramente  tali?!?!) e continuano imperterriti a celebrare il loro idolo.
Pur apprezzando la serietà, professionalità, competenza di Mario Monti la "sua agenda" non mi piace nonostante sia decisamente migliore di quella di mister B. che, specialmente negli ultimi anni, assomigliava più a quella di "playboy" che ad altro. Non mi piace perchè di equità e crescita s'è visto davvero poco, mentre si è fatto ampio ricorso al rigore e quasi esclusivamente a carico di coloro che questa crisi non l'hanno generata. Questa agenda non tutela le fasce medio-basse della popolazione che vengono sacrificate nella speranza di suscitare la clemenza della Finanza o forse nella certezza di compiacere gli amici banchieri. Oltre a non piacermi è anche inutile e non sono io a sostenerlo ma, economisti di indiscusso valore e la Corte dei Conti che non è certo un'associazione marxista.
ARCHIVIAMO l'agenda Monti facendo tesoro di quei pochi spunti positivi in essa presenti!

lunedì 23 luglio 2012

Se invece dei compiti a "casa" copiassimo in "aula" dai cugini Francesi?


Sono mesi ormai che Monti ed i suoi sostenitori (per me quasi tutta gente con il fondo schiena al riparo) ci propinano la storiella dei compiti a casa. A parte che trovo un po' infantile e ridicolo andare in giro per il mondo dicendo "l'Italia ha fatto i compiti a casa quindi ora premiateci", visto che dall'altra parte non abbiamo genitori comprensivi pronti a perdonarci le marachelle, ma bensì degli sciacalli affamati che da tempo hanno scommesso sulla nostra bancarotta e non aspettano altro che fiondarsi sulla "carogna Italia".
Oggi lo Spread è di nuovo a 520 punti, Piazza Affari affonda, il debito pubblico ha toccato i massimi del 1995, la disoccupazione è alle stelle, i poveri  sono in aumento (sfiorano quota otto milioni), i suicidi non accennano a diminuire, molti Comuni sono sull'orlo del dissesto. Sicuro che servono i compiti a casa e non sarebbe meglio invece copiare dai cugini francesi?

Federico Rampini sul suo blog di Repubblica titola: Hollande fa cose di sinistra. Lo spread scende.

"Soffermiamoci su questo apparente mistero. Lo spread tra i titoli di Stato francesi e quelli tedeschi si è ridotto, da quando c’è un socialista all’Eliseo. Il quale fa cose di sinistra: assume insegnanti, alza le tasse sui ricchi (patrimoniale aggiuntiva). Eppure questo non mette in fuga i capitali, anzi a giudicare dallo spread la Francia di Hollande è considerata oggi più solida e solvibile. Dunque: i mercati non impongono per forza il “pensiero unico” dell’austerity anti-sociale. Del resto, più in piccolo, anche il Belgio è tornato nell’alveo dell’Europa “germanica” secondo il giudizio dei mercati, pur avendo un premier socialista (Elio Di Rupo) e malgrado la fragilità della coesione fiamminghi-valloni. La lezione è che i mercati premiano la stabilità delle prospettive politiche a medio-lungo termine (la Francia ha una maggioranza socialista blindata per 5 anni), e i “saldi” della finanza: se il risanamento si fa a spese dei ricchi come a Parigi, va benissimo."

I fans del Rigor Montis sicuramente obietteranno che l'Italia non è la Francia e che le situazioni economiche di partenza dei due paesi sono totalmente differenti. Vero. E' anche vero però che le ricette di austerity "montiane", che le si condividano o meno (io quasi per niente), non stanno dando frutti nonostante i pesanti sacrifici imposti agli italiani, soprattutto alle fasce deboli. Sacrifici di durata pluriennale/generazionale che vengono bruciati in meno di una giornata dal mercato senza regole degli speculatori. Monti dice che le sue manovre avranno effetto nel medio e lungo periodo, ma il suo compito non doveva essere quello di rianimare un malato in fin di vita per poi consegnarlo ai "medici"del reparto di lungodegenza?
Se a questo si aggiunge che la campagna elettorale per le prossime politiche del 2013 è ormai cominciata tant'è che i tatticismi politici sono l'unica attività espletata quotidianamente dai nostri politici e politicanti, credo che l'ipotesi di una crisi pilotata con elezioni in autunno, preferibilmente con la nuova legge elettorale, sia la migliore strada da seguire. Anche perchè chi ci garantisce che in primavera 2013 la situazione sarà migliore?
Un governo politico o tecnico/politico di una sola "parte", quella Sinistra naturalmente, scelto dai cittadini ai quali dover dar conto, senza giocare continuamente allo schiaffo del soldato o allo scaricabarile come accade ora, potrebbe sicuramente dare maggiore stabilità sia interna sia esterna. Sia chiaro che ciò non risolverebbe la situazione di crisi in quanto il problema è di natura mondiale ma, potrebbe aiutare ad attenuarne gli effetti nel frattempo che la Germania della Merkel decida se salvare o meno l'eurozona. Magari insieme ad Hollande si riesce anche ad indirizzarne e velocizzarne le scelte.
Il condizionale è d'obbligo poichè se in parlamento ci vanno sempre le stesse mummie autoreferenziate e quei "loschi figuri" che non sanno nemmeno cos'è il fiscal compact (che poi hanno votato) la musica difficilmente cambierà, ma almeno sapremo con chi prendercela.
Il mondo ci chiede serietà e credibilità e non credo che queste siano caratteristiche esclusive di Monti e del suo governo!

lunedì 9 luglio 2012

Monti e lo Spread tra miti, leggende e realtà!


Ebbene sì, il Dio Spread ci ascolta e ci osserva.  Guai a pronunciare parole che possano alimentare la sua sete di denaro e la sua implacabile fame di potere!
Secondo  super Mario Monti, tecno-profeta in terra Italica dell’insaziabile e potente Dio, le dichiarazioni del Presidente di Confindustria Squinzi (noto seguace della setta satanica che venera la dea Camusso) contro la spending review e l'operato dell'esecutivo in materia economica (ha parlato di "macelleria sociale"), suscitano pericolosamente le ire della divinità, vanificando l’effetto “calmierante” ottenuto con le varie manovre: “Salva Italia”, “Cresci Italia”, “ma dove stiamo andando italia?”. 
Manovre che hanno richiesto dei veri e propri sacrifici umani, così atroci da ridurre in lacrime persino la “ninfa/parca/arpia” Fornero al varo della prima sulle pensioni. Nessuno osò opporsi, decisivi furono i richiami alla responsabilità del vecchio saggio Napolitano Gandalf: la patria, messa in ginocchio dalle forze del male di Papi Bunga Bunga Ultimo (si spera), doveva immolare le vecchie generazioni per salvare le nuove… così si disse, ma il bund teutonico se ne fregò altamente e lo Spread continuò ad “elevarsi” a padrone dell’universo.
Ricordo le parole di allora (dicembre 2011) del Profeta che più o meno recitavano così: la turbolenza sui mercati ormai non dipende più dalla politica economica del governo: dietro c’è la speculazione che agisce in un mercato poco limpido.
Ma nonostante ciò, si decise di provare di nuovo ad imbonirsi il Dio Spread, che nel frattempo aveva allentato la sua morsa letale sugli italioti per dedicarsi ai fratelli greci, ormai giunti al punto giusto di recessione.
Dopo gli esodati e i pensionati si decise, dunque, di portare sull’altare sacrificale gli “sfigati” (così il “vice ninfa” , figlio di papà Martone definì coloro che si laureano dopo i 28 anni).
Eh già, dopo aver timidamente tentato di “incastrare” le caste, popolazioni care ai lobbisti (semidei cortigiani del sanguinario Spread) si provò con la distruzione dell’art.18, lo scudo magico che protegge i lavoratori dalle angherie, soprusi e razzie del popolo oscuro dei Prenditori, parenti stretti dei lobbisti.
La durezza dell’attacco sferrato dalla  “ninfa” e dal suo esercito fu senza precedenti, una vera e propria crociata a cui partecipano inaspettatamente anche le truppe fedeli al “sinistro”/“maldestro” Ichinus; generale disobbediente (?) dell’esercito di Bersani I, re dei piddini (strane creature per metà “comunista” e metà “democristiana”) sostenitori (ma anche no, dipende dai giorni,  dai generali e dai piddini) del profeta Monti.  Il popolo piddino è momentaneamente (?????) alleato (brrrr un brivido mi corre lungo schiena) con le forze del male di Papi Bunga Bunga Ultimo (si spera sempre e faccio anche gli scongiuri) e con i mutanti (va dove ti porta la poltrona) dell’eminenza grigia/brizzolata Cardinal Casini.
Tutti insieme appassio-natamente, ma non tutti spassionatamente,  per sottrarre le italiche genti dalle fauci del feroce Spread.
Ma torniamo alla battaglia. In difesa dello “scudo magico” si schierò dal primo istante “l’ultimo dei comunisti”, il mitico Landineracle della setta Camusso, che con le sue tute blu armate di ”falce e martello” riuscì, dopo aver sconfitto il mostro Marchionne (metà "pecora cashmere" e metà omino michelin), a far fronte agli attacchi e a costringere Bersani I a schierarsi dalla parte dei lavoratori: “Non morirò monetizzando il lavoro” esclamò in una sala del castello del Transatlantico. Lo spirito di un suo stimatissimo antenato era “entrato” in lui (sempre grazie Berlinguer) . Lo scudo magico fu salvo, scalfito ma non distrutto!
Intanto, il Dio Spread, nauseato dalle “carni” greche di cui aveva avidamente ingurgitato quintali e quintali ed ebbro di sangue ellennico, decise di ritornare in terra Italica per il caffè e l’ammazza caffè.
Ma i discepoli del tecno-profeta non esitarono un secondo ad attribuire questo ritorno al salvataggio dello scudo magico… proprio come si sta facendo oggi dopo le parole di Squinzi!
… to be continued… maybe!
Morale della favola: al profeta ed ai suoi numerosi adoranti discepoli,  avete rotto con questa stupida strumentalizzazione dello spread, basta con la sindrome di Stoccolma per difendere le vostre minchiate e basta con queste politiche neoliberiste che salvano il culo solo a chi una “poltrona comoda” già ce l’ha! 

venerdì 18 maggio 2012

GLI ITALIANI, L’EUROPA, I POLITICI, MONTI E LA SINDROME DI STOCCOLMA


“La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (talvolta giungendo all'innamoramento) nei confronti del proprio sequestratore. Non è considerata una patologia ma piuttosto uno stato psicologico. Accade che la vittima percepisce che non ha più il controllo della propria vita e che la propria incolumità dipende totalmente da un’altra persona. Scattano allora dei meccanismi di difesa inconsci che portano a sviluppare un attaccamento affettivo nei confronti del carnefice nella convinzione di evitare così la morte. Un altro meccanismo di difesa è l’identificazione col proprio carnefice. Il conflitto tra la non libertà e la dipendenza da una persona pericolosa per la propria sopravvivenza viene appianato dalla mente portando la vittima a capire e a condividere le motivazioni del carceriere. A questo punto è in grado di sopportare anche le violenze perché vengono ritenute supportate da valide motivazioni.
La sindrome deve il suo nome al furto alla "Kreditbanken" di Stoccolma del 1973 durante il quale alcuni dipendenti della banca furono tenuti in ostaggio dai rapinatori per sei giorni. Le vittime provarono una forma di attaccamento emotivo verso i banditi fino a giungere al punto, una volta liberati, di prenderne le difese e richiedere per loro la clemenza alle autorità.”

Alcuni mesi fa, ero alla ricerca di non ricordo cosa su Internet e mi sono imbattuto in questa “simpatica” sindrome di cui ignoravo l’esistenza. Il parallelo con la situazione di crisi che stiamo vivendo e con i personaggi che dominano le scene politico-economiche italiane ed europee è venuto naturale.
Subito sono riuscito ad individuare con precisione le vittime ed il carnefice principali, ossia le fasce di popolazione più deboli di mezza Europa ed il neoliberismo. Nel mezzo c’è una catena fatta di burattinai e burattini che a loro volta sono burattinai di altri burattini e così via fino ad arrivare alla “povera” gente che non è burattinaia nemmeno di se stessa.
La situazione è da tempo diventata insostenibile, è necessario uscire da questo stato psicologico cominciando a tagliare i fili per rimpadronirsi della propria esistenza.