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martedì 14 gennaio 2014

Matteo e il file excel

In un'intervista a il Post Matteo Renzi parla della durata del governo Alfetta: «Andare avanti significa non stare fermi. Quindi, sì, certo, il governo proseguirà per tutto il 2014. Ma non può andare avanti così. Più decisi, più concreti, più rapidi nelle scelte. Anche per questo il Pd proporrà che il contratto di coalizione, Impegno 2014, non sia un documento scritto in democristianese, con il preambolo e frasi arzigogolate. No, noi in direzione proporremo che il patto di coalizione sia un file Excel».
Il Segretario poi spiega cosa intende per file excel: una tabella in cui vengono indicate attività da svolgere, tempi di realizzazione ed esecutore.
Per chi si è occupato di Project Management (gestione progetti) sa che si tratta di una sorta di diagramma di Gantt.
Il Diagramma di Gantt è una tecnica semplice e graficamente molto efficace per illustrare l’articolazione temporale (schedulazione) delle attività di un progetto, pur mancando di efficacia nella rappresentazione dei “legami” logici tra le attività stesse (servirebbe un PERT per questo).
Il Diagramma di Gantt può essere rappresentato in diverse forme ma le più utilizzate sono:
  • forma tabellare-tabella a doppia entrata contenente nelle colonne l'indicazione dei periodi di riferimento e nelle righe le attività da svolgere;
  • forma grafica-diagramma a barre realizzato su un asse temporale in cui è visualizzato l'elenco delle attività necessarie per il conseguimento degli obiettivi con le relative durate.
Diagramma di Gantt - Forma Tabellare

Diagramma di Gantt - Forma grafica
Dunque, quando Renzi parla di "file excel" si riferisce al primo grafico che a dire il vero può essere tranquillamente realizzato con una semplice tabella in qualsiasi programma di videoscrittura o semplicemente utilizzando carta e penna, visto che le funzionalità del foglio di calcolo non vengono per niente utilizzate.
Due appunti vorrei fare al Segretario:
1) E' il caso di stabilire degli obiettivi intermedi (milestone) in modo da capire in anticipo come stanno andando le cose ed eventualmente intervenire con dei correttivi o interrompere il progetto. Altrimenti si rischia di arrivare alla data di scadenza con un nulla di fatto e con conseguente perdita di tempo;
2) Perchè mai fare pubblicità alla Microsoft? Hai mai sentito parlare di open source? Esistono fogli di calcolo simili ad Excel totalmente gratuiti (si veda il pacchetto Open Office). Vogliamo o no cominciare a risparmiare sulle spese dello Stato? Se si, è bene che in tutte le pubbliche amministrazioni si cominci a passare dalle costose licenze di alcuni software tipo MS Office a quelle gratuite. Lo stesso vale per i sistemi operativi.
A buon rendere.

venerdì 22 marzo 2013

Prorogatio a Bersani?!?!?!

E' inutile prendersi in giro, il prossimo Governo, in ogni caso, durerà poco. Del resto con una situazione così frammentata non potrebbe fare molto. Al paese serve un Governo forte, con alle spalle una maggioranza solida, che abbia l'autorevolezza di "andare" in Europa e chiedere, insieme alla Francia ed altri, un'inversione di rotta della politica economica europea. L'austerità, che sta aggravando pesantemente la crisi,  è una conseguenza del patto di bilancio europeo (fiscal compact), se non lo si cambia tutte le misure che si intraprendessero a livello nazionale sarebbero semplicemente dei palliativi. Curare con l'aspirina una broncopolmonite porterebbe alla morte anche se in modo più "dolce".
I vari piani A, B, C,... Z portano tutti a nuove elezioni. Il M5S non vuole saperne di dare fiducia ad un governo PD (e tanto meno farci un accordo indipendentemente dal nome che si propone quindi è inutile prendersela con Bersani) ed il PD non vuole saperne di fare un governo con il PDL (menomale!)
A questo punto si dia l'incarico a Bersani che riceverà la sola fiducia della Camera (?). Il Governo così formato può andare avanti comunque in prorogatio (con poteri limitati e soprattutto senza Monti e i suoi Ministri), si elegge il nuovo Presidente della Repubblica, si prendono delle misure urgenti condivise in parlamento per allentare la crisi, si fa la nuova legge elettorale (con dimezzamento del numero di parlamentari), quella sul conflitto di interessi e poi ad ottobre si va al voto (a giugno non credo ci siano i tempi tecnici, visto che dobbiamo ancora eleggere il Presidente della Repubblica e fare la legge elettorale senza la quale ci ritroveremmo nella stessa situazione di oggi).
Ciò a cui stiamo assistendo è solo campagna elettorale che non fa bene al paese. Che ognuno si prenda le sue responsabilità!

mercoledì 27 febbraio 2013

Governo si Governo no: FATE PRESTO

Le elezioni ci hanno consegnato un quadro politico molto complesso che pone il paese in grande difficoltà. Il centrosinistra ha la maggioranza dei seggi alla Camera ma non al Senato, il M5S è il secondo partito, la lista Monti è stata pesantemente ridimensionata tanto da risultare ininfluente ai fini della formazione di un possibile governo e il centrodestra è riuscito a "risorgere dalle ceneri" grazie alla grande capacità di Berlusconi di "parlare alla pancia" degli italiani. 
Prima di fare delle ipotesi sul come uscire da questa situazione di stallo, che potrebbe far precipitare il paese nel baratro, sarebbe il caso di chiedersi cosa veramente gli italiani hanno voluto esprimere votando in questo modo.
A mio avviso le principali richieste degli italiani sono tre:
  1. "Anti-Montismo" e "anti-austerità".
  2. Rinnovamento della classe dirigente del Paese (e non solo quella politica);
  3. Questione morale in tutte le sue declinazioni - "La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico." E. Berlinguer.
L'unica richiesta trasversale, da sinistra a destra e dall'alto in basso (così non scontentiamo il M5S), è la prima, eppure se ne parla pochissimo.
Il paese è allo stremo, i disoccupati aumentano, le imprese chiudono, il PIL cala, il debito aumenta e non si vedono prospettive di uscita dalla crisi. Berlusconi, il M5S ed anche il PD sebbene in maniera più soft, hanno fatto proposte (diverse tra loro e più o meno credibili) che vanno nella direzione opposta dell'austerity (reddito di cittadinanza; eliminazione dell'IMU, condoni vari, diminuzione dell'IRAP, ecc...). 
Molti si sono stupiti dei risultati raggiunti da Berlusconi, dato ormai per "morto" ma, in un paese in cui l'80% degli italiani possiede una casa di proprietà, in regioni in cui l'abusivismo edilizio è la norma e nessuno si è assunto mai la responsabilità di trovare una soluzione accettabile e percorribile al problema, nel paese con uno dei più alti tassi di evasione fiscale d'Europa e con numero di liti fiscali pendenti esorbitante, livello di tassazione tra i più alti ed in cambio bassissima qualità dei servizi, non c'è da stupirsi che le sue proposte facciano breccia tra la popolazione. In un momento di crisi come questo è difficile spiegare agli italiani che le colpe maggiori sono proprio di chi si è proposto come salvatore della patria.
Ma torniamo a noi e a quali sono le possibilità per uscire dallo stallo. Innanzitutto, è indispensabile che tutti i "giocatori" abbiano in mente una cosa: vince la partita chi "Salva" l'Italia e non chi fa vincere la propria "squadra". Questo per me equivale a: dotare il paese di un governo,  liberarci del berlusconismo  e far ripartire la crescita (gli speculatori finanziari ci hanno già "puntato").
Il pallino del gioco è nelle mani di Bersani. Quali sono a questo punto le possibilità?
  1. Bersani (e non altri sia perché ha vinto le primarie sia perché potrebbero "bruciarsi") presenti una squadra di governo totalmente rinnovata ed un programma con pochi punti chiari tra cui è indispensabile che vi sia una proposta di politica economica a "marchio PD" di stampo Keynesiano/anti-austerity (pare che Stiglitz sia stato un ispiratore di Grillo) in modo da alleviare le "sofferenze" degli italiani ed avere una prospettiva di uscita dalla crisi senza uscire dall'Europa (cosa che alcuni "estremisti grillini" auspicano). Sullo stesso "piatto della bilancia" occorre mettere tutte le questioni etiche e morali poste dal M5S e la legge elettorale. Tra un anno/due si ritornerà a votare. A questo punto Grillo dovrebbe assumersi le sue responsabilità. P.S. lasciate che gli interlocutori siano persone come Civati che con il M5S ha sempre dialogato senza mai "offendere";
  2. Bersani potrebbe passare il pallino del gioco subito a Grillo. Gli si da l'incarico di costituire il nuovo governo assicurandogli la fiducia per poi votare i singoli provvedimenti se si ritengono giusti. Si rimetterebbe di nuovo Grillo davanti alle responsabilità. Dopo massimo sei mesi si ritornerebbe a votare forse con una nuova legge elettorale.
  3. NO, l'ipotesi dell'inciucio con il PDL per me non è ammissibile.
La seconda possibilità è pura tattica, gioverebbe al PD e al PDL ma non al paese. Il M5S non è pronto in questo momento a governare la nazione (secondo me non lo sarà mai e in un prossimo post motiverò la cosa), soprattutto in questo momento di profonda crisi. Risultato: guai per il paese e "morte" del M5S e questo Grillo lo sa.
La prima ipotesi è l'unica percorribile se si vuole veramente il bene del paese. E' indispensabile però che Bersani si dimetta subito da Segretario del PD (lo avrebbe fatto comunque entro sei mesi) e che venga azzerata tutta la dirigenza nazionale per dare credibilità alle proposte e "costringere" Grillo ad accettare l'"accordo". Se non lo facesse il M5S comincerebbe a sfaldarsi e non escludo la fuoriuscita di alcuni parlamentari dal movimento.
Le dimissioni di Bersani servirebbero anche per rigenerare il PD attraverso il congresso, è chiaro che questa dirigenza non ha raggiunto gli obiettivi  quindi è sacrosanto che "vada a casa". Squadra che perde si cambia!
Viste le ultime dichiarazioni di Grillo, che crede ancora di essere in campagna elettorale e non ha capito che adesso è arrivato il momento delle proposte, e viste le mancate dimissioni credo che Bersani andrà avanti per la sua strada provando a formare un governo. Tra tre mesi  si  riandrà a votare con la vecchia legge elettorale e non è escluso che stavolta vincerà Berlusconi! Tra i due litiganti spesso il terzo gode!