Sfatiamo un mito, in Italia non si spende troppo, si spende male!
Nessuno mi crederà lo so, il pensiero neoliberista dominante ormai imperversa incontrastato in Europa ed ha convinto quasi tutti (grazie alla complicità della cattiva informazione) che il nemico numero uno del paese sia la spesa pubblica. Non a caso l'argomento più gettonato in questa campagna elettorale è come e dove effettuare i tagli di spesa. Vediamo chi mente e/o “legge” i dati a proprio uso e consumo.
Di seguito riporto una tabella elaborata dal Politecnico di Milano che ha messo a confronto le voci di spesa della Pubblica Amministrazione italiana con quelle dei principali Paesi europei (la fonte dei dati è Eurostat).

Dalla quarta riga si evince che la spesa pubblica pro capite italiana è stata nel 2010 di 12.965€, cifra nettamente inferiore a quella tedesca (14.495€), francese (16.935€) e inglese (13.825); solo la Spagna (10.430€) sta messa peggio di noi.
Se si vanno a rapportare questi dati rispetto al PIL (quinta riga) si vede che spendiamo (50,6%) decisamente meno della Francia (56,6%), leggermente di più dell’Inghilterra (50,2%) e moderatamente di più di Germania (47,5%) e Spagna (45,7).
Come si può facilmente notare, passando dal valore pro capite a quello relativo al PIL, la nostra posizione “peggiora”, ma la colpa è di quanto si è speso o del fatto che il nostro PIL nel 2010 (e non solo) è stato molto più basso rispetto a quello degli altri paesi?
Per me la risposta è ovvia e dovrebbe esserlo anche per chi ci governa/erà.
Tagliare ulteriormente la spesa non serve anzi è controproducente in periodi di recessione come ho già scritto qui. Sicuramente, visti i servizi spesso scadenti che ci ritroviamo, occorre “lavorare” sulla qualità ed eliminare sprechi e ruberie ma, le risorse recuperate vanno riutilizzate in spesa produttiva.
Mi piacerebbe che in questa campagna elettorale i politici si sfidassero su proposte concrete per la crescita invece di fare a gara su chi taglia meglio e di più (quando non stanno ad insultarsi). Mi rendo conto che creare è più difficile di tagliare (per quello siamo bravi tutti e i disastri di Monti ne sono una prova), ma ciò, cari “signori”, non dovrebbe essere un problema; voi rappresentate il meglio di quanto l’Italia possa “esprimere”, o no?
In ogni caso ricordate che il PIL è “ignorante”.
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