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giovedì 9 luglio 2015

I leader politici europei sono mediocri!

Non sono mai stato un particolare estimatore di Castagnetti, ma quello che oggi (9 Luglio) ha pubblicato sulla sua pagina facebook dovrebbe far riflettere tutti quelli che, in questi giorni, parlano di Grecia e di Europa; soprattutto quelli che stanno celebrando l'intervento di ieri di Verhofstadt, che esaltano Schauble, Dijsselbloem, Tusk, Merkel, ecc.
La maggior parte dei leader politici europei è mediocre, molto mediocre e per questo "schiava" dei tecnocrati.
"I politici sono quelli che pensano alle prossime elezioni, mentre gli statisti pensano alle prossime generazioni".

Manca uno come Kohl, salvò la Germania est in una notte. Lo sostiene D'Alema in un'intervista a ‪La Stampa di oggi, e io condivido pienamente. Mi è venuto alla mente un incontro con Martinazzoli e il sottoscritto a Bonn nel 1993, in cui il Cancelliere tra le altre cose ci disse: "non so se alle prossime elezioni sarò rieletto (in effetti venne rieletto, ma di misura) per varie ragioni. Ho deciso infatti la parità del marco con la Germania dell'est contro il parere della Bundesbank, perchè in caso contrario la unificazione non sarebbe riuscita e io so che la Germania in pace nel cuore dell'Europa è una garanzia per la pace dell'Europa. Poi ho deciso di mettere il marco, la moneta più forte dell'Europa, in uno stesso paniere con altre 10 monete più deboli, e la maggioranza dei tedeschi non era d'accordo. Ma io voglio non germanizzare l'Europa ma europeizzare la Germania, voglio ancorarla all'Europa perché in tal modo si dissolveranno anche le tante riserve sull'unificazione che dalla Francia ad Andreotti sento ripetere su di noi, non essendosi ancora del tutto superate le preoccupazioni del passato.Non solo. Sei mesi fa ho deciso l'aumento di cinque punti delle aliquote fiscali, un provvedimento che penalizza soprattutto i cittadini della Germania Federale, quelli più ricchi, dove peraltro si trova la maggioranza dei miei tradizionali elettori, ai quali ho detto che l'intero ammontare del nuovo gettito lo investirò ad est, perchè non voglio trovarmi nella condizione in cui vi trovate voi italiani con il vostro Mezzogiorno nel quale da 40 anni trasferite risorse senza ottenere una vera unificazione: io voglio una cura da cavallo, un grosso ammontare di risorse subito. Dunque, sono consapevole del rischio elettorale che corro, ma penso che - come diceva il vostro De Gasperi - i politici sono quelli che pensano alle prossime elezioni, mentre gli statisti pensano alle prossime generazioni".

Se oggi ci fosse stato un Kohl, la questione greca sarebbe stata risolta un minuto dopo di quando è nata nel 2010.

mercoledì 6 febbraio 2013

In Italia non si spende troppo, si spende male!


Sfatiamo un mito, in Italia non si spende troppo, si spende male! 
Nessuno mi crederà lo so, il pensiero neoliberista dominante ormai imperversa incontrastato in Europa ed ha convinto quasi tutti (grazie alla complicità della cattiva informazione) che il nemico numero uno del paese sia la spesa pubblica. Non a caso l'argomento più gettonato in questa campagna elettorale è come e dove effettuare i tagli di spesa. Vediamo chi mente e/o “legge” i dati a proprio uso e consumo.
Di seguito riporto una tabella elaborata dal Politecnico di Milano che ha messo a confronto le voci di spesa della Pubblica Amministrazione italiana con quelle dei principali Paesi europei (la fonte dei dati è Eurostat). 
Dalla quarta riga si evince che la spesa pubblica pro capite italiana è stata nel 2010 di 12.965€, cifra nettamente inferiore a quella tedesca (14.495€), francese (16.935€) e inglese (13.825); solo la Spagna (10.430€) sta messa peggio di noi. 
Se si vanno a rapportare questi dati rispetto al PIL (quinta riga) si vede che spendiamo (50,6%) decisamente meno della Francia (56,6%), leggermente di più dell’Inghilterra (50,2%) e moderatamente di più di Germania (47,5%) e Spagna (45,7). 
Come si può facilmente notare, passando dal valore pro capite a quello relativo al PIL, la nostra posizione “peggiora”, ma la colpa è di quanto si è speso o del fatto che il nostro PIL nel 2010 (e non solo) è stato molto più basso rispetto a quello degli altri paesi? 
Per me la risposta è ovvia e dovrebbe esserlo anche per chi ci governa/erà. 
Tagliare ulteriormente la spesa non serve anzi è controproducente in periodi di recessione come ho già scritto qui. Sicuramente, visti i servizi spesso scadenti che ci ritroviamo, occorre “lavorare” sulla qualità ed eliminare sprechi e ruberie ma, le risorse recuperate vanno riutilizzate in spesa produttiva. 
Mi piacerebbe che in questa campagna elettorale i politici si sfidassero su proposte concrete per la crescita invece di fare a gara su chi taglia meglio e di più (quando non stanno ad insultarsi). Mi rendo conto che creare è più difficile di tagliare (per quello siamo bravi tutti e i disastri di Monti ne sono una prova), ma ciò, cari “signori”, non dovrebbe essere un problema; voi rappresentate il meglio di quanto l’Italia possa “esprimere”, o no?
In ogni caso ricordate che il PIL è “ignorante”.