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sabato 6 luglio 2013

Il populismo dei tagli alla Spesa

A conferma di quanto già scritto qui e qui ho estratto stamane, dal database Eurostat, i dati relativi all'andamento (2003-2012) della spesa pubblica pro capite delle principali economie europee.


Ebbene cari fans del taglio selvaggio alla spesa, questi dati ancora una volta confermano che in Italia non si spende troppo, ma si spende male! Siamo gli ultimi tra le grandi economie europee. Questi dati tengono conto anche della spesa per interessi sul debito che come sappiamo è molto più alta in Italia, quindi la spesa netta pro capite è in realtà ancora più bassa. Molto probabilmente il leggero e costante aumento che si registra è tutto dovuto alla crescita degli interessi sul debito. E' interessante notare come a partire dal 2008 quasi tutti gli Stati, ad eccezione dell'Italia, abbiano aumentato la spesa pro capite (probabilmente per far fronte alla crisi) e che i prime tre siano fuori dall'eurozona. Perché si guarda all'Europa solo su alcune cose e su altre no? Che lo faccia la destra è comprensibile ma che lo faccia il PD è allucinante!
In tutte le trasmissioni televisive vengono continuamente mandati in onda servizi in cui si mostra come funzioni  alla grande il welfare nei paesi del nord europa, ma nessuno dice che in quei paesi la spesa pubblica è elevata così come il livello di tassazione. E' vero, in Italia la qualità e quantità dei servizi sono spesso pessime e per niente corrispondenti a quanto sborsiamo per le tasse. Le soluzioni al problema sono due:
  1. Chiedere con forza un welfare efficiente ed efficace a parità di spesa, ciò darebbe valore ai nostri salari, soprattutto a quelli medio-bassi. Se funzionano bene trasporti, ospedali, scuole, strade, amministrazioni pubbliche, ecc. la qualità della vita sarebbe decisamente migliore. Poi se si pagasse tutti si potrebbe pagare anche meno;
  2. Tagliare la spesa pubblica per adeguarla al livello dei servizi che riceviamo. Bisogna tener presente che in Italia i tagli di spesa corrispondono quasi sempre a tagli dei servizi pubblici. In tutto questo alcuni privati ci sguazzano. Piccolo grande esempio: pensate che se tutti gli ospedali funzionassero a dovere ci sarebbe bisogno di tutta questa sanità privata? Ma forse le cose non funzionano perché chi gestisce il pubblico (politici e/o amici di politici) hanno interessi privati negli stessi settori?
Naturalmente io sono per la prima soluzione e credo che dovrebbero esserlo anche tutti quelli che si definiscono di Sinistra. La spesa non va tagliata ma riprogrammata per renderla più efficiente, bisogna eliminare sprechi e ruberie e reinvestire il risparmio in spesa produttiva. Solo così avremo servizi di qualità per tutti e non solo per quelli che possono pagarseli. Inoltre, occorre ricordare che la spesa pubblica è PIL, quindi un suo taglio in questo momento non farebbe altro che peggiorare la situazione di crisi. 

Ma allora qual è il nostro problema?
«Non siamo stati capaci di rispondere agli straordinari cambiamenti geopolitici, tecnologici e demografici degli ultimi venticinque anni. L’aggiustamento richiesto e così a lungo rinviato ha una portata storica... Le origini finanziarie e internazionali della crisi, cui si è soprattutto rivolta l’attenzione delle autorità di politica economica non devono far dimenticare che in Italia, più che in altri paesi, gli andamenti ciclici si sovrappongono a gravi debolezze strutturali..... I rappresentanti politici stentano a mediare tra interesse generale e interessi particolari: i cittadini ne ricevono segnali contrastanti e incerti..... Le imprese sono chiamate a uno sforzo eccezionale per garantire il successo della trasformazione, investendo risorse proprie, aprendosi alle opportunità di crescita, adeguando la struttura societaria e i modelli organizzativi, puntando sull’innovazione, sulla capacità di essere presenti sui mercati più dinamici.... Non bisogna aver timore del futuro, del cambiamento. Non si costruisce niente sulla difesa delle rendite e del proprio particolare, si arretra tutti». 
Parole queste del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco nelle sue considerazioni finali alla presentazione della relazione annuale 2012. L'analisi è impeccabile anche se tra le soluzioni proposte vien sempre fuori il rigore inteso come obbedienza ai folli vincoli fiscali europei, vabbè deformazione professionale dei banchieri. L'austerità non è la soluzione!

L'ultima considerazione che faccio e sulla classe politica. Nonostante le parole di Visco e quelle di Napolitano nel suo discorso alle camere per il suo secondo mandato, nonostante la situazione disastrosa in cui il paese si trova, oggi la maggior parte dei politici che sono alla guida del paese e che si ripropongono anche per il futuro sono proprio i principali attori di questo disastro chiamato Italia.

MEDITIAMO!



mercoledì 6 febbraio 2013

In Italia non si spende troppo, si spende male!


Sfatiamo un mito, in Italia non si spende troppo, si spende male! 
Nessuno mi crederà lo so, il pensiero neoliberista dominante ormai imperversa incontrastato in Europa ed ha convinto quasi tutti (grazie alla complicità della cattiva informazione) che il nemico numero uno del paese sia la spesa pubblica. Non a caso l'argomento più gettonato in questa campagna elettorale è come e dove effettuare i tagli di spesa. Vediamo chi mente e/o “legge” i dati a proprio uso e consumo.
Di seguito riporto una tabella elaborata dal Politecnico di Milano che ha messo a confronto le voci di spesa della Pubblica Amministrazione italiana con quelle dei principali Paesi europei (la fonte dei dati è Eurostat). 
Dalla quarta riga si evince che la spesa pubblica pro capite italiana è stata nel 2010 di 12.965€, cifra nettamente inferiore a quella tedesca (14.495€), francese (16.935€) e inglese (13.825); solo la Spagna (10.430€) sta messa peggio di noi. 
Se si vanno a rapportare questi dati rispetto al PIL (quinta riga) si vede che spendiamo (50,6%) decisamente meno della Francia (56,6%), leggermente di più dell’Inghilterra (50,2%) e moderatamente di più di Germania (47,5%) e Spagna (45,7). 
Come si può facilmente notare, passando dal valore pro capite a quello relativo al PIL, la nostra posizione “peggiora”, ma la colpa è di quanto si è speso o del fatto che il nostro PIL nel 2010 (e non solo) è stato molto più basso rispetto a quello degli altri paesi? 
Per me la risposta è ovvia e dovrebbe esserlo anche per chi ci governa/erà. 
Tagliare ulteriormente la spesa non serve anzi è controproducente in periodi di recessione come ho già scritto qui. Sicuramente, visti i servizi spesso scadenti che ci ritroviamo, occorre “lavorare” sulla qualità ed eliminare sprechi e ruberie ma, le risorse recuperate vanno riutilizzate in spesa produttiva. 
Mi piacerebbe che in questa campagna elettorale i politici si sfidassero su proposte concrete per la crescita invece di fare a gara su chi taglia meglio e di più (quando non stanno ad insultarsi). Mi rendo conto che creare è più difficile di tagliare (per quello siamo bravi tutti e i disastri di Monti ne sono una prova), ma ciò, cari “signori”, non dovrebbe essere un problema; voi rappresentate il meglio di quanto l’Italia possa “esprimere”, o no?
In ogni caso ricordate che il PIL è “ignorante”.