Oggi Repubblica titola così: "Eurozona fuori dalla recessione: +0,3 il Pil nel secondo trimestre, ma l’Italia resta indietro".
Leggendo l'articolo si vede che tra le crescite più forti, nell'ultimo trimestre, vi sono quelle di Germania (0,7%) e Francia (0,5%), mentre l'Italia resta in recessione (-0,2%).
"Secondo l’ufficio di statistica tedesco l’incremento registrato nel secondo trimestre deriva principalmente dall’incremento dei consumi privati domestici e dalla spesa pubblica."
Duro colpo per i fanatici del taglio selvaggio alla spesa.
Per curiosità ho estratto stamattina dal database AMECO i dati di spesa dal 2008 in poi di Italia, Francia, Germania e Grecia.
Come avevo già ipotizzato qui si vede che in Francia e Germania c'è stato, negli anni della crisi, un costante aumento della spesa ed oggi si registra un aumento del PIL. In Italia e in Grecia dove si tende a tagliare la recessione non si arresta!
Lo ripeto per la centesima volta: Keynes aveva ragione! In recessione non si taglia la spesa serve piuttosto spendere di più e meglio, altro che conti in ordine. Occorre rivedere il fiscal compact!
"...a Bruxelles e a Francoforte si cambi "paradigma" e si orientino le istituzioni verso le vere priorità da realizzare nell'Ue. Non bisogna insistere con l'austerity. Nell'Unione serve invece un piano di investimenti pubblici in infrastrutture intra-Ue, nell'economia verde, nelle piccole opere, e serve una più equa redistribuzione della ricchezza e una seria difesa dei redditi e del lavoro, delll'istruzione. Al centro delle politiche pubbliche devono esserci innovazione e ricerca, veri spillover trasversali di crescita generale.
Sembrano metaobiettivi.. ma senza una macrovisione e una politica che si orienti verso di essi, avremo solo altra recessione e meno democrazia economica." Keynes Blog.
Ecco i grafici:
Ecco i grafici:
