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giovedì 14 febbraio 2013

L'Europa neoliberista ammette le sue colpe?!?!

Olli Rehn
In una lettera inviata ai ministri delle finanze dei paesi dell'unione, il vicepresidente della Commissione Europea nonché commissario per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, comunica che, per i paesi in difficoltà, sarà possibile prolungare i tempi fissati per raggiungere il pareggio di bilancio. Le motivazioni? Continuare con la politica del "rigore" potrebbe aggravare pesantemente la situazione di crisi in cui ci troviamo. Rehn usa il condizionale ma subito dopo nella lettera riconosce che l'ipotesi è di fatto una realtà: il debito nella Ue, è passato dal 60% del Pil prima della crisi al 90% di adesso, ed è «ampiamente riconosciuto» che oltre quel livello «ha effetti negativi sul dinamismo economico che si traduce in un abbassamento della crescita per molti anni».
La verità è che, come ho scritto in tanti post precedenti ( vedi qui, qui, qui e qui), molti economisti premi nobel (Krugman, Stiglitz, ecc...) e non solo lo stanno sostenendo da tempo: l'austerity in tempi di recessione è un vero e proprio suicidio! Purtroppo la politica economica europea è "dettata" da economisti neoliberisti, non so fino a che punto indipendenti, convinti del fatto che il mercato è capace di regolarsi da solo e che la crisi è stata determinata dal fatto che "abbiamo vissuto per troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità". Per questo la soluzione al problema, basata su modelli matematici errati, è stata punire tutti i "cattivoni" con politiche di rigore e austerità. Botte da orbi su Grecia, Portogallo, Spagna e Italia. Ma ieri il premier francese Jean-Marc Ayrault, intervistato dall'emittente televisiva France 3 ha confermato - la notizia era già stata anticipata - che la Francia non riuscirà a riportare il deficit sotto il 3% del Pil nel 2013.
Oh cielo, non solo i "cattivoni" sono in difficoltà allora? Vuoi vedere che stiamo sbagliando tutto? (Secondo me, invece, è: cavoli ci hanno scoperto, non possiamo più negare l'evidenza).
Del resto, sempre nella giornata di ieri in un discorso al Congresso, Obama confermava la sua intenzione di voler procedere nella direzione della crescita anche adottando politiche di espansione monetaria (Debito).  Qualche settimana fa, lo stesso Giappone annunciava una nuova strategia economica orientata alla crescita, basata pesantemente sull'emissione di nuova moneta (Debito).
Ricordo che, grazie a Berlusconi e Tremonti,  l'Italia si era impegnata, nell'agosto del 2011, a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. I due geni di cui sopra, pur di non mollare le poltrone di un governo ormai sfiduciato, ebbero addirittura "l'ardire" di anticipare tale data, inizialmente fissata come per la Francia al 2014. Come alcuni giornali hanno riportato, ciò ci avrebbe probabilmente costretto (a questo punto il condizionale è d'obbligo vista la lettera di Rehn) ad una manovra aggiuntiva nel 2013 di circa 7 miliardi di euro. Ebbene oggi i due geni hanno ancora il coraggio di proporsi di nuovo alla guida del paese.
Ma torniamo a noi. La presa di coscienza dell'Unione Europea, che naturalmente non sarà considerata tale dai fanatici dei tagli e del "rigor Montis", ci consentirà nei prossimi mesi di avere un pò di respiro. Il nuovo Governo, a patto che vi sia stabilità, molto probabilmente, ricorrerà a tale possibilità allentando la "morsa" del fiscal compact che come sappiamo impedisce alle Amministrazioni Pubbliche di spendere anche per investimenti produttivi. Un pò di spesa ci darà un pò di ossigeno. Basterà? Assolutamente no! Occorre cambiare radicalmente la politica economica dell'UE (sono sempre gli economisti premi nobel che lo sostengono non io)! Per chi ha tempo e voglia, allego un filmato di 30 minuti in cui il premio Nobel Stiglitz dà una lezione a Monti sul tema. L'argomento è trattato in maniera semplice, quindi anche i non esperti in economia possono comprendere!
NOTA IMPORTANTE La mia non è una critica all'Istituzione Europa (sono un convinto europeista anche se ci sono parecchie cose da migliorare, unità fiscale e politica in primis) ma bensì alla politica economica adottata finora, "frutto" del "pensiero" dominante (in quanto maggioritario) del partito popolare europeo (PPE), in cui siedono non solo la Merkel ma anche Berlusconi, Casini e Monti. C'è bisogno di un'Europa socialdemocratica per cambiare le cose, per questo voterò Bersani!!!!!